Oms: "Curva rallenta, speriamo calo sostenuto casi"

Oltre 500mila casi nel mondo sono 22 i Paesi dove non ci sono casi. 8165 morti in Italia. Garattini: "Possibile vaccino entro fine anno"

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"Le misure sembrano avere effetto, misuriamo oggi quello che è accaduto 14-15 giorni fa. E’ difficile ricostruire temporalmente degli eventi che hanno portato alla situazione odierna, non bisogna abbassare la guardia perché stiamo vivendo un momento assolutamente critico ma c’è un rallentamento della velocità di incremento della curva, molto probabilmente nei prossimi giorni assisteremo a una diminuzione effettiva e sostenuta spero soprattutto della casistica grave". Lo ha detto Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Oms, in conferenza stampa alla Protezione civile. "Sapete anche che la mortalità segue di qualche giorno la diminuzione dei casi diagnosticati. Sono elementi - ha aggiunto - che il governo deve tenere in debito conto per rafforzare il messaggio alla popolazione e garantire supporto. Perché nel momento in cui la popolazione sarà stanca avrà bisogno di qualcosa di più. Penso che oltre ai servizi domiciliari sia corretto ipotizzare di programmare anche del supporto psicologico, ed è importante l’aiuto offerto dall’Ordine degli psicologi, perché il supporto di professionisti che sanno cosa vuol dire burn out è un servizio fondamentale", ha evidenziato Guerra.

"E’ fondamentale -ha spiegato- continuare con l’isolamento domiciliare per quanto possibile, in riferimento alle condizioni cliniche, dei paucisintomatici anche per diminuire la pressione sulle strutture sanitarie che devono essere dedicate alle casistiche più grave. Questo non vuol dire chiudere a chiave le persone che hanno bisogno di un supporto, ma garantire loro l’assistenza domiciliare integrata che il Paese ha a disposizione. Il monitoraggio continuo dei parametri vitali è essenziale per l’immediata assistenza in caso di aggravamento delle condizioni e in questo il territorio va valorizzato".

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Sono oltre 500mila i casi di coronavirus nel mondo, stando agli ultimi dati aggiornati della John Hopkins University. In particolare, sottolinea l’ateneo, i positivi al virus sono 510.108, mentre il numero dei decessi complessivo è di 22.993.

Sono 22, al momento, i paesi non raggiunti dalla pandemia, dove cioè nessun caso di Coronavirus è stato ufficialmente accertato. La lista si ricava incrociando i dati forniti da Wikipedia, che ordina gli Stati per popolazione, dal maggiore al minore, con quelli reperibili sulla mappa aggiornata della Johns Hopkins University, che segue di ora in ora l’evoluzione della situazione nei vari paesi del mondo.

I paesi risparmiati dal contagio sarebbero dunque Yemen, Corea del Nord, Malawi, Burundi, Sud Sudan, Tagikistan, Sierra Leone, Turkmenistan, Botswana, Lesotho, Comore, Isole Salomone, Vanuatu, São Tomé e Príncipe, Samoa, Kiribati, Stati federati di Micronesia, Tonga, Isole Marshall, Palau, Tuvalu, Nauru. Alla lista dei paesi sovrani si aggiunge quella di 19 territori esterni e di sei paesi il cui riconoscimento da parte della comunità internazionale non è ancora completato.

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cms_16762/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgSono 8165 le persone morte in Italia nella crisi coronavirus. Rispetto a mercoledì, sono stati registrati 708 decessi. Il dato comprende anche le cifre relative al Piemonte, inizialmente non presenti nel resoconto della Protezione Civile.

I guariti in totale sono 10361, 999 in più rispetto a ieri. I casi attualmente positivi nel complesso sono 62013. In isolamento domiciliare 33648, mentre 24753 sono ricoverati con sintomi. I pazienti in terapia intensiva sono 3612.

Sono 4492 i nuovi positivi secondo i dati odierni. Dopo quattro giorni di calo, i numeri sono di nuovo in aumento. Ieri si erano registrati 3.491 nuovi positivi, martedì 3612 e lunedì 3.780. Dall’inizio dell’emergenza sono state contagiate in totale 80539 persone.

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"E’ difficile fare gli indovini, ci sono venti centri nel mondo che stanno cercando di preparare il vaccino con metodi diversi, ce ne sono almeno due che sembrano essere più avanti degli altri: uno che stanno sviluppano in Olanda e uno in Israele. Si ritiene che possa essere disponibile per la fine dell’anno, speriamo di non doverlo utilizzare per questa ondata". Cosi Silvio Garattini, presidente e fondatore dell’Istituto ricerche farmacologiche ’Mario Negri’ di Milano interviene sull’emergenza coronavirus ospite della trasmissione tv ’’Dritto e rovescio’.

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