Nasce l’ospedale di comunità

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"Con l’intesa di ieri in Conferenza Stato-Regioni nasce l’ospedale di comunità. E’ una conquista sociale molto attesa che caratterizzerà in meglio il nostro servizio sanitario". Lo afferma in una nota il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

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L’ospedale di comunità sarà una struttura di ricovero breve per pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica. Una struttura con funzione intermedia tra la cura domiciliare e il ricovero ospedaliero. L’intesa di oggi definisce i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l’autorizzazione all’esercizio degli ospedali di comunità pubblici o privati. Questi i criteri:

SEDE

Può avere una sede propria, essere collocato in strutture sanitarie polifunzionali, presso presidi ospedalieri riconvertiti, presso strutture residenziali oppure essere situato in una struttura ospedaliera, ma è sempre riconducibile all’assistenza territoriale.

POSTI LETTO

Ha un numero limitato di posti letto, di norma tra 15 e 20. E’ possibile prevedere l’estensione fino a due moduli e non oltre.

L’ACCESSO

Possono accedere all’ospedale di comunità pazienti con patologia acuta minore che non necessitano di ricovero in ospedale o con patologie croniche riacutizzate che devono completare il processo di stabilizzazione clinica, con una valutazione prognostica di risoluzione a breve termine (15-20 giorni), provenienti dal domicilio o da altre strutture residenziali, dal Pronto soccorso o dimessi da presidi ospedalieri per acuti. I pazienti ospitati necessitano di assistenza infermieristica continuativa e assistenza medica programmata o su specifica necessità. Per l’accesso è necessario che ci sia una diagnosi già definita, una prognosi già definita, la valutazione del carico assistenziale e della stabilità clinica eventualmente attraverso scale standardizzate, un programma di trattamento già stilato e condiviso con il paziente e/o con la famiglia (ad eccezione del Pronto soccorso).

ORGANIZZAZIONE E RESPONSABILITA

La gestione delle attività dell’ospedale di comunità è riconducibile all’organizzazione distrettuale e/o territoriale delle aziende sanitarie. La responsabilità gestionale-organizzativa complessiva è in capo a una figura individuata anche tra le professioni sanitarie dall’articolazione territoriale aziendale di riferimento e svolge anche una funzione di collegamento con i responsabili sanitari, clinici e assistenziali, e la direzione aziendale. La responsabilità clinica dei pazienti è attribuita a un medico di medicina generale (pediatra di libera scelta se l’ospedale è pediatrico) oppure a un medico operante nella struttura scelto tra i medici dipendenti o convenzionati con il Ssn o appositamente incaricato dalla direzione della struttura (per le strutture private, un medico incaricato dalla struttura). La responsabilità assistenziale è in capo all’infermiere secondo le proprie competenze. L’assistenza/sorveglianza sanitaria infermieristica è garantita nelle 24 ore.

ASPETTI STRUTTURALI

L’identificazione della struttura da utilizzare deve seguire il criterio dell’economicità e razionalità e la progettazione degli spazi è orientata principalmente a garantire il benessere fisico e psicologico del paziente. Tra gli aspetti strutturali necessari: spazio attesa visitatori; strutture di degenza con camere singole e camere da 2 a 4 posti letto con accesso diretto al bagno e poltrona comfort per il familiare e/o per la mobilizzazione del paziente; aree soggiorno/consumo pasti; locale per visite e medicazioni; locali di lavoro per personale; spogliatoio per il personale con servizio igienico; locale/spazio di deposito materiale pulito; locale/spazio di materiale sporco; locale sosta e osservazione salme, in assenza di servizio mortuario.

TECNOLOGIE RICHIESTE

Tra i requisiti tecnologici richiesti ci sono: impianto di climatizzazione tale da garantire che la temperatura estiva e invernale sia compatibile con il benessere termico dei ricoverati; impianto di erogazione ossigeno stabile o mobile; impianto di comunicazione e chiamata con segnalazione acustica e luminosa al letto; dotazioni tecnologiche idonee a garantire assistenza ordinaria e in emergenza, compresi dispositivi diagnostici; presidi antidecubito; attrezzature per mobilizzazione/mobilità compresi gli ausili tecnici per la mobilità (corrimano, deambulatori) e trasporto dei pazienti.

REQUISITI ORGANIZZATIVI E STANDARD CLINICO-ASSISTENZIALI

L’ospedale di comunità, pur avendo un’autonomia funzionale, opera in forte integrazione con gli altri servizi sanitari, come quelli di assistenza specialistica ambulatoriale e compresi i Servizi di emergenza urgenza territoriali. La collaborazione tra ambito sanitario e sociale e la comunità locale rappresenta un elemento qualificante dell’ospedale di comunità a garanzia di una risposta a un ampio insieme di bisogni e di tempestiva programmazione delle dimissioni. Inoltre, la collaborazione con le associazioni di volontariato potrà offrire un utile contributo anche nella rilevazione della qualità percepita dei pazienti e dei familiari/caregiver.

(Fonte AdnKronos - Foto dal Web)

Redazione

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