POSTER HOUSE

Il primo grande museo dei poster aprirà prossimamente a New York

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A New York, la megalopoli per eccellenza, la città più popolosa d’America, nonché uno dei principali centri commerciali, finanziari e culturali, se ne sentiva la mancanza. Ma dal prossimo 20 giugno anche la Grande Mela avrà il suo museo, il primo negli Stati Uniti, dedicato esclusivamente ai poster: Poster House. Attraverso mostre, eventi e pubblicazioni, Poster House mostrerà al grande pubblico manifesti dalla loro prima apparizione, alla fine del 1800, fino al giorno d’oggi. Essi sono mezzi di comunicazione di massa che raccontano storie in un’immagine e con poche parole. Sono un felice incontro tra arte e linguaggi di immediato e persuasivo impatto per ogni persona. Comunicano al pubblico con il potere delle immagini e delle parole. Raccontano il momento in cui sono stati realizzati, il mutare dei tempi, narrano storie.

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Anche New York, così, avrà un’istituzione pubblica ad essi dedicata. Dopo diversi anni di progettazione e costruzione, Poster House apre le sue porte, finalmente, a Chelsea (quartiere residenziale newyorkese di circa 50mila abiatanti), in uno spazio di 15.000 metri quadrati, esponendo settemila cartelloni e manifesti provenienti da tutto il mondo. Oltre alla collezione il museo ospiterà anche mostre. La prima sarà dedicata a Alphonse Mucha, il designer dell’Art Nouveau che con i suoi poster definì l’estetica romantica di Parigi, con oltre 80 suoi lavori realizzati per l’attrice Sarah Bernhardt. L’attrice parigina (1844-1923), è stata la figura più influente nella vita di artista di Mucha. Fu il suo primo poster per lei, Gismonda, a renderlo famoso e crebbe sia come uomo che come artista grazie alla sua collaborazione professionale e amicizia con la più grande personalità teatrale dell’epoca.

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Il Museo sarà diretto da Julia Knight che, sul perché di questo museo, dichiara: “i manifesti, ma non uno negli Stati Uniti! Abbiamo gallerie e mostre individuali sui poster, ma non un’istituzione singolare che si concentra solo sui poster e sul loro valore come documenti estetici e macchine del tempo storico. Sempre di più, abbracciamo musei dedicati a materie esterne alle belle arti (Gelato! Matematica! Morte!) E penso che sia perché ci piace analizzare la vita attraverso le lenti del quotidiano. Cose che tocchiamo, vediamo e capiamo perché veniamo in contatto con loro tutto il tempo”.

(Photo courtesy – posterhouse.org)

 

Nicòl De Giosa

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