MASTERCHEF ALL STARS HA PORTATO IN TV IL MEGLIO DEL PIÙ GRANDE PROGRAMMA DI CUCINA DEL MONDO

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Nel corso delle quattro serate, le 16 “stelle” in gara si sono date battaglia a colpi di ricette. E alla fine ha vinto la beneficenza.

Si è conclusa con la vittoria di Michele Cannistraro detto “il Cannibale”, la prima edizione di Masterchef All Stars Italia.

L’ ex-motociclista e concorrente della terza stagione ha vinto la sfida in cucina, tra talentuosi concorrenti, grazie al menu “Sempre al limite”.
All Stars è un vero e proprio regalo ai fan che hanno sempre seguito il programma, perché è un concentrato di storia di tutti i concorrenti più bravi e/o divertenti e siamo colpiti da come negli anni sono diventati molto bravi e molti di loro potrebbero affrontare il lavoro in una grande cucina”, aveva detto chef Bruno Barbieri prima dell’inizio del programma.
Un regalo ai fan, certamente, ma di altissima qualità. Durante gli otto episodi (suddivisi in quattro serate), infatti, si sono viste una serie di esecuzioni di piatti di altissimo livello, alcuni creati dagli stessi concorrenti, altri riprodotti da invenzioni di chef affermati o ex-vincitori di Masterchef (durante la semifinale, Simone Finetti era addirittura riuscito, secondo i giudici, a “migliorare” il piatto dell’ospite Erica Liverani, vincitrice della quinta edizione).
I sedici concorrenti in gara provenivano da tutte e sette le stagioni di Masterchef che finora hanno avuto luogo: dalla prima Danny D’Annibale e Anna Lupi, dalla seconda Maurizio Rosazza Prin, Ivan Iurato, Marika Elefante, Daiana Cecconi e Paola Galloni, dalla terza Michele Cannistraro e il barese Almo Bibolotti, dalla quarta Simone Finetti, dalla quinta Dario Baruffa, Rubina Rovini, il libanese Maradona Youssef e l’eccentrica Alida Gotta, dalla sesta Loredana Martori e dalla settima Alberto Menino, il più giovane in gara. Bisogna dire, però, che già nel primo episodio avevano salutato in cinque (Anna, Marika, Daiana, Dario e Loredana), non avendo passato la selezione iniziale.

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Ad affiancare come giudici due colonne quali Bruno Barbieri e Antonino Cannavacciuolo, si sono alternate alcune delle principali figure dell’universo di Masterchef presente, passato e futuro: Joe Bastianich, Antonia Klugmann, Iginio Massari e la new entry Giorgio Locatelli, che sembra essere già entrato nel cuore dei fans.
Nel corso degli episodi, ci sono stati momenti di grande tensione, come la dura lezione di Iginio Massari ad Alida, in cui il Maestro, stizzito da un atteggiamento eccessivamente arrogante della concorrente, l’aveva rimproverata (“sei in un concorso, quindi tu devi cucinare quello che piace agli altri”ndr), finendo poi per eliminare la 28enne, oramai in lacrime.
Di grande intrattenimento è stata anche la prova in cui, ad affiancare la “masterclass”, si sono presentati alcuni dei “concorrenti impossibili” delle sette stagioni.

Masterchef, però, non è semplice intrattenimento televisivo, come ha spiegato Bruno Barbieri in una recente intervista:
“Noi del team di Masterchef siamo fieri di dare una possibilità di approccio a un lavoro e di realizzare un sogno. Chi arriva oggi e cerca di entrare nella masterclass ha studiato e si è preparato. Le persone conoscono le basi della cucina. Padroneggiano ad esempio preparazioni come la bisque, possono elencare gli ingredienti di una bernese. Già a casa fanno schiume e sferificazioni, prima appannaggio solo dell’alta ristorazione. Se molti tra gli aspiranti concorrenti delle prime edizioni credevano che il massimo fosse mettere guarnizioni bizzarre sul bordo del piatto, oggi da giudici vediamo conoscenze anni fa impensabili e l’uso di attrezzature e tecniche particolari: coltelli speciali, rhoner, sottovuoto. Questo è sicuramente merito di Masterchef, che ha contribuito a migliorare la cucina nelle case. Le persone sono più attente e i concorrenti sono lo specchio del pubblico. Per esempio, il termine ’impiattare’ l’abbiamo inventato noi. Nel senso che si usava solo nei ristoranti. All’inizio sembrava un verbo bizzarro, ma adesso si usa anche a casa”.

E i numeri gli danno ragione: la prima tv della finale di Masterchef All Stars è stata vista da 805mila spettatori medi, per uno share del 2,9%. Si tenga inoltre conto che si trattava di un’edizione particolare, mentre per le stagioni “ordinarie” si sono raggiunti anche picchi di 2 milioni di telespettatori. Ma non solo: Masterchef è entrato nel “Guinness World Records” come “format TV culinario con più successo al mondo”.

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Alla fine, come anticipato a inizio articolo, ha avuto la meglio Michele Cannistraro, 40 anni, della provincia di Milano, in una bella finale a tre con Simone Finetti e Rubina Rovini a contendergli il titolo. "Il menu che ho portato in finale racconta di me, i giudici volevano questo e io ho centrato l’obiettivo", ha commentato. "La gara è stata battagliata con Simone più che con Rubina. Il secondo è stato il colpo di grazia, quel tomahawk è pazzesco. Dedico la vittoria a tutti quelli che hanno creduto in me. Dico sempre che per essere felici bisogna saper cucinare bene. Con i giudici è andata bene, ho visto che hanno apprezzato i miei piatti".
Il classico premio di 100.000 euro, però, non finirà nelle tasche di Michele, bensì servirà a fare una buona azione: i soldi saranno infatti devoluti in beneficenza a Liberamensa, un’associazione che si occupa di offrire opportunità di reintegro ai detenuti del carcere di Torino tramite corsi di cucina. Il primo “All Stars Masterchef” italiano avrà l’onore di firmarne il menù.

Giovedì 17 gennaio inizierà, inoltre, l’ottava stagione, in cui vedremo il quartetto di giudici composto da Joe Bastianich, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli. Sono già note le partecipazioni di volti illustri come Marco Pierre White, Heinz Beck, David Muñoz e il solito, temutissimo, Iginio Massari.
Buona visione, e buon appetito.

Giulio Negri

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