Meeting con leader dem, Trump si alza e se ne va

Brexit, nuova sconfitta per May - Sea Watch, Italia accoglierà 10 migranti - ’Patto all’italiana’ per la Ue, Salvini tenta Kaczynski

piccola_Notizie_dal_mondo.jpg

Meeting con leader dem, Trump si alza e se ne va

cms_11427/trumpMano_afp.jpg

"Tempo perso". Donald Trump ha avuto un incontro infruttuoso con i leader democratici di Camera e Senato, Nancy Pelosi e Chuck Schumer. Il meeting non ha prodotto un riavvicinamento sul tema del muro che il presidente vuole realizzare al confine. Lo shutdown del governo, quindi, prosegue. "Ho appena lasciato un meeting con Chuck e Nancy, una totale perdita di tempo", ha scritto Trump su Twitter. "Ho chiesto cosa succederebbe in un mese se io rapidamente offrissi un’apertura: votereste per" un provvedimento per la "sicurezza al confine che includa un muro o una barriera d’acciaio? Nancy ha detto no. Io ho detto bye bye, nient’altro funziona", ha aggiunto.

"Il presidente si è alzato e se n’è andato’’ ha riferito Chuck Schumer. "Ha chiesto alla speaker Pelosi ’sei d’accordo con il mio muro?’, lei ha risposto no. Lui si è alzato e ha detto ’allora non abbiamo nulla di cui parlare’. Ed è andato via". "Noi - ha aggiunto Schumer - abbiamo già fatto la nostra proposta al presidente, è da settimane sul suo tavolo. E’ stato sgradevole e, a mio avviso, non decoroso per la presidenza".

Pelosi ha definito Trump "un presidente petulante". "Se n’è andato quando mi ha chiesto ’sosterrai il muro?’ e io ho detto no’’, ha raccontato la leader democratica alla Camera. "Non era nemmeno una negoziazione di alto livello - ha aggiunto - si è trattato di un petulante presidente degli Stati Uniti".

La Camera dei Rappresentanti ha intanto approvato un provvedimento per garantire i fondi a una serie di agenzie federali e riavviare l’attività di parti del governo bloccate dallo shutdown. I voti favorevoli, compresi quelli di 8 deputati repubblicani, sono stati 240. I contrari sono stati 188. Il provvedimento non ha chance di superare l’esame del Senato, controllato dalla maggioranza repubblicana.

Brexit, nuova sconfitta per May

cms_11427/londra_big_ben_3_afp.jpg

Ancora una sconfitta parlamentare per il governo guidato da Theresa May. La Camera dei Comuni ha approvato con una maggioranza di 308 voti favorevoli e 297 contrari un emendamento che obbliga la premier a presentare entro tre giorni un ’Piano B’ per la Brexit, se il 15 gennaio l’accordo negoziato con Bruxelles verrà bocciato dall’aula. Per l’approvazione dell’emendamento, presentato da un gruppo di deputati pro Ue, dall’ex procuratore generale e oggi deputato conservatore Dominic Grieve, sono state determinanti le defezioni dai banchi della maggioranza.

Sea Watch, Italia accoglierà 10 migranti

cms_11427/sea_watch_9gennaio_afp.jpg

Manteniamo l’impegno ad accogliere donne e bambini senza dividere nuclei familiari, li affideremo alla Chiesa Valdese che si è offerta di accoglierli senza oneri per lo Stato. In attesa dei trasferimenti da Malta di queste poco più di 10 persone, il premier Conte chiederà un incontro urgente con Avramoupulos per far eseguire la ricollocazione degli oltre 200 migranti che da agosto l’Italia aspetta di far accogliere da Germania, Olanda e altri 7 Paesi europei che non hanno dato seguito agli impegni. E’ quanto emerge da fonti di governo al termine del vertice di palazzo Chigi tra Giuseppe Conte e i due vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

"Io non cambio idea, anzi faccio due passi in avanti - ha detto Salvini al termine della riunione - Non ci sarà nessun arrivo in Italia finché l’Europa non rispetterà gli impegni presi (a parole) con l’Italia, accogliendo i 200 immigrati sbarcati in estate tra Pozzallo e Catania che dovevano già essere ricollocati". "Il governo è compatto sulla linea rigorosa, porti chiusi, lotta agli scafisti e alle Ong. Aggiungo che ogni nuovo eventuale arrivo dovrà essere a costo zero per i cittadini italiani" ha scandito il titolare del Viminale che in giornata aveva sottolineato la necessità di un "chiarimento" nel governo. Poi, al termine del vertice con Conte e Di Maio, si è detto molto soddisfatto dell’esito della riunione. D’ora in poi, ha rimarcato, meglio incontrarsi prima che dopo, l’immigrazione la gestisce il ministro dell’Interno.

A quanto apprende l’Adnkronos, oltre al tema migranti al vertice si è affrontata anche la questione dei disabili. Il tema è al centro di un braccio di ferro tra Lega e M5S sul reddito di cittadinanza. Al tavolo è stato ribadito che si tratta di una misura che va a contrastare la povertà, dunque andrà ad aiutare quei 260mila disabili che vivono in difficoltà economica e che sarà svincolata dall’accesso al mondo del lavoro e dalla trafila dei centri d’impiego. Il chiarimento, tuttavia, non sarebbe stato risolutivo: la questione verrà affrontata nelle prossime ore con la Lega, in particolare con il ministro Fontana. Confermato poi lo slittamento a venerdì del Cdm per l’approvazione del decreto su reddito di cittadinanza e quota 100: la ragioneria, infatti, ha chiesto altro tempo.

Con lo sbarco a Malta è finita l’odissea per i 49 migranti da giorni in mare sulle navi delle Sea Watch e Sea Eye. "C’est fini!"ha scritto Sea Watch in un tweet, ripetendo l’annuncio dato dagli operatori della ong tedesca ai migranti a bordo che hanno reagito applaudendo, abbracciandosi, e saltando per la gioia. Lo sbarco è avvenuto dopo l’accordo a livello europeo sulla redistribuzione dei migranti fra otto Paesi. Ad annunciare in mattinata che si era arrivati a una soluzione era stato il premier maltese Joseph Muscat, il quale aveva spiegato che 8 stati membri dell’Ue hanno accettato "di accoglierli tutti". Gli otto Paesi sono Germania, Francia, Portogallo, Irlanda, Romania, Lussemburgo, Olanda e Italia. Dopo la conferenza stampa tenuta da Muscat, i 49 migranti sono stati trasferiti su unità navali maltesi e condotti a terra. Sono sbarcati da soli, senza aver bisogno di assistenza, e - come riferisce il Malta Independent - sono saliti a bordo di autobus della polizia, diretti all’Initial Reception Centre di Marsa.

"Riceviamo la notizia dello sbarco a Malta, finalmente autorizzato e dopo lunghissimi giorni di trattative. Siamo contenti che si sia riusciti ad arrivare a una soluzione europea, anche se questo ha preso molto tempo" ha commentato Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch, ringraziando "tutta la società civile che si è mossa in questi giorni e ha dimostrato una grande solidarietà. Vogliamo ringraziare le organizzazioni di United4Med che ci hanno dato il loro supporto, vogliamo ringraziare tutte le persone che si sono rese disponibili su ogni livello, dai porti al cibo. Per noi significa tantissimo perché dimostra che c’è un’Europa diversa. Siamo contenti di poter finalmente liberare le persone che sono imprigionate da quasi 20 giorni a bordo". "Ci rendiamo conto dello sforzo di Malta che non può farsi carico degli sbarchi di tutte le navi soccorse anche al di fuori della propria area SAR. Crediamo - ha concluso Linardi - che sia responsabilità degli stati membri trovare un accordo sulla redistribuzione, ma non è possibile aspettare 20 giorni per uno sbarco perché non riescono ad accordarsi".

"Sono molto lieto che i nostri sforzi alla fine" abbiano dati frutti e "lodo Malta, il più piccolo Stato europeo, che ha espresso la solidarietà più grande: capisco quanto sia difficile per un’isola così piccola gestire una situazione simile. Germania, Francia, Portogallo, Malta, Lussemburgo, Olanda, Italia, Romania e Irlanda hanno tutti mostrato solidarietà nel modo più concreto", ha detto il commissario europeo alle Migrazioni Dimitris Avramopoulos, a Bruxelles.

Patto all’italiana’ per la Ue, Salvini tenta Kaczynski

cms_11427/salvini_varsavia_afp.jpg

(Francesco Saita) - Un patto all’italiana, su dieci punti, per cambiare l’Europa. Matteo Salvini si gioca la mossa ’tricolore’ in Polonia, dove è atterrato questa mattina per una missione lampo, da vicepremier e ministro dell’Interno per trattare sul tema dei migranti e rinsaldare i rapporti economici con il Paese dell’Est europeo, di cui l’Italia è il terzo partner commerciale.

Indossati i panni del leader dei sovranisti europei, Salvini - dopo un’ora e mezza di colloquio con l’uomo forte del governo polacco, l’ultranazionalista Jarosław Kaczynski, del partito di maggioranza ’Diritto e Giustizia’ - la butta lì: "Penso a un contratto, anzi un patto - dice correggendo un lapsus non casuale - per l’Europa, sul modello di quello italiano, potremmo proporre un patto per l’Europa in dieci punti fondamentali, da condividere con gli alleati europei". Dagli austriaci, ai francesi, agli olandesi e appunto ai polacchi.

Parole cui segue una battuta come questa: arruolare anche i Cinque Stelle? "Ci penseremo per il futuro, anche perché loro sono cambiati rispetto a 5 anni fa. E anche noi della Lega".

Intanto l’obiettivo del leader della Lega è quello di "una nuova Europa che nascerà a giugno", sovranista e identitaria. Il viaggio in terra polacca è, infatti, la prima tappa elettorale del tour europeo. E quello con Kaczynski "è il primo incontro di una serie che ci saranno". Con lui, spiega, "abbiamo avuto un lungo, positivo e concreto incontro, su come ridare senso al sogno europeo, siamo d’accordo sul 90% delle cose, ci teniamo un 10 per cento di discussione aperta".

"Abbiamo avviato - spiega il ministro italiano - un percorso di condivisione" che "sarà la risposta migliore agli euroscettici, magari proprio Lega e Pis daranno vita a un nuovo sogno europeo, magari all’asse franco-tedesco si sostituirà l’asse italo-polacco", scandisce. Salvini spiega di aver già stilato, per grandi linee, "un programma comune" fondato "su radici cristiane, valore della famiglia e altri temi che condividiamo".

Kaczynski, l’ultranazionalista su cui l’italiano punta ’oltre cortina’, consigliato dal fido Lorenzo Fontana, non si sarebbe tirato indietro, sottolineano fonti del Carroccio. Un leader che conta, al governo del suo Paese, in grado di incidere e che su migranti, critiche alla Ue e valori cristiani da difendere, può andare a braccetto con Salvini.

Un fronte - che se sarà comune - all’indomani del voto del 26 maggio, ragionano a Via Bellerio, potrebbe sfiorare i 55 seggi, equamente divisi, che sarebbero almeno la metà di quelli che il fronte identitario europeo potrà opporre ai popolari e socialisti. "Puntiamo ad essere il secondo gruppo europeo", ammette Salvini. Che poi si lascia prendere la mano: "Ragioniamo in grande, perché no, magari il primo".

Poi corre a prendere l’aereo, deve tornare a Roma per chiarire con Conte sull’ok allo sbarco dei migranti della Sea Watch e della Sea Eye. E’ questa la nota dolente della giornata, la grana, rimbalzata da Roma a Bruxelles, per poi finire a Varsavia, proprio nel bel mezzo della sua visita. L’altro colpo di scena della trasferta, la contestazione di piazza - nella capitale polacca imbiancata dalla neve - da chi l’accusa di essere ’fascista e amico di Putin’, l’aveva già archiviata: "Un poveretto, niente di che, magari ha bevuto troppo".

Francesco Saita


Un patto all’italiana, su dieci punti, per cambiare l’Europa. Matteo Salvini si gioca la mossa ’tricolore’ in Polonia, dove è atterrato questa mattina per una missione lampo, da vicepremier e ministro dell’Interno per trattare sul tema dei migranti e rinsaldare i rapporti economici con il Paese dell’Est europeo, di cui l’Italia è il terzo partner commerciale.

Indossati i panni del leader dei sovranisti europei, Salvini - dopo un’ora e mezza di colloquio con l’uomo forte del governo polacco, l’ultranazionalista Jarosław Kaczynski, del partito di maggioranza ’Diritto e Giustizia’ - la butta lì: "Penso a un contratto, anzi un patto - dice correggendo un lapsus non casuale - per l’Europa, sul modello di quello italiano, potremmo proporre un patto per l’Europa in dieci punti fondamentali, da condividere con gli alleati europei". Dagli austriaci, ai francesi, agli olandesi e appunto ai polacchi.

Parole cui segue una battuta come questa: arruolare anche i Cinque Stelle? "Ci penseremo per il futuro, anche perché loro sono cambiati rispetto a 5 anni fa. E anche noi della Lega".

Intanto l’obiettivo del leader della Lega è quello di "una nuova Europa che nascerà a giugno", sovranista e identitaria. Il viaggio in terra polacca è, infatti, la prima tappa elettorale del tour europeo. E quello con Kaczynski "è il primo incontro di una serie che ci saranno". Con lui, spiega, "abbiamo avuto un lungo, positivo e concreto incontro, su come ridare senso al sogno europeo, siamo d’accordo sul 90% delle cose, ci teniamo un 10 per cento di discussione aperta".

"Abbiamo avviato - spiega il ministro italiano - un percorso di condivisione" che "sarà la risposta migliore agli euroscettici, magari proprio Lega e Pis daranno vita a un nuovo sogno europeo, magari all’asse franco-tedesco si sostituirà l’asse italo-polacco", scandisce. Salvini spiega di aver già stilato, per grandi linee, "un programma comune" fondato "su radici cristiane, valore della famiglia e altri temi che condividiamo".

Kaczynski, l’ultranazionalista su cui l’italiano punta ’oltre cortina’, consigliato dal fido Lorenzo Fontana, non si sarebbe tirato indietro, sottolineano fonti del Carroccio. Un leader che conta, al governo del suo Paese, in grado di incidere e che su migranti, critiche alla Ue e valori cristiani da difendere, può andare a braccetto con Salvini.

Un fronte - che se sarà comune - all’indomani del voto del 26 maggio, ragionano a Via Bellerio, potrebbe sfiorare i 55 seggi, equamente divisi, che sarebbero almeno la metà di quelli che il fronte identitario europeo potrà opporre ai popolari e socialisti. "Puntiamo ad essere il secondo gruppo europeo", ammette Salvini. Che poi si lascia prendere la mano: "Ragioniamo in grande, perché no, magari il primo".

Poi corre a prendere l’aereo, deve tornare a Roma per chiarire con Conte sull’ok allo sbarco dei migranti della Sea Watch e della Sea Eye. E’ questa la nota dolente della giornata, la grana, rimbalzata da Roma a Bruxelles, per poi finire a Varsavia, proprio nel bel mezzo della sua visita. L’altro colpo di scena della trasferta, la contestazione di piazza - nella capitale polacca imbiancata dalla neve - da chi l’accusa di essere ’fascista e amico di Putin’, l’aveva già archiviata: "Un poveretto, niente di che, magari ha bevuto troppo".



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.