Prezzi mascherine e gel (Altre News)

Coronavirus, in crisi turismo religioso: pioggia di disdette - Coronavirus, Salone del Mobile a giugno tra incognite e rischi - La spesa a Roma ai tempi del coronavirus

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Prezzi mascherine e gel,Finanza in sedi Amazon ed eBay

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Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Milano su possibili speculazioni nella vendita online di mascherine, gel igienizzanti, disinfettanti e altri prodotti in qualche modo legati all’emergenza coronavirus, la Guardia di Finanza ha effettuato accessi con acquisizioni di documenti nelle sedi di Amazon e eBay.

La procura di Milano sta valutando eventuali altre acquisizioni di documenti presso altre piattaforme di e-commerce. Il fascicolo era stato aperto d’iniziativa nei giorni scorsi dagli aggiunti Tiziana Siciliano ed Eugenio Fusco, oltre al pm Maura Ripamonti, rispetto ai prezzi esorbitanti per mascherine e prodotti disinfettanti. Quello che si dovrà accertare è quanto i grandi siti online traggano come profitto, così come gli stessi venditori.

"Stiamo offrendo la massima collaborazione alle autorità competenti", fa sapere Amazon. "I partner di vendita -aggiunge il colosso dell’e-commerce- stabiliscono i prezzi dei loro prodotti nel nostro store e abbiamo delle regole per aiutarli a definire tali prezzi in modo competitivo. Monitoriamo attivamente il nostro store". Dagli store "rimuoviamo le offerte che violano le nostre regole", assicura Amazon.

’’La nostra denuncia va a segno e registra una prima vittoria dei consumatori contro gli speculatori" ha detto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. "Era stato infatti proprio il Codacons a presentare nei giorni scorsi un esposto alla magistratura milanese contro i ricarichi folli dei prezzi di gel igienizzanti e mascherine venduti sul web, esposto che ha portato all’operazione odierna. Ci aspettiamo ora che altre 103 Procure della Repubblica e Antitrust si attivino a seguito del nostro esposto avviando controlli a tappeto in tutta Italia contro chi utilizza il coronavirus per speculare sulle tasche degli italiani’’, continua. ’’Ricordiamo infatti che sul web mascherine e gel igienizzanti vengono venduti con aumenti dei prezzi fino al 1700% rispetto ai listini in vigore prima dell’emergenza sanitaria, una speculazione che prosegue ancora oggi - conclude Rienzi - per questo chiediamo alle autorità di disporre l’oscuramento immediato di quelle pagine che sul web proseguono nel lucrare sulle paure dei cittadini’’.

Coronavirus, in crisi turismo religioso: pioggia di disdette

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Il coronavirus manda in crisi anche il turismo religioso. "La situazione è critica, si registra una pioggia di disdette, soprattutto dall’estero e c’è anche chi non prenota in assoluto a lungo termine", spiega all’Adnkronos Fabio Rocchi, presidente del’Associazione ospitalità religiosa. "Un 10% di disdette a breve termine arriva dagli ospiti stranieri, ma si raggiungono picchi del 20% nella capitale, a Firenze e a Venezia. Per l’estate siamo più fiduciosi ma anche in questo caso a fare un passo indietro sono soprattutto gli stranieri. Noi continuiamo a sperare nella provvidenza anche se la situazione è oggettivamente pesante".

Un sondaggio del portale ospitalitareligiosa tra circa 3000 strutture ricettive ha rilevato che il 52% delle strutture ha già ricevuto disdette per i soggiorni già prenotati per marzo e aprile, con punte del 62% nel Nord. Un danno economico rilevante soprattutto per le attività caritatevoli e missionarie che queste strutture alimentano proprio con gli introiti dell’ospitalità.

Per la prossima estate i dati sembrerebbero più rassicuranti: solo il 12% delle strutture lamenta di aver ricevuto qualche disdetta. L’incertezza sull’evoluzione della situazione pesa soprattutto sulle nuove richieste di prenotazione: il 74% dei gestori delle case ne segnala un evidente rallentamento.

Coronavirus, Salone del Mobile a giugno tra incognite e rischi

Nessuno può sapere cosa accadrà da qui ai prossimi due mesi, "E’ una scommessa"

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(Vittoria Vimercati) - Per l’edizione 2020 del Salone del Mobile ai tempi del Coronavirus ci sarà solo la finestra che va dal 16 al 21 giugno. Non c’è un piano B o un’alternativa, perché i mesi di settembre e ottobre sarebbero troppo ravvicinati all’edizione 2021, e alle aziende non converrebbe. Se l’emergenza sanitaria dovesse continuare, il settore del design e dell’arredo dovrà rinunciare alla manifestazione che porta ogni anno a Milano almeno 350mila persone tra turisti e operatori del settore, con un indotto che va dai 120 ai 350 milioni di euro.

Il danno economico per l’Italia sarebbe calcolabile con un impatto sul Pil di almeno 1-1,3 miliardi di euro, secondo le stime di Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo, fiducioso che alla fine il Salone del Mobile si farà, nonostante l’incertezza della situazione. Nessuno sa quanto dureranno il panico e le limitazioni imposte dall’escalation di contagi da Coronavirus, né se alla fine i buyer e gli espositori decideranno di venire lo stesso dall’estero in Italia.

I vertici della filiera, l’indomani del cda che ha deciso per il rinvio dell’evento programmato per aprile con 2.200 espositori, non nascondono la loro preoccupazione. "E’ il momento di stare uniti e aiutare le imprese a superare questo momento gravissimo, non possiamo lasciarle morire", spiegano in coro Orsini e il presidente del Salone del Mobile, Claudio Luti.

La filiera del legno-arredo vale 42,5 miliardi di produzione, dà lavoro a 380mila addetti e 80mila aziende. "Il settore non può permettersi di perdere pezzi perché ogni miliardo che perdiamo - sottolinea Orsini - perdiamo 10mila persone, e se ne perdiamo due le persone diventano 20mila".

Ragionare sui numeri non è facile. Ma chi arriva dall’estero o dal resto d’Italia al Salone di Milano viene soprattutto per vedere e ordinare i nuovi prodotti, contribuendo al fatturato delle imprese della filiera. A sentire gli organizzatori, senza Salone del Mobile si può arrivare a perdere fino a 6-7 miliardi di giro d’affari complessivo quest’anno, circa il 15% del totale. Un salasso che non potrebbe essere compensato da allestimenti ’privati’ nei propri showroom.

Ma il Salone non è solo compravendita. La fiera milanese, la più importante a livello mondiale per il settore, ragiona una designer di Milano, Stefania Ruggiero, "è come una sorta di Capodanno per il sistema. E’ un ciclo che finisce e riparte ad aprile, un modo per capire quali sono i trend, per prendere contatti e capire dove sta andando il settore. Si può fare un paragone con le sfilate nel mondo della Moda, eventi che dettano le tendenze dell’anno successivo".

Nel settore, ha ricordato oggi Luti, non ci sono solo grandi aziende, ma anche piccole e medie imprese italiane. Per il Made in Italy è un’occasione irripetibile di mettersi in mostra. "L’unica cosa che ci hanno chiesto gli imprenditori è non lasciarli soli in questo frangente".

Con il solo rinvio del Salone del Mobile "abbiamo chiesto un atto di responsabilità, di credere nell’economia del Paese, perché non si tratta solo di Milano. Se ci troviamo ad aprile a non aver risolto il problema -ha detto Orsini- non parleremo del Salone del Mobile ma di come tenere aperte le aziende. Non possiamo pensare che all’estero l’Italia sia vista come un Paese che fa fatica a esportare le merci. Il Salone - continua - è formato da eccellenze, che fanno arrivare da 184 Paesi buyer che comprano i nostri prodotti".

Anche per questo, FederlegnoArredo chiederà aiuto all’Ice e al Ministero degli Esteri: "Devono darci una mano a far venire persone da tutto il mondo: giugno diventerà un mese importante per la concentrazione fieristica italiane e dobbiamo chiedere un grande sacrificio a tutti per fare sistema, non possiamo fare da soli". Al Mise sarà chiesto di aprire un tavolo di crisi per il settore degli allestimenti, che resta senza fiere per almeno quattro mesi.

La sovrapposizione del Salone, a giugno, con altre manifestazioni fieristiche è un altro aspetto chiave della vicenda. Pitti Uomo si terrà negli stessi giorni, dal 16 al 19 giugno, e così il Salone dell’Auto di Milano e l’Open-Air Motor Show.

"Abbiamo chiesto a tutti uno sforzo per stare uniti e non compromettere ulteriormente la situazione. E’ una scommessa, noi ci crediamo", ripetono Luti e Orsini. Da domani si comincerà a riprogrammare tutto. Gli albergatori di Milano, nel frattempo, secondo i dati dell’associazione Atr, hanno già registrato un tasso di cancellazioni per il mese di marzo pari all’80%. Chi ha prenotato ad aprile per gustarsi Salone e FuoriSalone e sta pensando di disdire può, per ora, limitarsi a spostare il suo viaggio a giugno, in attesa del volgere degli eventi.

La spesa a Roma ai tempi del coronavirus

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Scaffali vuoti per gel disinfettanti e alcol come succede con quelli delle offerte. Basta farsi un giro per qualche supermercato di Roma per avere subito l’idea di uno degli effetti immediati della cosiddetta emergenza coronavirus nella Capitale. Qualcuno non si lascia prendere dalla psicosi, ma c’è anche chi riempie il carrello e li vedi traboccanti di pasta e farina. "Fanno le scorte" ridacchia la ragazza alla cassa, parlando sottovoce. "Dicono che, prima o poi, arriva anche qua". "L’altro giorno una ha preso tutto l’espositore, gli ho chiesto di lasciarmi una boccetta, per me". Disinfettanti ricercatissimi anche dove meno te lo aspetteresti."Che c’avete l’Amuchina?" chiede una signora entrando in un negozio di commercianti cinesi, uno dei tanti in città, mentre la proprietaria le indica un distributore gigante proprio all’entrata, disponibile per tutti i clienti. Non manca poi qualche atto di insofferenza. "Che dice sta’ signora da Pechino? Che la mia spigola non è fresca? Con quello che se mangiano loro" sbotta la pescivendola del mercato rionale, attirando qualche risatina. "Ma ha parlato nella sua lingua, come l’ha capito?" ribatte una cliente, facendole notare che ora, se si parla di contagi, "’cinesi’ siamo un po’ anche noi".

Redazione

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