Oltre 600mila contagi nel mondo. Oms: "Per un vaccino almeno 18 mesi"

9234 morti in Italia. Iss: "Curva nuovi casi sembra attenuarsi"

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"Per un vaccino ci vorranno almeno 18 mesi. Nel frattempo, riconosciamo l’urgente bisogno di terapie per curare i pazienti e salvare vite". Lo ha detto il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra.

"Chiediamo alle persone e ai Paesi - ha aggiunto - di astenersi dall’utilizzare terapie che non hanno dimostrato di essere efficaci nel trattamento di Covid-19. La storia della medicina è disseminata di esempi di farmaci che hanno funzionato su carta o in provetta, ma non hanno funzionato nell’uomo o erano dannosi".

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I NUMERI - "Ora ci sono più di mezzo milione di casi confermati di Covid-19 nel mondo e oltre 20.000 decessi - conclude -. Sono numeri tragici, ma ricordiamo anche che ci sono centinaia di migliaia di sopravvissuti".

IL CONTAGIO - "Sappiamo che la maggioranza dei contagi avviene da persone sintomatiche, incluse quelle che si trovano nelle primissime fasi dell’infezione" ha sottolineato Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il coronavirus dell’unità malattie emergenti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). "La trasmissione, lo ribadisco, avviene attraverso goccioline di saliva e non attraverso l’aria ed è per questo che si chiede il distanziamento fra le persone". "Penso che dobbiamo stare molto attenti alle parole che usiamo in questo momento", ha aggiunto. "La parola ’asintomatico’ spesso non è appropriata, perché la maggior parte degli asintomatici è stata identificata in quanto era un contatto di persona positiva ed è già dunque sotto sorveglianza sanitaria, e altrettanto spesso si tratta di persone ’pre-sintomatiche’, perché la maggioranza sviluppa poi i sintomi".

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"Molti si chiedono quando sia meglio allentare le misure di distanziamento sociale - ha aggiunto Mike Ryan, a capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Oms - molti Paesi stanno agendo cercando disperatamente di evitare il riemergere dell’infezione. Ogni Paese è in una differente posizione, la vera sfida è sapersi concentrare sulla situazione nazionale e capire dove si trova il virus: se si sa dove si trova il virus si può spezzare la catena di contagi. Per questo è importante mettere in pratica tutte le misure in differenti aree dei Paesi, anche in differenti momenti".

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Hanno superato quota 600mila i contagi da coronavirus nel mondo. Lo rende noto la Johns Hopkins University, spiegando che 601.478 persone hanno contratto il Covid-19 a livello planetario.

Secondo l’ateneo, in particolare, ci sono almeno 104.686 casi di coronavirus negli Stati Uniti e oltre mille e 700 morti. Ieri si è registrato il maggior numero di vittime a causa del Covid-19 negli Usa e sono raddoppiati i contagi negli ultimi tre giorni.

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Sono 9134 i morti in Italia nella crisi coronavirus. Rispetto a ieri, sono stati registrati altri 969 decessi. Sono i dati resi noti dal commissario straordinario Domenico Arcuri. I guariti in totale sono 10950 (+589). I casi attualmente positivi sono 66414: in isolamento domiciliare 36653 persone, 26029 sono ricoverate con sintomi e 3732 in terapia intensiva.

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cms_16783/ARCURI.jpg"I dati dal nostro paese e da altri paesi del mondo evidenziano che questa è una pandemia senza precedenti. In una crisi mondiale c’è bisogno di collaborazione senza particolarismi. Noi, come Italia, stiamo facendo la nostra parte. Stiamo cercando ovunque i dispositivi e le apparecchiature che servono a combattere questa guerra, stiamo cercando di farli arrivare dove servono prima possibile -dice Arcuri-. E stiamo lavorando senza sosta chiamando tutte le componenti produttive e sociali allo sforzo per rafforzare la filiera industriale per arrivare ad una produzione interna e a dipendere sempre meno dalle importazioni. Dobbiamo puntare all’autosufficienza".

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Il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri, Riccardo Fraccaro, ha firmato una circolare che invita tutti gli edifici pubblici a esporre a mezz’asta la bandiera italiana nella giornata di martedì 31 marzo in segno di lutto per le vittime del coronavirus, di vicinanza ai familiari delle vittime e di partecipazione nazionale al cordoglio delle comunità più colpite.

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"C’è un dato rilevante negli ultimi giorni: dal 19-20 marzo la curva dei nuovi casi sembra attenuarsi leggermente nella sua ascesa e stiamo monitorando quanto sta avvenendo". Lo ha affermato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), oggi a Roma, durante una conferenza stampa organizzata dall’Istituto, trasmessa anche in streaming. Ma "non illudiamoci di poter allentare le misure di contenimento - ha aggiunto subito dopo - Ci sono aree del Paese dove la circolazione del virus è forte. In Lombardia, una parte del Piemonte e del Veneto".

"Non abbiamo raggiunto il picco e non l’abbiamo superato - sottolinea l’esperto - Ci sono segnali di rallentamento. Le misure adottate stanno facendo i loro effetti e ci aspettiamo che potremmo arrivare al picco in questi gironi. Quando ci arriveremo lo censiremo insieme. Non siamo in fase calante ma c’è rallentamento della crescita".

"Dai dati che oggi possiamo mettere in campo, emerge che le misure stanno tenendo e questa è la notizia buona -prosegue Brusaferro - Dovremmo conviverci per le prossime settimane. Come? Dovremmo trovare delle modalità di convivenza: proteggendo le figure più fragili che vanno salvaguardate. Siamo il Paese pilota, stiamo mettendo a punto metodologie con evidenze scientifiche che stiamo acquisendo. Dobbiamo prendere atto che le misure adottate da noi sono state seguite anche da altri Paesi".

"Ad oggi i test che vanno alla ricerca dell’Rna sono affidabili, ma sono anche lunghi, complicati. Tutti gli altri test rapidi o sierologioci ad oggi non hanno raggiunto livelli di affidabilità tali da esser usati. Non vengono raccomandati all’uso, questo non vuole dire che quelle tecnologie non si svilupperanno rapidamente ma ad oggi non è così", ha concluso.

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