MILANO

La lunga attesa… per la quarta linea della metropolitana!

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La metropoli lombarda è da un bel po’ di tempo, e chissà per quanto ancora, un cantiere a cielo aperto (in realtà sono diversi i cantieri in tutta la città meneghina) per l’esecuzione dei lavori della quarta linea della metropolitana.

Questa linea attraverserà tutto il capoluogo lombardo, dalla zona sud-ovest (ovvero dallo scalo ferroviario S. Cristoforo del quartiere Lorenteggio) fino alla zona est, per raggiungere l’aeroporto di Linate; un percorso di 15 km con 21 fermate e stazioni, dislocate nelle zone più rilevanti, dal punto di vista logistico e della viabilità cittadina. Questo contesto comporta un grande disagio per il traffico, con un sostanziale rallentamento per le attività commerciali, a causa della difficoltà per il normale afflusso. Di conseguenza, si verifica una sostanziale contrazione delle vendite, nonché le relative difficoltà gestionali.

Questa grande opera pubblica era stata programmata in funzione dell’Expo 2015 (la grande esposizione mondiale), ed era partita qualche tempo prima per essere pronta e funzionante in occasione di tale evento. Così non è stato, in quanto i lavori di esecuzione sono stati più volte bloccati in corrispondenza di alcune stazioni intermedie per il ritrovamento di reperti archeologici di antiche civiltà, risalenti ad epoche storiche del passato; e, come previsto dalla legislazione vigente in materia, si è dovuto interrompere i lavori e informare la soprintendenza dei beni archeologici per i relativi sopralluoghi, le dovute indagini e le ricostruzioni storiche su tali ritrovamenti.

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La naturale conseguenza è stato lo slittamento dei termini previsti per la consegna dei lavori (che sono tutt’ora in corso) e, contrariamente a quanto si diceva, ciò non ha inciso affatto sul normale svolgimento dell’Expo 2015 che, per fortuna, ha avuto un successo strepitoso. Allora, la domanda sorge spontanea: perché è stata programmata questa grande opera, se non era espressamente necessaria? Secondo alcuni per raggiungere più agevolmente l’aeroporto di Linate bastava fare un piccolo raccordo con le altre linee della metropolitana e si sarebbe evitato il grosso disagio per lo scorrimento del traffico cittadino, nonché le consequenziali già dette.

La constatazione su quanto successo porta inevitabilmente a una riflessione complessa, con implicazioni politiche, sociali, economiche e, naturalmente, con giudizi contrastanti nell’ambito di un contesto ideologico-politico diversificato.

Il disagio è problematico soprattutto per una zona importante e nevralgica della città, come piazza S. Babila, che è il fulcro delle attività commerciali, perché è il nodo che collega piazza Duomo (il cuore storico della città), e il quadrilatero della moda, a cominciare da via Montenapoleone, dove si concentra il giro commerciale più in della metropoli. Infatti, proprio in piazza S. Babila il cantiere per la relativa stazione della nuova linea è bloccato, perché scavando nel sottosuolo è stata individuata una necropoli, un antico cimitero di circa 1800 anni fa, con una trentina di tombe di epoca romana. Tra l’altro, in una di queste tombe sono stati rinvenuti i resti di una povera bambina, morta presumibilmente quando aveva due anni, a cui è stato dato il nome simbolico di “Europa”, perché il suo sepolcro si trova nel punto in cui piazza S. Babila si unisce a corso Europa. Ora i resti della povera bambina sono conservati in una teca al museo archeologico e la sua foto è esposta sui pannelli del cantiere, che i passanti si fermano ad osservare con un sentimento di triste pietà mista a curiosità.

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Per questi motivi, l’ultima azione dei lavori è prevista per la fine del 2022, un lasso di tempo che potrebbe risultare insostenibile per alcune attività messe già a dura prova dalla ricaduta oggettiva, in presenza di cantieri e ingorghi alla circolazione. Da un canto si rivendica la legittimità di tale opera, d’altro canto si precisa e si evidenzia l’inopportunità per i grandi disagi provocati e per lo sperpero di grandi risorse economiche. Si assiste, quindi, allo scontro tra le diverse posizioni delle forze politiche, che si attribuiscono ognuna la validità di giudizio o viceversa. Come sempre tutto diventa oggetto di grandi discussioni e contrasti dai toni molto accessi.

I lavori pubblici per l’esecuzione di grande opere hanno sempre un valore positivo, in quanto danno fiato a un vasto indotto di attività del settore edilizio, creano nuovi posto di lavoro e, quindi, sviluppo, crescita, benessere e stabilità economica. Nel caso specifico di Milano queste grandi opere hanno una valenza maggiore, essendo il capoluogo meneghino una metropoli tra le più importanti al mondo, sotto l’aspetto industriale, commerciale, economico, per cui la qualità, la quantità e l’imponenza dei servizi e infrastrutture sono indiscutibili. Però, questi parametri vanno anche coniugati con l’esigenza della continuità e la normalità dei servizi già esistenti, adottando misure alternative, nonché velocizzando al massimo l’iter burocratico di tutto ciò che è di semplice corollario.

Come in tutte le cose, la via migliore è sempre quella di mezzo.

Antonio Iasillo

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