Maduro attacca l’Ue

Scontro Francia-Italia, Parigi richiama ambasciatore - "Ricreazione finita", il messaggio di Parigi - Sea Watch, tecnici dall’Olanda a Catania: ecco quando

piccola_Notizie_dal_mondo.jpg

Maduro attacca l’Ue

cms_11754/Nicola_Maduro_Afp2.jpg

"All’Ue e a Federica Mogherini, dico: ’Voi siete sordi e non ascoltate la verità del Venezuela". Nicolas Maduro si esprime così rispondendo alle domande sulla posizione dell’Unione Europea in relazione alla crisi del Venezuela. "L’Unione Europea e Federica Mogherini", Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, "sono condannati al fallimento se continuano ad ascoltare l’estrema destra venezuelana", dice Maduro. "Vogliamo un’opportunità per la pace, come cantava John Lennon... Ascoltino la verità del Venezuela", aggiunge.

Intanto il Tribunale Supremo di Giustizia del Venezuela ha dichiarato "nulle" le nomine di "rappresentanti diplomatici" dell’autoproclamato presidente ad interim Juan Guaidò. E il presidente della Corte Costituazionale, Juan Josè Mendoza, ha detto che chi ha accettato queste cariche è perseguibile per tradimento. Mendoza ha poi ribadito che è da considerarsi illegale l’autoproclamazione del presidente dell’Assemblea Nazionale come presidente ad interim, avvenuta il 23 gennaio scorso, dal momento che non si era creato nessun vuoto di potere alla presidenza della Repubblica. L’Assemblea Nazionale nelle ultime settimane ha nominato ’rappresentanti diplomatici’ in 13 Paesi, a partire dagli Stati Uniti. E secondo fonti dell’opposizione si prepara a nominare la prossima settimana il deputato Antonio Ecarri Bolivar rappresentante in Spagna.

Scontro Francia-Italia, Parigi richiama ambasciatore

cms_11754/Macron_Afp77.jpg

"Il governo francese ha deciso di richiamare l’ambasciatore di Francia in Italia", Christian Masset, "per consultazioni, alla luce della situazione senza precedenti". E’ quanto si legge in una nota della portavoce del ministero degli Esteri di Parigi. "La Francia è oggetto da diversi mesi di accuse ripetute, attacchi senza fondamento, dichiarazioni oltraggiose" continua il comunicato con cui si annuncia il richiamo. "Le ultime ingerenze costituiscono una provocazione supplementare e inaccettabile" e "violano il rispetto dovuto alla scelta democratica fatta da un popolo amico ed alleato". Esse "violano il rispetto che deve esistere tra governi democraticamente e liberamente eletti" (LEGGI LA DICHIARAZIONE). Inoltre, "la campagna per le elezioni europee non può giustificare la mancanza di rispetto per ogni popolo o la sua democrazia. Tutti questi atti creano una situazione seria che mette in discussione le intenzioni del governo italiano nei confronti della sua relazione con la Francia" si legge in un passaggio. "Alla luce di questa situazione senza precedenti, il governo francese ha deciso di richiamare l’ambasciatore francese in Italia per le consultazioni - si legge -. La Francia invita l’Italia ad agire per ripristinare il rapporto di amicizia e rispetto reciproco, in linea con la nostra storia e del nostro destino comune".

Masset tornerà in Italia solo una volta che "da parte italiana ci sarà stata un’azione chiara per ripristinare il rapporto di amicizia tra i due Paesi", dicono all’Adnkronos fonti informate, sottolineando come la dichiarazione del Quai d’Orsay di questa mattina sia chiara su questo punto: "La Francia chiede all’Italia di agire per ritrovare il rapporto di amicizia e di rispetto reciproco, all’altezza della nostra Storia e del nostro destino comune". Le fonti precisano poi che da parte francese non è arrivata alcuna richiesta all’Italia prima della decisione di richiamare l’ambasciatore, come per esempio un intervento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di presa di distanza dall’incontro di Luigi Di Maio con i gilet gialli. "La verità è che non è la prima volta" che da parte di esponenti del governo italiano sono arrivate parole offensive, l’incontro di due giorni fa "è stato solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso", sottolineano le fonti.

QUIRINALE - Grande preoccupazione suscita nel presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la situazione creatasi nei rapporti con la Francia. Fonti qualificate del Quirinale sottolineano che l’auspicio del capo dello Stato, appena rientrato a Roma dalla visita in Angola, è che si ristabilisca immediatamente un clima di fiducia con i Paesi amici e alleati. Un obiettivo che richiede la considerazione dei reciproci interessi nazionali e il pieno rispetto delle dinamiche istituzionali di ciascun Paese. Mattarella, ribadiscono le stesse fonti, sostiene quindi con forza la necessità di difendere e preservare i consolidati e preziosi rapporti di amicizia e collaborazione con la Francia.

SALVINI - "Non vogliamo litigare con nessuno, non siamo interessati alle polemiche: siamo persone concrete e difendiamo gli interessi degli italiani", ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini aggiungendo: "Disponibilissimi a incontrare il presidente Macron e il governo francese, sederci a un tavolo e affrontare, per quanto riguarda le mie competenze, tre questioni fondamentali. Stop con i respingimenti alle frontiere, risultano essere oltre 60 mila dal 2017 a oggi compresi bambini e donne abbandonate nei boschi; stop con terroristi italiani, una quindicina, condannati ma che fanno la bella vita con residenza in Francia e basta, infine, danneggiare i nostri lavoratori pendolari che sono letteralmente vessati ogni giorno alle frontiere francesi da controlli che durano ore". "Noi siamo pronti e disponibili con spirito costruttivo a voltare pagina per il bene del nostro popolo", ha concluso il leader leghista.

DI MAIO - "Il mio incontro come capo politico del Movimento 5 Stelle, con esponenti dei Gilet Gialli e con alcuni candidati della lista Ric è pienamente legittimo. E rivendico il diritto di dialogare con altre forze politiche che rappresentano il popolo francese", afferma in un lungo post su Facebook il vicepremier e ministro Luigi Di Maio che precisa: "Per me quell’incontro non rappresenta una provocazione nei confronti del governo francese attuale ma un importante incontro con una forza politica con cui condividiamo tante rivendicazioni a partire dall’esigenza della democrazia diretta per dare maggiori poteri ai cittadini". "Il popolo francese è nostro amico e nostro alleato - continua il vicepremier - Il presidente Macron si è più volte scagliato contro il governo italiano per motivi politici in vista delle europee. Questo non ha mai intaccato il sentimento di amicizia che lega i nostri Paesi e mai lo farà". "Il governo italiano - prosegue Di Maio - applica sempre il principio di non ingerenza negli affari interni di un altro Paese e questo vale anche per la Francia. Saranno i francesi a valutare l’operato del loro governo". E comunque "siamo disponibili a incontri al più alto livello con il governo francese", chiarisce Di Maio.

CONTE - "Non ho sentito Macron", ha detto il premier Giuseppe Conte incontrando i giornalisti a Beirut. "Confido comunque che si possa chiarire subito la situazione" ha aggiunto sottolineando che "ci sono iniziative che riguardano i partiti politici, è il caso dei gilet gialli: Di Maio ha agito come capo politico dei 5 Stelle". "Il rapporto tra Italia a Francia ha radici antiche e non può essere messo in discussione da contingenze", ha sottolineato allora.

MOAVERO - "La difesa e il confronto sui rispettivi interessi e punti di vista, nonché il dibattito politico per le prossime elezioni per il Parlamento Europeo, non possono incidere e non incideranno sulle solide relazioni che ci uniscono da decenni", ha affermato il ministro degli Esteri Enzo Moavero, parlando da Montevideo. "Al rientro a Roma del presidente del Consiglio dalla missione all’estero - sottolinea ancora Moavero in una nota - sono certo che verrà esaminata, con la massima attenzione, la decisione del Governo francese di richiamare a Parigi per consultazioni l’ambasciatore Christian Masset. Francia e Italia sono nazioni alleate e profonda è l’amicizia fra i due popoli".

"Ricreazione finita", il messaggio di Parigi
cms_11754/conte_dimaio_salvini_fg.jpg

"Non si tratta di drammatizzare, si tratta di dire che la ricreazione è finita". Non usa giri di parole la ministra francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, parlando della decisione del Quai d’Orsay di richiamare l’ambasciatore a Roma, Christian Masset, in seguito all"ingerenza inopportuna" del vice premier Luigi Di Maio, che martedì ha incontrato a sud di Parigi una delegazione dei gilet gialli. "Non era mai successo che un membro di un governo straniero venisse in Francia a sostenere non un leader politico - ha denunciato la Loiseau parlando a Radio Classique - ma qualcuno che ha fatto appello alla guerra civile, qualcuno ha fatto appello al rovesciamento di un presidente e a un governo militare". E’ per questo, ha continuato la ministra, che l’incontro tra Di Maio e i gilet gialli è "un’ingerenza inopportuna, un gesto non amichevole da parte di persone che sono al governo e la cui priorità dovrebbero essere gli interessi degli italiani".
Alla domanda se Parigi abbia qualche responsabilità in questa crisi con Roma, la Loiseau ha replicato: "Sfortunatamente, quello che sta succedendo ci dà ragione. Noi abbiano detto che i nazionalismi in Europa, senza citare in modo particolare un Paese o un altro, sono un’aggregazione di interessi di categorie nazionali che non creano mai soluzioni ma inaspriscono i problemi ed Emmanuel Macron aveva ragione a denunciarlo".

Richiamo che "non è permanente", ha sottolineato stamane il portavoce del governo francese Benjamin Gruveaux, che ai microfoni di Europe 1 ha riassunto così la clamorosa mossa diplomatica di Parigi: "Era importante mandare un messaggio". L’Italia è "un alleato storico" della Francia ed "uno dei Paesi fondatori dell’Unione Europea", ha quindi ricordato il portavoce che, a proposito della disponibilità espressa da Di Maio e Salvini a dialogare con Parigi, ha sottolineato che "il dialogo non si è mai interrotto". I due ministri, ha detto Griveaux, "si siedono intorno ad un tavolo con i ministri francesi ai consigli europei" e "c’è un capo di governo in Italia che ha già incontrato più volte" il presidente francese Emmanuel Macron. Parlando dell’incontro di martedì tra Di Maio ed una rappresentanza dei gilet gialli a sud di Parigi, il portavoce ha sottolineato che "le buone maniere, la cortesia più elementare avrebbero voluto che il governo fosse avvertito" prima della visita di un ministro. Poi la stoccata: "Le battute di Luigi Di Maio e Matteo Salvini - ha detto Griveaux -, non hanno impedito all’Italia di entrare in una recessione economica... Noi non abbiamo fatto battute". Se il governo italiano, ha aggiunto, "si è sentito attaccato, è un suo problema". E ancora: "Se si vuol fare indietreggiare la lebbra nazionalista, se si vuole fare indietreggiare i populisti, se si vuol fare indietreggiare la sfida all’Europa, il modo migliore è di comportarsi bene con i propri partner". Rispondendo ad una domanda della giornalista di Europe 1, che ha ricordato l’’attacco frontale’ dei mesi scorsi del presidente Emmanuel Macron, che aveva parlato di ’lebbra nazionalista’ in un riferimento anche al governo italiano, Griveaux ha detto: "Non era un attacco frontale, se si sono sentiti attaccati è un loro problema".

DI MAIO - "Se siamo in un’Europa senza confini, questo deve valere non solo per la libera circolazione di mezzi e persone, ma anche in ottica di forze politiche che si accordano in ottica europea", commenta il vicepremier Luigi Di Maio, rispondendo alle domande dei cronisti sulle tensioni con la Francia. "Il governo italiano è zen, se il governo francese si sta arrabbiando con quello italiano io credo che sia inopportuno", continua il ministro, che aggiunge: "Noi non abbiamo mai smesso di tendere la mano alla Francia, se poi questo significa parlare solo con ’En marche!’, allora credo sia sbagliato come concetto. Penso che Macron debba tener presente che il governo italiano ha sempre collaborato, anche se in totale divergenze su tanti temi".

TONINELLI - "Non c’è nessun tipo di scontro con la Francia. La Francia commise un grave errore nel 2011 e ne stiamo pagando le conseguenze noi italiani principalmente". Lo ha detto oggi a Genova il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. "E’ un peccato - ha aggiunto - che non chiedano scusa su quel grande errore che hanno commesso ma quando dicono che noi e i francesi siamo cugini è vero. E un popolo amico ma se si commettono degli errori bisogna chiedere scusa e si potrà rimediare. L’Africa è un continente che richiede un approccio completamente diverso e chi lo deve fare è la Francia. Stiamo interloquendo".

"Hanno un dibattito interno, si stanno costituendo noi - ha continuato Toninelli parlando dei gilet gialli - ci interfacciano a loro con totale rispetto dicendo che abbiamo dei mezzi gratuiti come Rousseau in cui si possono verificare le persone. Se serve possiamo dare loro una mano a fare attività politica a vantaggio delpopolo francese. Parliamo con la parte sana dei gilet gialli".

"Macron non deve arrabbiarsi - ha aggiunto -. Il partito di Macron è alleato con il partito di opposizione italiano. Che stranezza c’è se un partito di maggioranza va ad incontrare dei candidati o membri di un partito di opposizione francese. Da quando è vietato?". "E’ una forza politica in corso di costituzione - ha sottolineato il ministro - E un gruppo di persone che si è opposto a un modo di fare politica che pensava principalmente alle élite. Mi pare che Macron debba comprendere ciò".

DISAGIO CONTE, COLLE PREOCCUPATO - Ai piani alti di Palazzo Chigi - raccontano intanto fonti di governo -, l’aria che si respira è pesante: è noto come al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, spiegano le fonti, certe uscite di Lega e M5S creino disagio, se non addirittura imbarazzo: "Sicuro è furioso, sicuro - rileva un esponente di governo all’Adnkronos -, Conte maschera il suo malessere dietro il consueto aplomb, ma anche il ’fuori onda’ di Piazza Pulita che lo ha pizzicato con la Merkel la dice lunga sul reale stato delle cose". E ancora: "Qui Salvini e Di Maio battono i pugni, ma poi al tavolo con Macron si ritrova lui, mica loro...".

Preoccupazione anche dal Colle. Fonti qualificate del Quirinale sottolineano che l’auspicio del capo dello Stato, rientrato a Roma dalla visita in Angola, è che si ristabilisca immediatamente un clima di fiducia con i Paesi amici e alleati. Un obiettivo che richiede la considerazione dei reciproci interessi nazionali e il pieno rispetto delle dinamiche istituzionali di ciascun Paese. Mattarella, ribadiscono le stesse fonti, sostiene quindi con forza la necessità di difendere e preservare i consolidati e preziosi rapporti di amicizia e collaborazione con la Francia.

Sea Watch, tecnici dall’Olanda a Catania: ecco quando

cms_11754/seawatch_nave_migranti_fg-ipa.jpg

Lunedì e martedì prossimo gli ispettori olandesi saliranno sulla Sea Watch 3. A quanto apprende l’Adnkronos, il controllo tecnico si farà l’11 e il 12 febbraio. L’Ambasciata dei Paesi Bassi, scrive alla Farnesina, che l’Ispettorato ambiente e trasporti del ministero delle Infrastrutture dell’Aja sarà a bordo della nave della Ong tutt’ora ormeggiata al porto di Catania. Dell’ispezione tecnica il governo olandese ha informato il nostro ministero delle Infrastrutture.

Intanto la Francia assicura di voler tenere fede alle promesse. "L’impegno è mantenuto" ha detto all’Adnkronos un portavoce dell’Eliseo. Questa mattina fonti del Viminale avevano spiegato che "Parigi ha fatto sapere al Viminale che dei migranti della Sea Watch ’prenderemo solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici’", riferendosi al caso delle 47 persone, a bordo della Sea Watch, fatte sbarcare a Catania lo scorso 31 gennaio.

Intanto, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha scritto all’omologo francese, Christophe Castaner, per invitarlo a Roma "per un confronto e uno scambio sui dossier aperti". "I nostri Paesi da sempre condividono solidi rapporti bilaterali con particolare riferimento ai campi della sicurezza del terrorismo dell’immigrazione. Rapporti che, nel confermare una concreta volontà di collaborazione, possono e devono essere ulteriormente sviluppati nell’interesse strategico reciproco", sottolinea Salvini. In particolare "le anticipo tra i vari temi che confermo un vivo interesse per la collaborazione da voi offerta a proposito dei rimpatri dei migranti economici".

Un invito poco ufficiale che non è stato preso bene dal collega francese. "Non mi si può convocare" ha detto il ministro dell’Interno d’Oltralpe Christophe Castaner al collega Matteo Salvini. "Non mi si convoca. Ieri ero con Matteo Salvini in un’istanza europea - ha detto Castaner a Bfmtv - abbiamo avuto uno scambio anche sulla questione migratoria. Il dialogo fra noi è costante. Bisogna che sia rispettoso". "Anche io sono pronto ad accoglierlo", ha aggiunto, sottolineando che le missioni diplomatiche vanno fatte "in maniera ufficiale".

Redazione

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su