Le stampanti 3D in Europa

Nel 2018 in media il 9% delle imprese europee ha utilizzato stampanti 3D

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L’Eurostat calcola la percentuale di imprese che utilizzano le stampanti 3D nei processi produttivi. Il dato fa riferimento al 2018. L’utilizzo delle stampanti 3D è rilevante nell’interno dei vari processi dell’additive manufacturing che si pone come una componente fondativa dell’industria 4.0. Le applicazioni delle applicazioni della manifattura additiva sono molto ampie e possono essere applicate all’industria pesante così come anche al settore delle costruzioni. Pertanto l’accesso all’utilizzo delle stampanti 3D mette in risalto una certa vivacità del settore manifatturiero ed una capacità ricettiva rispetto alle innovazioni tecnologiche. I dati con riferimento al 2018 possono essere analizzati nella forma del ranking. Al primo posto a pari merito vi sono Danimarca e Finlandia con il 19% delle imprese che utilizzano delle stampanti 3D, seguite da Malta con il 15%. A metà classifica vi sono Irlanda, Spagna e Lussemburgo con l’8% delle imprese che utilizzano stampanti 3D. Infine la classifica viene chiusa da Grecia con il 5,00% delle imprese che utilizzano le stampanti 3D seguita da Cipro con il 3,00% e dalla Lettonia con il 2%. In media il 9% delle imprese presenti in Europa utilizza le stampanti 3D.

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Figura 1. Ranking della percentuale delle imprese che utilizzano delle stampanti 3D. Fonte: Eurostat.

L’Eurostat considera 5 diverse categorie di imprese che utilizzano la stampante 3D come indicato di seguito:

  • Usa la stampa 3D: si tratta di una categorizzazione generica. Il riferimento è nei confronti di imprese che utilizzano la stampante 3D in modo marginale nell’interno del processo produttivo.
  • Utilizzare la stampa 3D per prototipi o modelli in vendita: il riferimento è a imprese che operano nel settore della manifattura additiva come mercato principale. Infatti sia la prototipazione che la realizzazione dei modelli per la vendita hanno un impatto significativo per la produzione aziendale. I prototipi sono infatti in grado di modificare il processo di progettazione dei prodotti finiti, mentre la vendita dei modelli realizzati in 3D indica la capacità dell’impresa di operare sul mercato con dei prodotti finiti. In questo caso l’utilizzo delle stampanti 3D è alternativamente o uno strumento rilevante in fase di progettazione, oppure una componente essenziale del processo di generazione del valore aggiunto aziendale.
  • Utilizzare la stampa 3D per prototipi o modelli per uso interno: è il caso dell’impresa che necessita di strumenti semilavorati per uso interno. In questo caso l’azienda può progettare e realizzare i propri semilavorati attraverso l’utilizzo delle stampanti 3D. Le stampanti 3D possono abbattere notevolmente i costi di produzione, e consentire di realizzare dei prodotti che sono caratterizzati dalla presenza di modularità nell’ottica della gestione agile. Le stampanti 3D incrementano la ricerca e sviluppo, infatti attraverso l’utilizzo delle stampanti 3D è possibile progettare dei prodotti nuovi, dei sistemi nuovi, che possono essere testati e posti in connessione nel processo produttivo. In un certo senso l’utilizzo di stampanti 3D per uso interno, incrementare la capacità dell’impresa di controllare il processo di produzione e di creare invenzioni ed innovazioni con introduzione di modificazioni marginali e strutturali del prodotto realizzato. E’ per esempio il caso dell’impresa che vuole cambiare la propria linea di produzione ed utilizza la stampante 3D per progettare attraverso prototipi e modelli, delle soluzioni nuovi più efficienti.
  • Utilizzare la stampa 3D per i prodotti in vendita, esclusi prototipi o modelli: in questo caso la stampante 3D ha un evidente valore di carattere commerciale, infatti essa è utilizzata dall’impresa per realizzare dei prodotti finiti che vengono venduti ai clienti finali. L’utilizzo della stampa 3D per prodotti di vendita determina quindi l’individuazione di un mercato che è pronto ed attento alle nuove tecnologie e che può essere anche interessato al forme marginali di customizzazione. Inoltre i prodotti realizzati attraverso l’utilizzo della stampa 3D pone particolare attenzione ai materiali che vengono utilizzati. Al limite la stampa 3D consente anche di creare dei progetti co-creati con il cliente, soprattutto con riferimento alle dinamiche del tipo Business to Business rispetto alle relazioni Business to Customer.
  • Utilizzare la stampa 3D per le merci da utilizzare nel processo di produzione aziendale, esclusi prototipi o modelli: Fa riferimento alla possibilità di utilizzare i prodotti realizzati con le stampanti 3D per ottenere dei semilavorati da utilizzare nella produzione aziendale.

L’Eurostat distingue quindi tra un impiego generico delle stampanti 3D ed invece il loro utilizzo concreto nei processi produttivi sia rivolti al cliente sia rivolti alla produzione di semilavorati per il processo aziendale in termini di prototipi o di modelli. Di seguito si riportano i dati relativi alla Finlandia, alla Danimarca e a Malta.

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Figura 2. Percentuali di utilizzo delle stampanti 3D. Fonte: Eurostat.

Finlandia. La percentuale di aziende che utilizzano la stampa 3D in Finlandia è pari al 7%. Il 2% delle imprese utilizza la stampa 3D per prototipi o modelli in vendita. Il 55 delle imprese finlandesi utilizza la stampa 3D per prototipi o modelli per uso interno. Il 2% delle imprese della Finlandia utilizza la stampa 3D per i prodotti in vendita esclusi prototipi e modelli. Il 3% delle imprese della Finlandia utilizza la stampa 3D per le merci da utilizzare nel processo di produzione aziendale, esclusi prototipi o modelli. In totale il 19% delle imprese finlandesi utilizza la stampante 3D.

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Figura 3. Utilizzo delle stampanti 3D in Finlandia. Fonte: Eurostat.

Danimarca. In Danimarca circa il 19% delle imprese, censite nel 2018, utilizza la stampante 3D. In modo particolare il 6% delle imprese usa la stampante 3D in modo generico. Il 3% delle imprese della Danimarca utilizza la stampa 3D per prototipi o modelli di vendita. Il 5% delle imprese della Danimarca utilizza la stampa 3D per prototipi o modelli per uso interno. Il 2% utilizza la stampa 3D per i prodotti in vendita, esclusi prototipi o modelli. Il 3% delle imprese della Danimarca utilizza la stampa 3D per le merci da utilizzare nel processo di produzione aziendale, esclusi prototipi o modelli.

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Figura 4. Utilizzo delle stampanti 3d in Danimarca. Fonte: Eurostat.

Malta. La percentuale di imprese maltesi che utilizza la stampante 3D è stato pari ad un valore del 6% nel 2018. L’1% delle imprese maltesi utilizza la stampa 3D per prototipi o modelli in vendita. Il 4% delle imprese maltesi utilizza la stampa 3D per prototipi o modelli per uso interno. Il 2% utilizza la stampa 3D per i prodotti in vendita, esclusi i prototipi o i modelli. Il 2% delle imprese maltesi utilizza la stampa 3D per le merci da utilizzare nel processo di produzione aziendale, esclusi prototipi o modelli.

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Figura 5. Utilizzo delle stampanti 3d a Malta. Fonte: Eurostat.

Conclusioni. L’utilizzo delle stampanti 3D è lo strumento che apre il sistema industriale all’additive manufacturing. Le stampanti 3D hanno molte applicazioni, e certamente possono ridurre i costi di produzione sia di prodotti finiti che di semilavorati. Gli elementi rilevanti dell’utilizzo delle stampanti 3D sono indicati di seguito:

  • Prototipizzazione: la possibilità di creare dei prototipi con le stampanti 3D consente di incrementare la produttività delle attività di ricerca e sviluppo nell’interno dell’impresa con l’accesso ad uno strumento agile e a costi ridotti. Inoltre occorre considerare che la prototipizzazione può essere realizzata sia con riferimento ai prodotti finiti che con riferimento ai prodotti semilavorati. In modo particolare l’utilizzo dei semilavorati è particolarmente interessante perché può impattare sui costi di produzione interna svelando all’impresa nuove economie di scala e guidando l’azienda verso la scoperta di aree di reddito ed efficienza.
  • Creazione di modelli: la creazione di modelli è molto rilevante soprattutto per le imprese che sono orientate ai prodotti. L’utilizzo delle stampanti 3D grazie anche ai materiali, può comportare la riduzione dei costi di progettazione e quindi la crescita della modellizzazione di nuovi prodotti e servizi. L’additive manufacturing diventa uno strumento per aumentare l’efficienza produttiva dell’impresa sotto il punto di vista dell’innovazione creativa e della sperimentazione di soluzioni nuove.
  • Co-progettazione e co-creazione: la co-progettazione e la co-creazione sono degli strumenti che l’additive manufacturing consente di realizzare. I clienti finali del prodotto creato con la stampante 3D possono essere sia esterni all’impresa che interni, come accade per esempio nel caso dei semilavorati da destinare a talune aree produttive. In entrambi i casi l’additive manufacturing consente di co-progettare e di co-creare ovvero di condividere il processo ed il modello creativo con l’utente finale per massimizzare la customer satisfaction e le funzionalità di prodotto.
  • Materiali innovativi: l’additive manufacturing consente anche di sperimentare dei materiali innovativi che possono incrementare le prestazioni dei prodotti realizzati. L’additive manufacturing richiede pertanto la presenza di un capitale umano interno all’azienda che sia in grado di realizzare anche delle sperimentazioni su materiali innovativi a carattere prestazionale.
  • Short Supply Chain: grazie alle funzioni di co-creazione e di co-progettazione l’additive manufacturing consente di realizzare delle short supply chain, con la realizzazione di semilavorati in house, utilizzati per incrementare la produttività delle linee installate.

In conclusione l’utilizzo delle stampanti 3D apre una fase nuova sia dell’organizzazione della produzione aziendale, sia della relazione con i clienti. Le stampanti 3D aumentano i processi creativi nell’interno dell’impresa che può con maggiore possibilità avere accesso ai sistemi di propotipazione e di modellazione delle componentistiche delle linee di produzione così come anche dei prodotti finiti. Inoltre vi sono degli impatti positivi con riferimento ai materiali utilizzati che possono comportare la creazione di prodotti a performance aumentata. Degli elementi positivi che devono essere tuttavia considerati nell’insieme degli strumenti dell’indsutria 4.0. Infatti l’additive manufacturing, realizzato attraverso le stampanti 3D, è un processo che deve essere inteso come partecipante della smartizzazione dell’impresa insieme con l’utilizzo delle tecnologie innovative costituite dai big data, dal machine learning, e dall’intelligenza artificiale.

Angelo Leogrande

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