Mattarella: "No a barriere identitarie"

Conte: summit tra vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio - Dl Sicurezza, ok del Senato - Salvini: "Il governo non rischia"

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Mattarella: "No a barriere identitarie"

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"In un’epoca nella quale sembrano moltiplicarsi e prevalere artificialmente le tensioni, l’esacerbarsi degli scontri, l’enfatizzazione delle differenze, il miope innalzamento di barriere ideologiche ed identitarie, che presuppongono una contrapposizione permanente con l’altro", occorre sempre salvaguardare il "pluralismo, cardine della democrazia ed elemento imprescindibile di un sistema che non vuole assimilare le differenze, ma riconoscerle e valorizzarle e avverte costantemente questo dovere". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a San Demetrio Corone, in provincia di Cosenza, alla cerimonia per il 550/mo anniversario della morte di Giorgio Castriota Scanderberg, figura che "ci trasmette un messaggio di straordinaria importanza, non soltanto per l’Albania, Paese multiculturale e multireligioso, nel quale, secondo il poeta Vaso Pasha, l’unica fede è l’albanesità, ma anche per l’Italia, per i Balcani e per l’intero Continente europeo".

Conte: summit tra vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio

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Si tinge sempre più di giallo l’atteso summit tra Giuseppe Conte e i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio per sciogliere il nodo sulla prescrizione e confrontarsi sugli emendamenti alla manovra. Da quando, l’altro ieri, è scoppiata in Commissione congiunta alla Camera la mina sul ddl anticorruzione e si è reso necessario un chiarimento tra i leader (in quei giorni impegnati entrambi all’estero), circolano voci contrastanti su un possibile incontro a tre. Sono più di 48 ore, infatti, che tra conferme e smentite semiufficiali, slitta il redde rationem all’interno della maggioranza sul tema più scottante del momento, quello della prescrizione, che in realtà nasconde forti dissensi a 360 gradi: dalla legge di bilancio alla sicurezza al dl fiscale.

Salvini: "Il governo non rischia"

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Nodo prescrizione sul tavolo. A quanto si apprende, dovrebbe tenersi giovedì alle 8.30 il vertice di governo per sciogliere il nodo della prescrizione. Alla presenza del premier Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini cercheranno di trovare un punto di incontro sulla riforma che i 5 Stelle vogliono tenere nel ddl anticorruzione. E proprio in vista dell’incontro di domani mattina, i ministri dell’Interno e della Giustizia, Matteo Salvini e Alfonso Bonafede, si sono sentiti questa sera al telefono.

Se è vero che l’esecutivo si trova in stallo sulla prescrizione deve essere altrettanto chiaro che, assicura il ministro Salvini, "il governo non è assolutamente a rischio". "In questi mesi con Di Maio i problemi li abbiamo risolti in un quarto d’ora. Ci vediamo se non oggi domani".

L’esecutivo, assicurava il leader del Carroccio in mattinata, "manterrà uno per uno tutto gli impegni presi con gli italiani, punto. Con buon senso e umiltà, si risolve tutto". "La prescrizione? Io - aggiungeva - sono abituato a rispettare gli impegni presi. Nel contratto di governo c’è la riforma della giustizia e la riforma prescrizione. L’unica cosa che non voglio è che ci siano processi eterni. La prescrizione va cambiata ma io voglio una giustizia che abbia tempi certi. Sono sicuro che troveremo una quadra". E Salvini allargava addirittura l’orizzonte: "Io sono più ambizioso, rispetto a quello che c’è nel contratto di governo, io voglio una riforma complessiva della giustizia" perché "la prescrizione è un ingranaggio di una macchina che non funziona", dice, aggiungendo che "servono tempi certi e punizioni certe e assoluzioni certe, fra persone di buon senso la soluzione si trova, Pd e Forza Italia dovranno aspettare tempi migliori". "Si rassegnino gli sciacalli, questo governo continuerà a lavorare per cinque anni", ha rilanciato.

E mentre i ’ribelli’ del M5S abbandonavano l’Aula durante il voto di fiducia al dl Sicurezza, il leader pentastellato Luigi Di Maio lanciava parole di distensione in diretta su Facebook: il ddl anti corruzione "è nel contratto di governo, un contratto a cui noi siamo leali come M5S e su cui non ho ragione di dubitare sulla lealtà di tutto il governo, perché quel contratto, se portato a compimento, cambierà l’Italia e io non vedo l’ora" di farlo.

Dal canto suo Di Maio si è detto poi "sicuro che sulla prescrizione raggiungeremo il miglior accordo possibile per gli italiani all’interno della legge anticorruzione. La riforma della prescrizione è nel Dna del M5S", per questo, spiega ancora, "ci batteremo affinché possa arrivare in Aula settimana prossima". Lo stop alla prescrizione, continua Di Maio che nel corso di una diretta Facebook lancia l’hashtag #bastaimpuniti, "significa fermare furbetti. Basta impunità".

Dl Sicurezza, ok del Senato

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Via libera dal Senato al dl Sicurezza. Palazzo Madama ha votato la questione di fiducia posta dal governo sul maxi emendamento sostitutivo del decreto: i sì sono stati 163, 59 i no e 19 gli astenuti. A favore hanno votato i senatori della maggioranza M5S-Lega, contro il Pd, Leu, Autonomie. Fratelli d’Italia si è astenuto mentre Forza Italia non ha partecipato alla votazione. Quattro senatori M5S (De Falco, Fattori, Mantero, Nugnes) avevano preannunciato che si sarebbero allontanati dall’aula al momento del voto e non hanno partecipato alla votazione. Assente al momento del voto anche la senatrice Virginia La Mura.

"Decreto Sicurezza e Immigrazione, ore 12.19, il Senato approva!!! #DecretoSalvini, giornata storica!", ha esultato via Twitter il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. "Soddisfatto del voto del Senato che dimostra la solidità della maggioranza" il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, che ha spiegato: "Di fronte alle intenzioni annunciate da alcuni senatori abbiamo scelto di porre la fiducia, la seconda dall’inizio della legislatura, affinché ciascuno si assuma fino in fondo la responsabilità della posizione che intende assumere rispetto al governo". "È stato necessario - ha aggiunto Fraccaro - un chiarimento politico, che serve da cartina di tornasole per verificare chi è contro il cambiamento. La maggioranza è coesa, il nostro prossimo obiettivo è approvate quanto prima la riforma della prescrizione".

"Alla luce di alcune ricostruzioni giornalistiche", fonti del Viminale precisano intanto che "non c’è alcun problema di coperture. Il decreto sicurezza, approvato oggi dal Senato, aveva avuto solo dei normali rilievi. Rilievi superati durante l’iter di esame in commissione bilancio, che ha espresso parere favorevole sul testo".

Il provvedimento passa ora all’esame della Camera, il cui esito potrebbe avere risvolti inaspettati. Nei giorni scorsi infatti il dl sicurezza è finito al centro del braccio di ferro tuttora in corso tra Lega e M5S sulla prescrizione. Vertici M5S avrebbero fatto trapelare che se slitta il ddl anticorruzione, calendarizzato alla Camera il 12 novembre, non verrà votato nemmeno il decreto sicurezza. Tuttavia oggi Salvini ha assicurato: "Il governo non è assolutamente a rischio". "Si rassegnino gli sciacalli, questo governo continuerà a lavorare per cinque anni", ha ribadito il vicepremier. Dal canto suo il collega Luigi Di Maio si è detto "sicuro che sulla prescrizione raggiungeremo il miglior accordo possibile per gli italiani". Però, riferiscono fonti di governo 5 Stelle all’Adnkronos, l’intesa sulla prescrizione "al momento non c’è". A quanto si apprende, il vertice di governo per sciogliere il nodo dovrebbe tenersi domattina alle 8.30.

Sui senatori dissidenti i probiviri M5S hanno avviato un’istruttoria. "In qualità di capogruppo ho segnalato ai probiviri il comportamento tenuto in Aula dai senatori Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura, che hanno avviato un’istruttoria nei loro confronti" ha annunciato in una nota il capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Senato, Stefano Patuanelli. "Si tratta di un comportamento particolarmente grave visto che - ha aggiunto Patuanelli - si trattava di un voto di fiducia al governo". A quanto apprende l’Adnkronos dai vertici pentastellati, i cinque rischiano l’espulsione.

Redazione

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