Le imprese culturali in Europa

Il numero delle imprese culturali in Europa è cresciuto del 6,00% tra il 2010 ed il 2015, ma il ruolo preponderante della tecnologia informatica promette di rivoluzionare il settore

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L’Eurostat calcola il numero delle imprese impegnate nell’attività di produzione di beni e servizi culturali. In modo particolare, l’Eurostat comprende nell’interno delle imprese culturali le aziende operanti nei settori indicati di seguito:

  • attività culturali legate all’industria: stampa e riproduzione di supporti registrati, fabbricazione di strumenti musicali e gioielli;
  • vendita al dettaglio di beni culturali in negozi specializzati;
  • attività editoriali ovvero libri, giornali e periodici, giochi per computer;
  • cinema e televisione, musica, noleggio di videonastri e dischi;
  • programmazione e trasmissione e attività di agenzia di stampa;
  • architettura, design e fotografia;
  • attività di traduzione e interpretazione.

La serie storica presente nell’interno dei dati dell’Eurostat prende in considerazione il periodo tra il 2010 e il 2015. I dati possono essere posti in forma di ranking con riferimento all’anno 2015. L’Italia è al primo posto per numero di imprese operanti nel settore della cultura con un numero di attività pari a 176.020; la Francia al secondo posto con un valore pari a 159.860 unità e la Germania al terzo posto con un valore pari a 128.631 unità. A metà classifica si trovano: Austria al quattordicesimo posto con un valore pari a 16.663 unità, la Romania al quindicesimo posto con un valore pari a 15.607 unità e la Danimarca con un valore pari a 12.391 unità. Chiudono la classifica Cipro, con un numero di imprese culturali pari a 2.138, la Macedonia con un numero di imprese culturali pari a 2.056 e il Lussemburgo con 1.569 imprese culturali.

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Figura 1. Numero delle imprese operanti nel settore culturale. Fonte: Eurost-2015.

Di seguito viene analizzato l’andamento del numero delle imprese di produzione di beni culturali in Italia, Francia e Germania durante il periodo 2010-2015.

Italia. Il numero delle imprese operanti nel settore della produzione di beni e servizi culturali in Italia è diminuito nel periodo tra il 2010 ed il 2015. Nel 2010 il numero delle imprese operanti nella cultura in Italia è stato pari a 194.205 unità. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 il numero delle imprese operanti nella cultura in Italia è diminuito da un valore pari a 194.205 fino ad un valore pari a 186.626 ovvero una riduzione pari a -7.579 equivalente ad una riduzione del 3,90%. Nel passaggio tra il 2011 ed il 2012 il numero delle imprese operanti nel settore della produzione di beni e servizi culturali in Italia è passato da un valore di 186.626 fino ad un valore di 186.484 ovvero una riduzione pari ad un valore di 142 unità pari ad una riduzione dello 0,08%. Nel passaggio tra il 2012 ed il 2013 il numero delle imprese operanti nel settore della produzione di beni e servizi culturali è passato da un valore di 186.484 fino ad un valore pari a 179.423 ovvero una riduzione pari ad un valore di -7.061 pari ad una riduzione di -3,79. Nel passaggio tra il 2013 ed il 2014 il numero delle imprese operanti nel settore della produzione di beni culturali è passato da un valore pari a 179.423 fino ad un valore pari a 177.823 ovvero una riduzione pari ad un valore di 1.600 unità pari ad una variazione di 0,89%. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 il numero delle imprese operanti nel settore della produzione di beni culturali è passato da un valore pari a 177.823 unità fino ad un valore pari a 176.020 unità ovvero una riduzione pari a -1.803 unità pari ad una riduzione dell’1,01%. Nel complesso nel passaggio tra il 2010 ed il 2015 sono andate perdute 18.185 imprese operanti nel settore della cultura con una riduzione pari ad un valore di -9,36%.

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Figura 2. Andamento del numero delle imprese operanti nel settore della produzione di beni culturali. Fonte: Eurostat. Paesi di riferimento: Italia, Francia, Germania. Periodo di riferimento: 2010-2015.

Francia. Il numero delle imprese operanti nel settore della produzione di beni culturali in Francia è cresciuto nel periodo tra il 2010 ed il 2015. Nel 2010 il numero delle imprese operanti nel settore della produzione di beni culturali in Francia è stato pari ad un valore di 135.999 unità. Nel 2011 l’Eurostat manca di riportare i dati e pertanto è configurato il caso di “missing value”. Nel 2012 il valore delle imprese operanti nel settore della produzione di beni culturali in Francia è stato pari ad un valore di 160.140 unità. Nel passaggio tra il2012 ed il 2013 il numero delle imprese operanti nel settore della produzione di beni culturali in Francia è passato da un valore pari a 160.140 unità fino ad un valore pari a 170.852 unità ovvero una variazione pari ad un valore di 10.712 unità pari ad una crescita del 6.69%. Nel passaggio tra il 2013 ed il 2014 il numero delle imprese di produzione di beni culturali in Francia è cresciuto da un valore pari a 170.852 unità fino ad un valore pari a 188.243 unità ovvero pari ad una variazione di 17.391 unità pari ad una crescita di 10,18%. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 il numero delle imprese di produzione di beni culturali in Francia è diminuito da un valore di 188.243 unità fino ad un valore pari a 159.860 unità ovvero una riduzione pari ad un valore di 28.383 unità pari ad un ammontare del 15,08%. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2015 il numero delle imprese di produzione di beni culturali in Francia è cresciuto di un valore pari a 23.861 unità ovvero di un ammontare pari a 17,54%.

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Figura 3: Andamento del numero delle imprese operanti nel settore della produzione di beni culturali. Fonte: Eurostat.

Germania. Il numero delle imprese di produzione di beni culturali in Germania è cresciuto durante il periodo tra il 2010 ed il 2015. Nel 2010 il numero delle imprese di produzione di beni culturali in Germania è stato pari ad un valore di 107.185 unità. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2011 il numero delle imprese agricole in Germania è cresciuto da un valore pari a 107.185 unità fino ad un valore pari a 109.134 unità pari ad un ammontare di 1.949 unità pari ad un valore di 1,8%. Nel passaggio tra il 2011 ed il 2012 il numero delle imprese di produzione di beni culturali in Germania è cresciuto da un valore pari a 109.134 unità fino ad un valore pari a 109.383 unità ovvero una crescita pari a 249 unità equivalente ad una crescita dello 0,2%. Nel passaggio tra il 2012 ed il 2013 il numero delle imprese di produzione di beni culturali in Germania è cresciuto da un valore pari a 109.383 unità fino ad un valore pari a 114.446 unità ovvero una variazione pari ad un ammontare di 5.063 unità ovvero pari ad una crescita del 4,6%. Nel passaggio tra il 2013 ed il 2014 il numero delle imprese di produzione di beni culturali in Germania è cresciuto da un valore pari a 114.446 unità fino ad un valore pari a 124.477 unità ovvero pari ad una crescita di 9.831 unità pari ad una crescita dell’8,6%. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 il numero delle imprese di produzione di beni culturali è cresciuto da un ammontare pari a 124.277 unità fino ad un valore pari a 128.631 unità ovvero pari ad una crescita di 4.354 unità pari ad un ammontare del 3,5%. Nel complesso del periodo considerato il numero delle imprese di produzione di beni culturali è cresciuto da un valore pari a 2010 unità fino ad un valore pari a 2015 unità ovvero pari ad una crescita di 21.446 unità pari ad una crescita del 20,00%.

Conclusioni.

cms_11240/4.jpgI dati analizzati fanno riferimento in modo particolare al settore della cultura. Occorre considerare che il numero di imprese operanti nella cultura è cresciuto in Europa tra il 2010 ed il 2015 di un tasso medio pari al 6,00%. Tuttavia alcuni paesi hanno “over-performato”, ovvero hanno realizzato un valore superiore rispetto alla media del 6,00%. In modo particolare tra i paesi che hanno realizzato una crescita superiore alla media europea vi sono ai primi posti la Lituania con 4.914 nuove imprese culturali pari al 93,05%; l’Olanda con una crescita delle imprese culturali pari ad un valore di 32.297 unità pari ad una crescita del 67,51%; l’Estonia con una crescita pari al 48,58% pari ad un valore di 1.026 nuove imprese. Tra i paesi che invece hanno “under-performato”, ovvero che hanno avuto un performance inferiore rispetto alla media, si trovano Portogallo con una riduzione del 7,58% delle imprese culturali tra il 2010 ed il 2015, l’Italia con una riduzione pari al 9,36% delle imprese pari a -18.185 unità e la Grecia con una variazione diminutiva pari al 34,61% ovvero pari ad una riduzione di 17.443 imprese operanti nel settore della cultura.

Inoltre occorre considerare che i paesi che hanno visto crescere in modo considerevole il numero delle imprese culturali sono paesi del Nord Europa con una dotazione di beni artistici ridotta rispetto ai paesi del Sud Europa. Pertanto anche nell’analisi del tasso di crescita del numero delle imprese culturali sembra che l’elemento dell’heritage, ovvero della cultura ereditata, insieme con l’elemento della dotazione di beni patrimoniali pregressi abbiano un impatto basso per la crescita del numero delle imprese operanti nel settore della produzione di beni culturali.

Inoltre occorre considerare che le imprese culturali, fatta eccezione per taluni paesi come per esempio l’Italia e la Grecia, tendono ad avere un andamento anti-ciclico, ovvero crescono bene durante la crisi. In effetti la crisi economica sembra avere avuto degli effetti ridotti nel settore della produzione di beni di carattere artistico. Pertanto il settore della cultura può essere considerato come un settore “rifugio” ovvero un settore scelto anche per contrastare le avversità del ciclo economico.

Tuttavia occorre anche considerare che vi sono delle rilevanti connessioni tra le imprese della cultura come definite nell’interno del database dell’Eurostat e le imprese produttive di conoscenza scientifica ovvero di imprese operanti nel settore “Ricerca e Sviluppo”. In effetti soprattutto a seguito della “Quarta rivoluzione industriale” viene a mancare la possibilità di distinguere in modo chiaro e netto tra “produzione di cultura” e “produzione di scienza” soprattutto per il fatto che la tecnologia tende a svolgere sempre di più la funzione di medium. Fare arte ed anche fare scienza significa molto spesso produrre conoscenza attraverso l’utilizzo della tecnologia sia hardware sia software. Gli artisti ed i professionisti dei manufatti artistici infatti tendono a modellare anche gli strumenti informatici della produzione artistica attraverso la creazione di algoritmi che mediante l’intelligenza artificiale siano in grado di produrre musica, testi, fotografie, opere teatrali, opere scritte anche per l’editoria.

Pertanto occorre inserire nel novero delle imprese operanti nel settore della cultura anche le imprese impegnate nel settore della Ricerca e Sviluppo e considerare il ruolo delle conoscenze informatiche nel processo di produzione artistico-culturale nella quarta rivoluzione industriale. Del resto il “Michelangelo” del futuro potrebbe essere un algoritmo programmato per la generazione di operare d’arte ad impatto creativo elevato.

Angelo Leogrande

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