NAPOLI: LAUREA “AD HONOREM” ALLA SCRITTRICE DACIA MARAINI

PALADINA DELLE CULTURE DEL MONDO E DELL’EMANCIPAZIONE FEMMINILE

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Dacia Maraini famosa per i suoi numerosi romanzi e per il suo attivo impegno sociale ha ricevuto la laurea ad honorem in Letterature e Culture comparate conferitale dall’Università degli studi di Napoli l’Orientale di Napoli. La cerimonia si è tenuta lo scorso 17 ottobre alle ore 11:00 a palazzo du Mesnil dove la scrittrice è stata insignita della laurea “honoris causa” dalla rettrice Elda Morlicchio, dal direttore del Dipartimento di studi letterari linguistici e comparati Augusto Guarino e con la “laudatio” letta da Donatella Izzo coordinatrice del corso di laurea magistrale in “Letterature e culture comparate”. Già lo scorso mese di agosto la scrittrice era stata insignita della nomina di presidente del premio Benedetto Croce che come ogni anno si tiene a Pescasseroli (provincia dell’Aquila). Dacia Maraini è una donna che da sempre si è battuta per unire le diversità contribuendo alla reciproca comprensione tra le culture del mondo.

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La stessa Donatella Izzo docente di Letteratura Angloamericana che ha letto la “laudatio” durante la cerimonia di conferimento della laurea ha dichiarato: “…è difficile distinguere in modo netto quale delle tante sfaccettature di una personalità così ricca intendiamo onorare: la romanziera, la poetessa, la drammaturga, la sceneggiatrice, la traduttrice, la critica letteraria, la saggista, la memorialista, la viaggiatrice, la testimone, l’intellettuale. Tutte queste attività, convengono in una figura che, per esperienza biografica, non meno che per le sue opere e soprattutto per i modi in cui quell’esperienza si fa oggetto di riflessione nel lavoro artistico ed intellettuale, sintetizza in modo esemplare, i valori dialogici e interculturali che ispirano tanto il corso di laurea magistrale in Letterature e Culture comparate, quando l’Oriente come Ateneo.

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Per la scrittrice Dacia Maraini, questa laurea rappresenta “uno status esemplare” in un momento di autarchie pericolose ed inquietanti, in un periodo storico in cui gli Stati tornano a chiudere le frontiere e a mettere dazi e pedaggi che appaiono echi di scelte irresponsabili già viste in passato. Secondo la Maraini, le popolazioni che arrivano in Europa non lo fanno per piacere, ma solo per sfuggire alla fame e alle guerre che molto spesso sono alimentate con armi vendute dagli stessi stati europei. La scrittrice ha dichiarato: “la comparazione delle culture appartiene ad un principio di civiltà, ad una scelta razionale e umanitaria, che deriva dalla migliore tradizione europea”. Questo è solo un primo passo verso l’emancipazione femminile in certi stati, perché sappiamo bene che la subordinazione delle donne al predominio maschile assume forme diverse a seconda dei paesi, per cui anche le strategie devono essere diverse. In Europa dovremmo spingere verso la parità di genere nelle sfere già garantite (in astratto) per legge come il mondo del lavoro. Bisognerebbe modificare abitudini, costumi ed atteggiamenti radicati da migliaia di anni e duri a morire. Questo è un processo di cambiamento della società che richiederà tempo per essere portato a termine, ma oggi dobbiamo chiederci soprattutto in questo determinato periodo storico qual è il contributo che ogni donna deve dare per attuare tale cambiamento. Noi donne possiamo agire nella società con dignità, con la consapevolezza di essere uguali per natura, diventando indipendenti economicamente e psicologicamente, ma allo stesso tempo senza essere in rigida e perenne contrapposizione con gli uomini. Noi donne siamo diverse dagli uomini, abbiamo pari dignità, ma siamo anche complementari non contrapposti.

Anna Di Fonzo

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