PRIMA GUERRA DEL GOLFO

2 agosto 1990 , l’invasione del Kuwait…

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Il 2 agosto 2014 il Kuwait ricorderà la tragica invasione della propria patria avvenuta il 1990, ad opera delle truppe irachene di Saddam Hussein . Un evento che scosse il mondo e che viene ricordato come la Prima Guerra del Golfo. Il 2 agosto 1990 alle ore 2.00 le truppe irachene invasero il Kuwait , ebbe inizio la guerra Iraq-Kuwait ( غزو العراق للكويت‎).

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L’inizio del conflitto , come le cronache hanno riportato e la storia ha poi confermato, è legato all’egemonia espansionistica dell’Iraq con la sua volontà di occupare i maggiori porti commerciali del Golfo Persico e di annettere il ricco Kuwait anche per la volontà manifesta di non ripagarlo dei 14 miliardi di dollari che il piccolo stato del Golfo aveva loro prestato nel corso della guerra Iran-Iraq.

cms_632/pozzi_petrolio.jpgLa politica petrolifera dell’Iraq , nel 1988, con il Ministro del Petrolio iracheno, Issam al-Chalabi, tendeva all’innalzamento del prezzo del petrolio greggio, mentre il Kuwait nel 1989, richiese il permesso all’OPEC di incrementare la propria produzione totale di petrolio del 50%, fino a un milione e trecentocinquantamila barili al giorno. Fu proprio l’incremento della estrazione petrolifera del Kuwait negli anni ’80 che evitò un aumento del prezzo del greggio; Il rifiuto del Kuwait di diminuire la produzione di petrolio venne visto dall’Iraq come un atto d’aggressione nei suoi confronti. L’Iraq cercava un pretesto per l’intervento armato, e nulla di più facile si presentò con le perforazioni petrolifere da parte del Kuwait lungo il confine nella regione irachena della Rumaila. La regione contesa aveva origini antiche , tanto che già nel 1960 una dichiarazione della Lega Araba stabilì che il confine tra i due paesi fosse a circa 3 km a nord del confine più meridionale della Rumaila.

cms_632/trivella_petrolio.jpgLe operazioni di trivellamento nella regione da parte del Kuwait crebbero nel corso della guerra Iran-Iraq e nel 1989, l’Iraq accusò il Kuwait di usare "tecniche di perforazioni avanzate" per estrarre petrolio dalla loro parte della Rumaila. Una vera accusa mossa dagli iracheni di furto di greggio da parte del Kuwait. Il 25 luglio 1990, solo pochi giorni prima dell’invasione irachena, l’OPEC comunicò che il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti si erano accordati per limitare la produzione giornaliera ad un milione e mezzo di barili, decretando potenzialmente una divergenza tra la politica petrolifera del Kuwait e dell’Iraq. Ma oltre 100. 000 soldati iracheni si erano già schierati lungo il confine tra Iraq e Kuwait.

cms_632/Saddam_Iraq.jpgSaddam Hussein giustificava l’invasione del Kuwait in quanto lo considerava come parte dell’Iraq, separatosi a causa dell’imperialismo britannico. Tutto veniva fatto risalire alla firma della Convenzione anglo-ottomana del 1913, in cui il Regno Unito strappò il Kuwait all’Impero ottomano. Il Kuwait fu tolto al Governatorato ottomano di Basra; la famiglia reale al-Sabah aveva concluso un accordo con i britannici per la gestione degli affari esteri nel 1899,ma non aveva però mai cercato la secessione dall’Impero Ottomano. I confini con la provincia di Basra non furono però mai ben definiti e riconosciuti e gli iracheni affermarono che l’Alto Commissariato Britannico volle disegnare volutamente i confini per impedire l’accesso dell’Iraq all’oceano.

cms_632/ambasciatore__donna.jpgMolto controverso è l’intervento diplomatico dell’ambasciatrice statunitense in Iraq, April Glaspie, che 25 luglio 1990 chiese all’Alto Comando iracheno di dare spiegazione sulle preparazioni militari in atto, incluso il massiccio raggruppamento di truppe vicino al confine con il Kuwait. Il 2 agosto 1990, alle ore 02:00, ora locale, l’Iraq lanciò l’invasione del Kuwait con le sue quattro unità d’élite della Guardia Repubblicana.

cms_632/guardia__repubblicana.jpgA supporto di queste unità, l’Esercito iracheno dispiegò uno squadrone di elicotteri da guerra Mil Mi-24 e diverse unità da trasporto di Mil Mi-8 e Mil Mi-17, come pure uno squadrone di Bell 412. La principale missione degli elicotteri fu il trasporto dei Commando iracheni fino a Kuwait City e in seguito il supporto all’avanzata delle truppe di terra. L’Aviazione irachena possedeva almeno due squadroni di Sukhoi Su-22, uno di Su-25, uno di Mirage F1 e due di cacciabombardieri MiG-23. L’obiettivo principale dell’aviazione era di stabilire la superiorità aerea attraverso un limitato numero di raid sulle basi della Forza Aerea kuwaitiana, le cui unità consistevano principalmente di Mirage F1 e A-4 Skyhawk. Tuttavia, furono colpiti anche degli obiettivi a Kuwait City.I militari del Kuwait si opposero come poterono ma erano in enorme inferiorità numerica. Sul fronte centrale, la 35ª Brigata kuwaitiana dispiegò un battaglione di carri Chieftain, dei mezzi BMP e una batteria d’artiglieria, i quali si opposero agli iracheni nella battaglia dei Ponti, presso Jahrah. A sud, la 15ª Brigata Corazzata si mosse immediatamente per evacuare le sue forze in Arabia Saudita e della limitata Marina kuwaitiana, due motocannoniere missilistiche riuscirono ad evitare di essere catturate o distrutte.L’Aviazione del Kuwait fu attaccata e il 20% delle sue forze vennero distrutte o catturate. Nei cieli di Kuwait City venne combattuta una battaglia tra le forze aree del Kuwait e le truppe dei Commando iracheni che subirono gravi perdite. Il restante 80% degli effettivi si rifugiò in Arabia Saudita e Bahrain.

cms_632/Dasman_Palace.jpgLe truppe irachene attaccarono il Dasman Palace, la residenza reale, nella battaglia che ne prende il nome. La Guardia dell’Emiro del Kuwait, supportata dalla polizia locale e da dei carri M-84, riuscì a respingere un assalto aviotrasportato dei Commando iracheni ma dovettero cedere quando il palazzo, situato lungo la costa, venne attaccato da un’unità di Marines iracheni.

cms_632/Jabir__III.jpgL’Emiro del Kuwait, Jabir III, era già volato fino al deserto saudita. Il suo fratellastro più giovane, lo sceicco Fahad, venne ucciso dalle forze irachene mentre combatteva per difendere il Palazzo; il suo corpo venne poi legato sul davanti di un carro e portato via come trofeo. Verso la fine del primo giorno d’invasione, rimanevano solo delle piccole sacche di resistenza nel paese. Il 3 agosto, le ultime unità militari stavano ancora disperatamente combattendo negli ultimi punti difendibili fino all’esaurimento di munizioni o alla morte. La base aerea Ali al-Salim era l’unica base ancora libera e l’aviazione kuwaitiana riforniva la base con un ponte aereo dall’Arabia Saudita. Tuttavia, la notte seguente, la base venne occupata dalle forze irachene e a quel punto era solo questione di tempo perché le forze militari del Kuwait venissero sconfitte o si ritirassero oltre il confine.

cms_632/pozzi_fiamme_huwait.jpgPiù di 600 pozzi petroliferi furono dati alle fiamme dalle forze irachene che danneggiarono l’ambiente e l’economia del Kuwait .Dopo la vittoria decisiva irachena, Saddam Hussein nominò Alaa Hussein Ali come Primo Ministro della nuova Repubblica del Kuwait e Ali Hassan al-Majid come Governatore del Kuwait. L’esiliata famiglia reale del Kuwait e gli altri ex governanti cominciarono una campagna internazionale per persuadere altre nazione a far pressione sull’Iraq perché si ritirasse dal Kuwait. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deliberò 12 risoluzioni chiedendo l’immediato ritiro delle forze irachene dal Kuwait ma senza esiti positivi. In seguito alla guerra tra Iraq e Kuwait, circa metà della popolazione kuwaitiana, 400 000 persone, e altri stranieri lasciarono il Paese. Più di 150 000 indiani che vivevano in Kuwait vennero fatti evacuare in aereo dal loro governo in una settimana. Durante i sette mesi di occupazione irachena, le forze di Saddam Hussein saccheggiarono le ricchezze del Kuwait e furono anche segnalate tantissime delle violazioni dei diritti umani: circa 600 kuwaitiani furono arrestati dagli iracheni e di loro si persero le tracce. L’occupazione irachena ebbe un impatto a lungo termine negativo per la salute del popolo del Kuwait.

cms_632/NATO.jpgL’invasione e l’occupazione del Kuwait vennero condannate con dalle maggior potenze mondiali. Anche paesi tradizionalmente vicini all’Iraq, come Francia e India, chiesero l’immediato ritiro delle truppe irachene dal Kuwait. Diversi paesi, inclusa l’Unione Sovietica e la Cina, posero un embargo armato sull’Iraq. I membri della NATO furono particolarmente critici verso gli iracheni e, alla fine del 1990, gli Stati Uniti inviarono un ultimatum all’Iraq chiedendo di ritirare le truppe. Il 3 agosto 1990, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU approvò la Risoluzione 660 condannando l’invasione irachena del Kuwait e chiedendo il ritiro incondizionato di tutte le forze dell’Iraq dispiegate in Kuwait. Dopo una serie di negoziati falliti, la Coalizione dell’ONU, guidata dagli Stati Uniti, lanciò un massiccio assalto militare in Iraq e contro le forze irachene nel Kuwait, a metà gennaio 1991. Entro il 16 gennaio, gli aerei della Coalizione colpirono diverse basi militari distruggendo le forze aeree irachene. Le ostilità continuarono fino a fine febbraio e il 25 gennaio il Kuwait fu ufficialmente liberato.

cms_632/kuwait_emiro_jaberalahmedal_1398767900.jpgIl 15 marzo 1991, l’Emiro del Kuwait rientrò in patria dopo otto mesi di esilio. Nel corso dell’occupazione irachena, circa 1 000 civili kuwaitiani furono uccisi e più di 300. 000 residenti lasciarono il paese. Un alleato storico dell’Iraq, il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh, sostenne l’invasione del Kuwait:a guerra finita, il governo kuwaitiano deportò in massa gli yemeniti presenti nel loro paese.

Massimo Montinari

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