PARIS FAHION WEEK FALL-WINTER 2018/2019

LA VILLE LUMIERE GUARDA A MILANO

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L’ultimo appuntamento del fashion month dedicato al pret-a-porter e alle tendenze per il prossimo autunno-inverno si è svolto a Parigi dal ventisei febbraio al sei marzo scorso. Ca va sans dire tutte le grandi maison francesi sono state presenti nella Ville Lumiere affiancate in questa lunga fashion week (la più lunga che ha costretto i fashion editor a seguire sino alla fine perché i grandi nomi sono stati furbescamente spalmati dalla prima all’ultima giornata) anche dai nuovi talenti che hanno suscitato grande fermento tra i buyer presenti. Protagonista assoluto del primo giorno è stata la sfilata del giovane talento Jacquemus (designer da tenere d’occhio e di cui sentiremo grandi cose) che in pochi anni ha conquistato buyer, clienti sempre più entusiasti e grandi celebrity e, cosa non da poco, è riuscito a driblare il ferreo sciovinismo francese aprendo lui la fashion week surclassando le blasonate maison francesi. L’assente illustre è stata la maison Celine che dopo l’addio della designer Phoebe Philo si prende una pausa in attesa del nuovo impulso creativo che il designer Hedi Slimane (ex direttore creativo di Saint Laurent) imporrà alla maison dal prossimo anno.

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L’intera collezione del giovane designer Jacquemus è pervasa da un mood nordafricano sia per le forme fluide che dai ricami preziosi dei tessuti passando per la palette colori che ricorda il mondo delle spezie. E’ una collezione trasversale per età e molto portabile che avrà un sicuro impatto positivo tra le sue clienti arabe, meno tra quelle occidentali che sentiranno meno il feeling tra questi capi e la stagione fredda, ma il talento di Jacquemus è indiscusso. Per molti fashion editor è considerato il futuro del fashion anche se a mio avviso dovrebbe farsi le ossa in una grande maison così da prendere le misure con la storia della moda per conoscere e imparare ad accontentare tutte le donne del mondo e non solo una fetta di mercato se pur importante.

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La collezione della designer Maria Grazia Chiuri per Dior continua nel segno del femminismo e nella lotta per la parità di genere in tutti i campi della società. La designer riapre gli archivi della maison degli anni più caldi per il femminismo (dal ’68 al ‘70) per reinterpretarli in chiave moderna riadattandoli alle donne di oggi che riscoprono il gusto di indossare cappotti patchwork, total look denim e il tartan. Non mancano i capi iconici che piacciono tanto ai millenials come le lunghe gonne a pieghe, i maxi pullover, le t-shirt, i parka, le mantelle e gli immancabili stivali alti.

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Pierpaolo Piccioli per Valentino porta in passerella una donna dal forte impatto romantico senza cadere nel lezioso, è una eleganza severa quella della donna Valentino che esalta la silhouette senza scoprirla grazie ai tessuti preziosi ed impalpabili come la georgette, l’organza e il crepe che sfiorano il corpo per regalare una sensualità mai volgare. La palette colori è straordinaria, una delle più belle mai viste in questa fashion week con sfumature e stampe inedite che regalano forti emozioni. Ad alto tasso di glamour gli outfit monocromatici (un trend in fortissima ascesa già da questa primavera-estate) che sfilano in passerella, ad oggi, senza tema di smentita, Pierpaolo Piccioli è il più grande designer di questi tempi, grande visionario, sempre moderno, che non si affanna a rincorrere lo street style, ma detta canoni e tendenze nel fashion system.

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Con la collezione disegnata da Claire Waight Keller per la maison Givenchy ritorniamo negli anni ottanta e più specificatamente nelle atmosfere after-dark di quel periodo. La collezione è intitolata “Night, Noir” per il semplice fatto che fonde il glamour parigino con il crudo realismo di Berlino, da questa fusione prendono vita l’eleganza del velluto, del pizzo e del macramè, ma anche la sensualità del lurex, dell’animalier e della pelle. Una donna dalle forti contraddizioni che passa indiscriminatamente da un long coat animalier bordato in pelle a un abito lingerie senza mai perdere appeal e glamour. L’accessorio che diventerà l’oggetto feticcio di tutte le fashion addicted saranno i boots morbidi con tacco a cono da indossare con qualsiasi outfit, da mattino a sera.

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C’è tutta l’anima trasgressiva e rock degli anni ottanta nella collezione della maison Balmain disegnata da Olivier Rousteing, è una donna sensuale la donna Balmain, che fa dello stupore il suo credo e per raggiungere il suo obiettivo ha a disposizione abiti cortissimi, materiali inediti come il pvc che dà vita a pantaloni, gonne e boots. Anche la pelle, il latex, le macro paillettes, il giallo e l’arancio nella loro versione fluo, ma anche tanto nero e silver (anche Parigi conferma che l’arancio sarà il colore che accenderà le grigie giornate invernali…preparatevi a farne incetta!) danno il meglio di sé.

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La linea giovane Miu Miu di Miuccia Prada ci propone una cattiva ragazza che si ispira agli anni ottanta per l’acconciatura con tanto di cotonatura, per il make up con tanto di eye-liner dalla riga spessa, per la scelta delle linee oversize, per il bomber e per l’uso indiscriminato del denim, del pied-de-poule e del redivivo fustagno. Anche la seconda linea della designer non mi convince e delude le mie aspettative come gli adepti del suo inconfondibile stile minimal.

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Karl Lagerfeld trasforma il Grand Palais in una foresta di alberi spogli con un tappetto di foglie secche, una perfetta location per presentare la prossima collezione autunno-inverno che per Chanel ha un mood pacato e intimista come l’autunno, con tessuti spessi che ci proteggono dal freddo, dai volumi e lunghezze misurate, dalle stampe che ricordano un prato autunnale. La palette colori è calda, ma dai toni smorzati, è un’eleganza misurata che vibra per merito degli accessori come gli stivali alti color oro. Personalmente è stata una collezione che non mi ha fatto impazzire, certo ci sono tutti i capi iconici della maison, ma questa volta non ho visto il guizzo geniale di Karl Lagerfeld, una collezione che è sembrata vivere di rendita dall’enorme lascito di Coco Chanel.

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Nicolas Ghesquiere per la maison Louis Vuitton immagina una donna determinata dalla forte femminilità che indossa il tailleur con il corsetto in pelle, che non teme di osare trend “sconvenienti” per la sua età anagrafica, ma non mentale. Nei cortili del Louvre va in scena lo sportwear di lusso con felpe oversize che si trasformano in mini dress, dove capi rubati al tempo libero si mescolano a capi tipici dell’eleganza francese come il caban dando vita ad outfit mai assertivi ai canoni classici del fashion. Di sicuro una collezione controcorrente che piacerà molto alla premiere dame Brigitte Macron da sempre seguace della filosofia Vuitton.

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Una scatola che si illumina sotto la Tour Eiffel è la location della sfilata della maison Saint Laurent e del suo geniale direttore creativo Anthony Vaccarello che ci porta dentro un rave party dove sfila una donna orgogliosamente rock con shorts e giacche in pelle dalla linea breve ed avvitata, mini dress in paillettes oppure long dress bustier. La scelta dei colori è quasi obbligata: tanto nero e silver e anche gli accessori non fanno altro che calcare la mano per outfit da donna che non deve chiedere mai. I veri protagonisti sono i boots con platform, le borse con le catene e i cappelli modello Borsalino, una collezione prepotente non facile da portare se non si è giovanissime e con una silhouette perfetta, ma a piccole dosi può essere somministrata al nostro guardaroba mitigandola con l’uso di capi minimal.

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Anche il colosso svedese del fast fashion H&M sceglie la ville lumiere per presentare la sua collezione Studio per questa primavera-estate, sfila sia la collezione maschile che quella femminile entrambe acquistabili immediatamente dopo la sfilata online e dal primo marzo in alcuni store selezionati di tutto il mondo. Il mood della collezione è il design essenziale del Giappone e così tra tatami e decorazioni ikebana sfilano in passerella linee fluide e dal taglio sartoriale con una palette di colori puri che accendono anche gli outfit più minimal.

Al termine di questo faticoso mese dedicato al pret-a-porter per il prossimo inverno i trend sono ormai delineati, per la verità già dopo la fashion week milanese le idee erano chiare, Parigi non ha fatto altro che confermare quello che già si sapeva e che già vi avevo accennato nell’articolo precedente. Il prossimo inverno saremo catapultate, come in una macchina del tempo, nei meravigliosi anni ottanta che ci piaccia o meno (a me tantissimo!). Gli outfit da fashion addicted saranno sporty-rock con spalle pronunciate, linee over e colori strong (l’arancio su tutti) con lampi metallici e la parola d’ordine sarà: brillare e per questo ci serviranno paillettes, tessuti e molti accessori metal.

T. Velvet

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