Pentagono conferma ritiro da Siria

Birmania, confermata condanna per giornalisti Reuters - "Il minareto di Aleppo? Lo ricostruirei così" - Effetto shutdown, online ci si vende di tutto - Cuba, si ribalta bus turisti: almeno 6 morti

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Pentagono conferma ritiro da Siria

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Il Pentagono, attraverso l’ufficio del segretario alla Difesa, conferma l’inizio del ritiro delle forze statunitensi dalla Siria. In una nota, si comunica che "è cominciato il processo del ritiro deliberato dalla Siria". Non vengono forniti dettagli relativi ai tempi delle operazioni, a eventuali reparti e luoghi coinvolti. Secondo i media americani, che hanno fatto riferimento a fonti militari, il ritiro al momento riguarda mezzi ma non truppe.

Birmania, confermata condanna per giornalisti Reuters

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Un tribunale di Yangon, in Myanmar, ha respinto oggi l’appello dei due giornalisti dell’agenzia di stampa Reuters, condannati a sette anni di prigione in un processo che ha suscitato l’indignazione globale ed è stato ritenuto un attacco alla libertà di stampa.

Wa Lone, 32 anni, et Kyaw Soe Oo, 28 anni, sono stati condannati in prima istanza a settembre, sulla base di una legge sui segreti di stato mentre indagavano sull’uccisione di dieci persone di etnia Rohingya nel villaggio di Inn Din, durante un’operazione delle forze armate condotta un anno prima nella Birmania occidentale.

Contro il verdetto, criticato in maniera molto aspra a livello internazionale, gli avvocati dei reporter hanno presentato appello nel mese di novembre, denunciando una cospirazione da parte della polizia, ma anche i difetti e l’incapacità della procura per dimostrare gli elementi chiave del reato.

A commentare la vicenda è l’Unione europea, secondo la quale la decisione della giustizia birmana di confermare la condanna dei due giornalisti della Reuters "mette in serio dubbio" l’indipendenza del sistema giudiziario del Myanmar. Bruxelles invita quindi il presidente Win Myint a "rimediare all’ingiustizia".

"La decisione del tribunale di oggi di confermare la condanna dei giornalisti Reuters Wa Lone e Kyaw Soe Oo a sette anni di reclusione è un’opportunità mancata per correggere un errore", afferma un portavoce dell’Ue in una dichiarazione. "È un’altra battuta d’arresto per la libertà dei media, il diritto all’informazione e lo stato di diritto in Myanmar", aggiunge la nota, osservando che la sentenza "si basa su una legge contraria agli standard internazionali sui diritti umani".

"Siamo fiduciosi che il presidente del Myanmar affronterà prontamente questa ingiustizia e assicurerà insieme al governo che la stampa possa adempiere al suo ruolo di pilastro essenziale della democrazia", sottolinea il portavoce dell’Ue.

"Il minareto di Aleppo? Lo ricostruirei così"

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Ricostruire il minareto della moschea degli Omayyadi di Aleppo simbolo della Siria, prima con un modellino in 3D, poi nei suoi 45 metri di altezza. Un obiettivo possibile grazie a un professore in pensione dell’Università Politecnica delle Marche, Gabriele Fangi, i cui rilievi tecnici realizzati prima della guerra risultano fondamentali per portare avanti un progetto volto a ridare identità a una Siria martoriata da quasi otto anni di conflitto. Era l’agosto del 2010 quando Fangi si recò in Siria per documentare, con immagini ad alta risoluzione, il minareto che l’Università di Aleppo aveva provveduto a restaurare tre anni prima, nel 2007. E sono suoi gli unici rilievi fotografici che permettono ora la ricostruzione.

’’Avevo con me un’attrezzatura leggera, una macchina fotografica e un treppiedi, le autorità siriane non mi avrebbero permesso di portare altro - racconta ad Aki Adnkronos International - ma era tutto quello che mi serviva per la fotogrammetria sferica’’. Si tratta di una tecnica messa a punto dallo stesso Fangi, già docente di Topografia e Cartografia all’Università di Ancona, che consiste nell’effettuare rilievi tecnici fotografici ad altissima risoluzione e nel procedere poi alla ricostruzione di un modellino in 3D. Allora era una passione, che ha interessato il minareto di Aleppo come altri 28 monumenti siriani, oggi è una testimonianza vitale. Perché il minareto, patrimonio dell’Unesco costruito nel 1090, è stato distrutto nel 2013 a causa della guerra.

L’ultimo viaggio di Fangi in Siria risale all’ottobre dello scorso anno su invito del ’Syrian Trust for Development’. ’’I lavori di ricostruzione del minareto di Aleppo sono iniziati il primo novembre scorso - ci spiega l’ingegnere - Ci sono circa 1300 blocchi di pietre calcaree da sollevare, identificare, rimettere al loro posto. Non è possibile farlo con tutti, alcuni sono andati distrutti’’. Il rilevamento effettuato da Fangi nel 2010 risulta fondamentale perché ’’dopo il restauro del 2007, le autorità siriane non hanno prodotto alcuna documentazione ad alta risoluzione e si servono delle mie fotografie per procedere all’identificazione’’.

Secondo l’esperto si riuscirà a ’’identificare il 70% delle pietre’’ e si potrà procedere a ricostruirne di ’’nuove nel rispetto del vecchio, in base alle tecniche di restauro’’. In vista anche una collaborazione tra l’Università delle Marche e quella di Aleppo. ’’Il governatore di Aleppo mi ha promesso la cittadinanza onoraria - dichiara - Andrò a insegnare agli studenti come si effettua un rilievo di un monumento’’. Infine, Fangi sottolinea: ’’Sono stato di fatto ospite dal governo, ma il mio unico obiettivo è ricostruire i monumenti siriani. La mia presenza lì non equivale a esprimere un sostegno ad Assad. Vorrei solo la pace per la Siria e che si procedesse per la ricostruzione’’.

Effetto shutdown, online ci si vende di tutto

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C’è chi vende gli attrezzi da lavoro. Chi sacrifica la propria spada di Guerre Stellari. E chi mette all’asta la Bibbia su eBay. Dopo 3 settimane di shutdown, i dipendenti federali non percepiscono l’assegno per lo stipendio di gennaio. Per far fronte all’emergenza, molti hanno deciso di ricorrere ad un piano B: cercare di vendere oggetti di ogni tipo, a qualsiasi prezzo. "Abbiamo bisogno di soldi per pagare le bollette", scrive un ’government worker’, che su Craiglist vende un giocattolo per bambini: "Da Walmart è in vendita per 93.88 dollari. Chiedo 10 dollari".

Per comprendere il quadro, è utile fare riferimento ad un recente report della Federal Reserve. Quattro adulti su dieci, negli Stati Uniti, non avrebbero a disposizione 400 dollari per far fronte ad un’emergenza e dovrebbero indebitarsi. Molti dipendenti federali, oltretutto, sono stati sorpresi dallo shutdown, scattato prima di Natale. La paralisi del governo e il conseguente congelamento degli stipendi sono arrivati come un fulmine a ciel sereno. Ora, bisogna correre ai ripari.

"Devi dare uno sguardo freddo alle cose intorno a te e decidere cosa potrebbe essere venduto a qualcun altro", ha detto Jay Elhard, che aspetta di riprendere il proprio posto come ’media specialist’ nell’Acadia National Park nel Maine. Elhard ha creato un gruppo su Facebook per favorire vendite e acquisti. Anna Cory, bibliotecaria in North Carolina e contractor per la Environmental Protection Agency, amministra sul social network il gruppo ’Government shutdown online yard sale’ e vende libri del 1800. Ognuno, insomma, cerca di arrangiarsi.

A Washington, l’Office of Management and Budget ha incoraggiato i lavoratori a contattare creditori per evitare che i debiti si accumulino e le situazioni si aggravino. La Guardia Costiera, dal proprio sito, ha invitato i propri membri a trovare soluzioni di ripiego: vendite online, babysitting, dogsitting. Quando il Washington Post ha chiesto informazioni, il documento è stato rimosso. I suggerimenti non "riflettono gli attuali sforzi della Guardia Costiera per sostenere la nostra forza lavoro" durante il periodo dello shutdown, ha affermato il tenente Scott McBride, portavoce del corpo. "Pertanto, questa guida è stata rimossa".

Cuba, si ribalta bus turisti: almeno 6 morti

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Tragico incidente stradale a Cuba. Almeno sei persone sono morte e 30 sono rimaste ferite quando il bus sul quale viaggiavano si è ribaltato mentre tentava un sorpasso.

L’incidente è avvenuto nella regione di Guantanamo: il mezzo, della compagnia ’Via Azul’, era diretto all’Avana e a bordo viaggiavano turisti stranieri, dei quali al momento non è stata resa nota la nazionalità.

Redazione

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