Migranti, Ue apre all’Italia

Casa Bianca valuta cancellazione presenza Trump a Davos - Rapita moglie del magnate, il riscatto in criptovaluta - Caso Saleem, Adnkronos chiede riapertura indagini - Mr. Amazon divorzia

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Migranti, Ue apre all’Italia

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Migranti, Italia e Ue: qualcosa si muove. Il commissario europeo alle Migrazioni, Dimitris Avramopoulos, "è pronto ad incontrare il governo italiano per discutere di qualsiasi ulteriore passo possa essere fatto per fare progressi su questo fronte". Lo ha detto la portavoce della Commissione per le Migrazioni, Natasha Bertaud, rispondendo in merito alla possibilità di un incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per parlare dei circa 200 migranti che attenderebbero di essere ricollocati dall’Italia in altri Paesi Ue.

Per quanto riguarda il ricollocamento (cioè, il trasferimento di un richiedente asilo da un Paese Ue ad un altro Paese Ue) dei migranti sbarcati in Italia negli ultimi mesi, "a quanto ci risulta - afferma Bertaud, durante il briefing con la stampa a Bruxelles - dei 220 ricollocamenti promessi molti sono già stati effettuati. C’è un certo numero di casi pendenti, che vanno attribuiti a diversi motivi, compresa, in alcuni casi, l’irreperibilità del richiedente e, in un ristretto numero di casi, ragioni di sicurezza".

Casa Bianca valuta cancellazione presenza Trump a Davos

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Lo shutdown del governo mette a rischio la presenza di Donald Trump al World Economic Forum di Davos, in programma dal 22 al 25 gennaio. La Casa Bianca, riferisce il Washington Post, sta valutando la cancellazione del viaggio del presidente.

Trump è impegnato nel braccio di ferro con i democratici sui finanziamenti destinati al muro che il presidente vuole al confine con il Messico. L’assenza di un’intesa, come confermato dal meeting infruttuoso con i leader dem andato in scena oggi, impedisce di votare il provvedimento per finanziare l’attività del governo federale.

Oltre a Trump, la delegazione americana in Svizzera ad oggi comprende Steven Mnuchin, segretario al Tesoro, Mike Pompeo, segretario di Stato, Wilbur Ross, segretario al Commercio, Alex Acosta, segretario al Lavoro, Elaine Chao, segretario ai Trasporti, Kirstjen Nielsen, segretario alla Sicurezza interna, Linda McMahon, segretario alle Piccole e medie imprese, e Robert Lighthizer, rappresentante per il Commercio. Il presidente, se partisse, sarebbe accompagnato anche da alcuni consiglieri, compresa la figlia Ivanka e il genero Jared Kushner.

Rapita moglie del magnate, il riscatto in criptovaluta

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Choc in Norvegia per la notizia del rapimento della moglie di uno degli uomini più ricchi del Paese, per cui è stato chiesto un ingente riscatto in criptovaluta. Anne-Elisabeth Falkevik Hagen, 68 anni, è scomparsa dalla sua casa di Akershus, vicino Oslo, il 31 ottobre. Ma solo oggi la polizia ha confermato la notizia, nella speranza di ottenere informazioni.

La donna è la moglie di Tom Hagen, magnate dell’energia con un vasto patrimonio immobiliare e con una ricchezza stimata di 1,7 miliardi di corone (200 milioni di dollari), secondo il sito finanziario Kapital. Sposati da quasi 50 anni, gli Hagen hanno tre figli adulti, diversi nipotini e conducono da sempre una vita riservata lontana dai riflettori.

"Sono state proferite minacce ed è stata fatta una domanda di riscatto", ha detto oggi in conferenza stampa il portavoce della polizia Tommy Broske. Le autorità ritengono che la donna sia stata "rapita in casa contro la sua volontà", ha proseguito il portavoce, spiegando che è stato chiesto un riscatto in criptovaluta, ma la polizia ha consigliato alla famiglia di non pagare. Broske non ha voluto commentare notizie stampa secondo le quali è stato chiesto un riscatto equivalente a 9 milioni di euro da pagare con la criptovaluta ’monero’.

Il portavoce ha spiegato che la notizia del rapimento è stata resa pubblica nella speranza di raccogliere testimonianze di chi ha notato movimenti sospetti attorno a casa Hagen nei giorni del rapimento. La polizia non ha spiegato quando sono state aperte le indagini e a quando risale l’ultimo contatto con i rapitori. "Abbiamo con loro contatti limitati" attraverso "una piattaforma digitale", ha detto Broske, sottolineando che non vi è stata alcuna comunicazione da parte della donna dopo la sua scomparsa.

Secondo il portavoce è la prima volta che un caso del genere avviene in Norvegia. Un’ampia operazione di polizia è in corso in tutto il paese, mentre è stata chiesta collaborazione anche all’Interpol e all’ Europol. Secondo ha scritto questa mattina l’Aftenposten, la donna sarebbe stata rapita mentre si trovava nel bagno della sua casa.

Caso Saleem, Adnkronos chiede riapertura indagini

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Riaprire le indagini per fare finalmente luce, a oltre sette anni di distanza, sul sequestro e la morte di Saleem Shahzad, il corrispondente di Aki-Adnkronos International, ucciso in Pakistan nel 2011. E’ la richiesta contenuta in una lettera firmata dal direttore dell’Adnkronos, Gian Marco Chiocci, indirizzata al primo ministro pakistano, Imran Khan. La lettera è stata consegnata stamani a Tanverr Ahmed, vice capo missione dell’ambasciata del Pakistana Roma, che ha assicurato che la richiesta dell’Adnkronos verrà prontamente inoltrata alle autorità di Islamabad.

Ogni nuovo elemento sulla vicenda, ha inoltre assicurato Ahmed, verrà condiviso con l’Adnkronos. La richiesta indirizzata al premier Khan di riapertura delle indagini sulla vicenda di Shahzad è un nuovo passaggio nella campagna lanciata nei mesi scorsi dall’Adnkronos, per riaccendere i riflettori sulla vicenda e alla quale hanno aderito personalità della politica, della cultura e del giornalismo, Amnesty International, la Federazione nazionale della stampa e l’International federation of journalists.

Il corpo senza vita di Syed Saleem Shahzad, uno dei massimi esperti di terrorismo della regione, venne ritrovato il 31 maggio del 2011 in un canale nei pressi di Sara e Alamgir, a circa 150 chilometri da Islamabad. Il cadavere presentava evidenti segni di tortura, con lividi sul volto e costole rotte. Una vicenda che ricorda, nelle sue dtrammatiche circostanze, quella del ricercatore italiano Giulio Regeni, ucciso in Egitto nel 2016.

Shahzad era nato il 3 novembre del 1970 a Karachi, dove ora è sepolto nel cimitero di Qayyumabad. Sulla sua morte è stata aperta un’inchiesta, ma a oltre sette anni di distanza non c’è ancora un colpevole. E’ stato autore di numerosi reportage sui gruppi islamici attivi in Pakistan e nella regione, sul terrorismo e sui legami tra terroristi e militari. Proprio su quest’ultimo tema - in particolare sui legami tra al-Qaeda e Marina pakistana in relazione a un attentato contro una base militare - stava lavorando quando e’ stato ucciso, tanto da far puntare il dito, da parte di ong e di colleghi pakistani, contro alcune frange dell’Isi, i servizi segreti di Islamabad.

Mr. Amazon divorzia

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Jeff Bezos e la moglie MacKenzie Tuttle divorziano. Il numero 1 di Amazon e proprietario del Washington Post, nonché uomo più ricco del mondo secondo le classifiche specializzate, ha annunciato la novità con una dichiarazione, firmata anche dall’ex consorte e diffusa su Twitter. "Abbiamo deciso di divorziare e di proseguire le nostre vite come amici", cinguettano.

"Se avessimo saputo che ci saremmo separati dopo 25 anni, avremmo rifatto tutto", aggiungono. "Abbiamo vissuto una splendida vita come coppia sposata e vediamo un magnifico futuro davanti come genitori (di 4 figli, ndr.), amici, partner in iniziative e progetti, e come individui che inseguono avventure". "Anche se le etichette possono cambiare, rimaniamo una famiglia -concludono- e rimaniamo amici intimi".

Redazione

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