Nettuno: dove la Cultura e l’Arte sono di casa

La Perla del Tirreno raccontata da Enrica Vaccari e Carla Guerci

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A poche ore dall’inaugurazione dell’evento “Proiezione donna” che le vedrà coinvolte, abbiamo il piacere di rivolgere alcune domande ad Enrica Vaccari, nativa di Nettuno (Rm), e a Carla Guerci, che non ha mosso i suoi primi passi nella ridente cittadina di mare ma ha deciso di risiedervi.

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Enrica VACCARI

Enrica, ci può descrivere la sua città e parlarci dall’affetto che prova per lei?

“Amo questa città, con passione. E’ la mia città, ogni angolo mi parla di storie di vita vissuta e di tradizioni, di sapori. Nonostante i problemi degli ultimi vent’anni, che riscontro qui e purtroppo nella maggior parte delle città italiane, Nettuno ha la fortuna di essere ancora molto amata dai suoi cittadini, che ne celebrano con orgoglio la storia e ne rispettano tutte le tradizioni. E’ una cittadina che possiede tantissimi angoli straordinari, a partire da Santa Barbara, quartiere in cui sono cresciuta. Lì una volta c’erano soltanto tanti campi verdi, dove giocavo “alla campana” con i miei amici d’infanzia. Ricordo che per le strade circolavano pochissime auto: quando vedo il traffico di oggi, non posso non pensare al passato! E poi il mare, il nostro bellissimo lungomare, quel grattacielo meraviglioso che abbiamo a Cretarossa, che tutti guardavamo sempre con grande ammirazione da bambini. Ripeto, Nettuno è una città straordinariamente bella”.

A dispetto delle sue straordinarie potenzialità, Nettuno è tuttora poco conosciuta, non solo sotto l’aspetto legato al turismo. Di cosa pensa abbia maggiormente bisogno Nettuno in generale e, più nello specifico, riguardo all’arte e alla cultura?

cms_12851/3v.jpg“Ad oggi Nettuno ha bisogno di risolvere i tanti problemi che ne frenano la crescita. Abbiamo le stesse difficoltà che si riscontrano nelle grandi città. Se penso a Roma, dalla quale non ci dividono molti chilometri di distanza (sappiamo tutti quanti e quali problemi abbia), mi chiedo come mai ci troviamo nelle stesse condizioni. In una città non grandissima potrebbe essere tutto più facile. C’è tanto bisogno di lavorare seriamente in ogni settore, dal decoro e pulizia della città, alla sicurezza dei cittadini, passando per i tanti settori del vivere sociale. Arte e cultura sono settori importanti: avremmo bisogno, ad esempio, di una Biblioteca pubblica multimediale, di sfruttare maggiormente Castel Sangallo per eventi culturali frequenti, di rivalutare Torre Astura, che è stata persino descritta da Gabriele D’annunzio. Molti artisti interessanti del passato e del presente hanno scelto di vivere a Nettuno e molti sono gli artisti nettunesi impegnati nelle varie discipline con ottimi risultati. Per citarne una, tra tutte le importanti creazioni d’arte più o meno recenti della nostra città, vantiamo addirittura una bellissima opera di Andrea Sacchi nella nostra chiesa di San Francesco. Sarebbe anche bellissimo ampliare le attività del Borgo, per farlo diventare il nostro fiore all’occhiello da presentare ai turisti, con tanti nuovi locali di artigianato e di produttori locali”.

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Nettuno, case del Borgo

Ci sono a Nettuno strutture dove poter operare, creare gruppi di studio, insegnare le varie discipline dell’arte ed altro?

“Nettuno possiede strutture dove poter operare e dove poter insegnare varie discipline artistiche. Occorre supportare chi, nonostante le mille difficoltà di questi ultimi decenni, ha lavorato ed è andato avanti con grandissimo impegno e coraggio. Bisognerebbe inoltre dotare tali strutture di tutte le peculiarità per renderle adatte per l’insegnamento e per la pratica. Torno a citare Castel Sangallo, che credo sia la location più adatta per tutte le diverse discipline che riguardano l’arte e la cultura, come pure il Borgo, dove si potrebbe continuare ad organizzare eventi all’aperto, soprattutto nel periodo estivo. Il problema vero non è dove o come organizzarli, perché le professionalità esistono: il problema è avere una volontà che negli ultimi decenni è forse venuta a mancare, una volontà che possa lavorare al fianco delle varie associazioni che a Nettuno operano in tali settori così importanti, perché l’arte e la cultura sono lo specchio di una comunità. Si dovrà permettere loro di rilanciarsi e di arrivare finalmente a lavorare come si dovrebbe”.

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Carla GUERCI

Carla, lei ha vissuto in varie città ma da diverso tempo risiede a Nettuno. A cosa si deve questa scelta?

“Nettuno è la prima città che ho veramente scelto, che sento ‘casa’ e che ho amato da subito dopo aver vissuto, per esigenze familiari o di lavoro, in altre realtà ‘non scelte’. Io sono nata nel Reatino e ho vissuto la prima infanzia a Roma per poi seguire la mia famiglia in Sardegna, ma nonostante la magia di quei luoghi che amo molto mi sono sempre sentita estranea, o ‘strangia’, come dicono gli isolani.

Nettuno ha tutto ciò che io amo: il mare, dove amo fare lunghe passeggiate in spiaggia (non è bello come quello della Sardegna, ma qui non devo percorrere km per raggiungerlo, è il mio vicino di casa preferito); il Borgo storico che si affaccia sul mare, che sogno possa diventare un prezioso fulcro culturale della vita cittadina; un bosco con laghetto che mi fa sentire quasi in montagna, dove porto spesso i miei cani a godere il fresco durante la stagione calda. Il clima qui è molto simile a quello della Sardegna, senza gli eccessi e senza il forte vento tipico dell’isola, che ho preferito lasciare definitivamente perché non aveva la cosa più importante che ho potuto scoprire qui: l’assoluta libertà di vivere senza critiche dettate dall’invidia o dal perbenismo eccessivo e distruttivo, oltre che una popolazione vivace, allegra, non invadente e non aggressiva.

Un ambiente ben bilanciato tra la realtà contadina e di mare, che dona un ritmo di vita calmo e rilassante. Ma anche la vicinanza alla Metropoli, che tanto mi mancava in Sardegna, con tutti i suoi eventi culturali, e la centralità geografica che mi permette di spostarmi nella penisola senza dover prendere navi e aerei”.

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Nettuno, Torre Astura - dal Web (Paesi on line)

So che lei è un’artista - o meglio una creativa, come preferisce essere definita - dal cuore molto sensibile. E’ inoltre una bravissima insegnante di modellazione e disegno; tuttavia, attualmente non sta tenendo dei corsi qui a Nettuno. Come mai?

Non mi considero un’artista, appunto, ma più una creativa. Amo sperimentare e inventare tecniche e materiali con cui esprimere emozioni e trasmettere bellezza, oltre che lavorare in diversi spazi a contatto con la natura. Ho tenuto corsi di disegno e modellazione nei primi anni qui, quando organizzai un bellissimo evento settimanale di artisti e artigiani locali che portavano i loro laboratori in piazza per mostrare e insegnare le loro tecniche di lavoro. La manifestazione “Laboratori di strada” ebbe un grande successo ma, pur avendo avuto in un secondo momento il riconoscimento della validità della mia iniziativa, ebbi una delusione così forte che in questi ultimi anni mi ha tenuta lontana dalle mie passioni. Adesso però è ora di riprendere alla grande!

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Nettuno, Laghetto Granieri

Cosa manca secondo lei ad una cittadina così bella come Nettuno perché l’arte inizi ad essere considerata un valore autentico ed essenziale, pertanto entri pienamente a far parte del tessuto sociale?

Manca la giusta condivisione delle passioni artistiche, la collaborazione delle istituzioni, un coordinamento fra gli artisti e gli artigiani, spazi dedicati fruibili a tutti e non solo ai pochi eletti. Per il resto c’è solo ricchezza di operatori, dalle arti figurative all’artigianato, alla poesia, alla letteratura, al teatro, alla danza, alla fotografia. E anche gli spazi adatti sono presenti e adatti a valorizzare il patrimonio culturale locale e la possibilità di superare i campanilismi e aprirsi ad accogliere anche il meraviglioso mondo artistico di chi, come me, ha scelto questa città per la sua bellezza e la ama esattamente come chi vi è nato.

Federica Marocchino

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