Macron e Merkel: "Cambiamo i trattati Ue"

Usa contro Assad: "Uccide detenuti e brucia i cadaveri" - Medjugorje, un giro d’affari da 11 miliardi di euro

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cms_6269/macron_merkel_germania_afp1.jpgEmmanuel Macron ha reso noto di aver discusso con Angela Merkel, che ha incontrato a Berlino il giorno dopo il suo insediamento all’Eliseo, della necessità di lavorare per un’Europa "meno burocratica, e più protettiva". Macron ha quindi anticipato di voler perseguire un "forte e costruttivo partenariato franco tedesco". "Abbiamo bisogno di risultati di breve termine ma anche di una vera e propria rifondazione storica dell’Europa", ha affermato. "Uno degli assi forti del mio mandato sarà quello di stabilire una politica forte, intensa, responsabile fra la Francia e la Germania, di ripristinare una piena fiducia. Il nostro dovere è quello di organizzare un atto di rifondazione dell’Unione europea".

Macron ha poi sollecitato un’Europa che "protegga meglio (cittadini e imprese, ned) e con meno ingenuità" denunciando che "oggi l’Europa difende meno bene le sue imprese di quanto non lo facciano gli Stati Uniti". Da Berlino, nella conferenza stampa che ha tenuto insieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel, il nuovo presidente francese ha ribadito di "credere alla politica di libero scambio e alla competitività", ma ha precisato "di volerlo fare senza ingenuità". Macron ha quindi citato "gli operai che perdono il lavoro non perché non sono competitivi, ma perché sono attaccati da imprese estere" che fanno dumping.

Il presidente francese e Angela Merkel hanno espresso la loro disponibilità a riformare i trattati europei nel quadro di un processo di modernizzazione, o rifondazione, dell’Unione europea. "La Germania sarebbe certamente disposta a farlo, se possiamo spiegare perché, a che scopo e quale è il senso che lo motiva", ha affermato Cancelliera tedesca. "Non abbiamo alcun tabù riguardo a questo", ha aggiunto il presidente francese che ha anche espresso, oggi a Berlino, la sua opposizione all’introduzione di eurobond. "Non ne ho mai chiesto l’introduzione. Non sono un promotore della mutualizzazione dei debiti passati. Perché questo porta a una politica di irresponsabilità", ha affermato sollecitando piuttosto un’ondata di investimenti.

Usa contro Assad: "Uccide detenuti e brucia i cadaveri"

cms_6269/Siria2_Afp.jpgIl regime siriano di Bashar al Assad sta usando un forno crematorio per disfarsi dei corpi dei detenuti uccisi nella prigione di Saydnaya, nei pressi di Damasco. A lanciare l’accusa è il dipartimento di Stato Usa, sostenendo che nel carcere vengono uccisi fino a 50 detenuti al giorno.Nelle celle del carcere, progettate per contenere al massimo cinque detenuti, vengono stipate dal regime fino a 70 persone, ha affermato Jones. Le informazioni diffuse oggi fanno parte di un nuovo dossier declassificato, contenente immagini che documentano il livello di violenza e devastazione in Siria. Il dossier è stato realizzato raccogliendo informazioni da varie fonti, comprese le ong, i media e fonti di intelligence.La Russia, ha detto ancora Jones, "ha aiutato o passivamente guardato dall’altra parte", mentre il regime siriano portava avanati le sue atrocità nel Paese.

Medjugorje, un giro d’affari da 11 miliardi di euro

cms_6269/Medjugorje_afp.jpgOltre 11 miliardi di euro: è questa la stima più attendibile del giro d’affari che ha ruotato finora attorno al santuario di Medjugorje in Bosnia, alle visioni mariane e ai suoi ’messaggi’, oggetto di una indagine da parte della Chiesa e di più di qualche perplessità espressa anche recentemente da Papa Francesco - che sul posto ha inviato un arcivescovo polacco, monsignor Henryk Hoser - ultima in ordine di tempo la dichiarazione a bordo dell’aereo che lo riportava in Vaticano dal santuario di Fatima: "La Madonna non fa la postina!".Eppure, "i pellegrini a Medjugorje sono circa due milioni ogni anno, provenienti da diverse parti d’Europa, molti anche dall’Italia", ricorda all’AdnKronos Marco Paganelli, autore della pubblicazione italiana più recente sul tema, edita da Echos Group, ’Medjugorje, l’inchiesta: aspettando il giudizio di Papa Francesco’, chiedendo che "ora il Pontefice faccia chiarezza, in modo ufficiale e definitivo".Lo studio più analitico sul ’business’ mariano nella piccola cittadina bosniaca di appena 5.000 abitanti ma con quasi 20.000 posti letto e 2.000 lavoratori nel settore del turismo, è stato messo a punto dalla locale facoltà di Scienze sociali dell’Università dell’Erzegovina, il cui ricercatore Vencel Culijak parla di "brand mondiale e destinazione top del turismo religioso", prendendo in considerazione i movimenti registrati dal 1981, anno delle prime ’apparizioni’, fino al 2013 e analizzati e pubblicati nell’anno successivo.Ai quasi 8,5 miliardi di ’spese turistiche’ tra viaggio e alloggio, vanno aggiunti dal 1981 i circa 3 miliardi di euro generati localmente a vantaggio di ristoratori e commercianti, oltre alle offerte per la Chiesa pari in media a 300 milioni di euro senza contare le donazioni, facendo salire appunto a oltre 11 miliardi di euro il conto finale.Tutto ciò non porta molto nelle casse statali della Bosnia, perché il 70% delle entrate sfugge al fisco in quanto prodotto da alberghi, osterie e negozi senza licenze o che lavorano ’in nero’, evitando di registrare le entrate.Identico discorso si può fare per la tassa di soggiorno, che anziché gli stimati 600.000 euro rende soltanto 40.000 euro, anche se negli ultimi anni si stanno stringendo i lacci fiscali sulle attività economiche locali.

Redazione

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