Microeditoria 2018

Si rinnova a Chiari la fiera della piccola e media editoria

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C’è chi vede il passaggio dalla carta stampata al digitale come una scottante trasformazione e chi invece sostiene che esso possa rappresentare una vera e propria innovazione, non solo in termini di lettura, ma anche di comunicazione, adattandosi meglio alle esigenze delle nuove generazioni. Ed è proprio questa la proposta di quest’anno del festival della Microeditoria di Chiari, la cittadina bresciana di appena 19.000 abitanti che per la sedicesima edizione della rassegna, dal 2 al 4 novembre, sarà ancora portavoce di un’editoria italiana medio-piccola che vuole crescere all’interno del panorama nazionale. Lo slogan di quest’anno è Inventiamo il futuro, un tema che si presta a molteplici interpretazioni sia nei linguaggi comunicativi e sia un’apertura a nuove occasioni ed esperienze offerte dai media e social network e Internet. Anche quest’anno, oltre ai diversi espositori che parteciperanno alla rassegna nella splendida cornice di Villa Mazzotti, ci saranno anche volti noti come la scrittrice italiana Bianca Pitzorno, il direttore del Post Luca Sofri e Toni Capuozzo. Saranno presenti inoltre diversi editori della piccola e media editoria. Villa Mazzotti sarà la location di diversi incontri e laboratori in cui aspiranti autori avranno l’opportunità di mettersi in gioco e sperimentare la propria creatività.

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La Microeditoria di Chiari è una rassegna che ogni anno si impegna a promuovere la piccola e media editoria che cerca di emergere all’interno del panorama nazionale. Essa è frutto dell’impegno congiunto tra l’associazione culturale l’Impronta, il Comune di Chiari, la Provincia di Brescia, Regione Lombardia, Consiglio Regionale della regione Lombardia e il Sistema bibliotecario del Sud Ovest bresciano.

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L’idea di instituire questa fiera è nata nel 2003, quando il comune di Orzinuovi decise di interrompere una fiera dell’editoria molto apprezzata dalle realtà editoriali locali. Angelo Mena, responsabile della casa editrice GAM, propose un rinnovo di quella fiera, partendo prima da editori bresciani per poi estenderla anche ad altre realtà editoriali presenti sul panorama italiano. Con l’assenso del Comune di Chiari, la fiera si è rinnovata ogni anno e la piccola editoria è diventata micro-editoria, un termine che inizialmente si riferiva a quelle case editrici che pubblicano meno di 10 titoli all’anno. Dal 2011, anche grazie alla prestigiosa presenza di Alda Merini, quella della Microeditoria è diventata la più grande fiera del libro di tutta la Lombardia, ponendosi allo stesso livello del Pisa Book Festival e la fiera Più liberi più libri di Roma. La forza della Microeditoria è sempre stata quella di sapersi rinnovare ogni anno, dando sempre più spazio alla piccola editoria attraverso eventi, presentazioni e laboratori, avvicinando sempre di più i lettori al mondo editoriale.

Francesco Ambrosio

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