NESSUNO E’ PERFETTO

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A tutti sarà capitato di essere stati mollati, almeno una volta nella vita. E può succedere che crediamo sempre meno in una storia nuova, avendo paura di sbagliare. L’errore è sempre dietro l’angolo giocando a nascondino con la nostra pazienza, in vista della felicità. Certo è che se abbiamo vent’anni, le occasioni non mancano e ci sentiamo padroni del mondo. Giocando con la giovinezza in campo, siamo disposti a disputare ogni partita del cuore con gli annessi calci di rigore. L’equazione di questo assunto è facile: la giovinezza sta all’amore come la mosca sta allo zucchero. E poi dobbiamo ammettere che quando si è giovani tutto è piu semplice, ed è consentito fare più volte la prova del nove, senza prendersela troppo nell’eventuale bocciatura.

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Il vero problema inizia quando di anni se ne contano il doppio, o tanti altri in più. Anche se di soluzioni ne abbiamo svariate, per beneficio dell’esperienza maturata sul campo, tale da poterci far pensare di aver diritto ad una cattedra sulla pedagogia dell’amore. Tutti gli errori, l’esperienza e tanta conoscenza, non bastano a farci sentire sicuri di fare la cosa giusta, quando ci accingiamo ad optare verso una nuova situazione amorosa.

Quando però siamo certi di aver elaborato il lutto d’amore, scatta lo start alla ricerca di “quello perfetto” consultando le stelle di Paolo Fox. Lo step successivo è l’utilizzo dell’elenco dei buoni e cattivi, ispezionando nella cerchia di conoscenti e amici stretti, scartando i vedovi, i separati e i disoccupati.

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Ma dopo questa cernita restano pochi eletti, specie considerando che i vecchi amici, ormai di una certa età, se sono tali è perché non ci hanno mai attratto fisicamente, e non hanno speranze di piacerci neanche ora (altrimenti sarebbero stati già selezionati e parcheggiati nella lista degli ex). Poi ci sono gli intoccabili: quelli impegnati, sposati o fidanzati, che è meglio lasciarli perdere, anche perché non vogliamo avere né scrupoli, né problemi. I candidati al trono sono davvero pochi, in quanto, specialmente ad una certa età, diventano meno attraenti ai nostri occhi, o forse diventiamo noi più guardinghi e selettivi. Se invece sono troppo disponibili, servizievoli, gentili, prevedibili e ci accontentano in tutto, perdono di tono, ci interessano meno. Al contrario se sono pretenziosi, urtano la nostra sensibilità e rifiutiamo le loro attenzioni.

L’ideale amoroso, uomo o donna che sia, potrebbe soddisfarci laddove fosse libero, leale, aperto, innamorato, sorridente, attraente, automunito e facoltoso (o che almeno abbia un impiego, anche a tempo determinato).

Quando il profilo dell’ideale amoroso stilato dalla nostra fantasia risponde alle caratteristiche di un super eroe, possiamo esser certi che rischiamo di restare single a vita. Perché questa è solo la fattispecie di come dovrebbe essere la persona da amare creata dal nostro immaginario, che abbinata al caso concreto, nella realtà non può trovare riscontro.

L’uomo perfetto non esiste. Ma nemmeno la donna perfetta. Semplicemente perché nessuno di noi lo è, e ce lo dimostra il fatto che, nonostante l’esperienza maturata in amore, continuiamo a cercare; e quando infine pensiamo di aver trovato la persona giusta, subito dopo continuiamo a indagare negli altri e desideriamo quel qualcosa che pensiamo manchi alla persona che amiamo, inconsapevoli che in effetti è lo stesso qualcosa che probabilmente manca anche noi, agli occhi dell’altro.

Susy Tolomeo

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