Pugno di ferro sulla legge di bilancio

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Ancora controversie tra Ue e governo italiano, il quale sembra irremovibile dalla sua posizione riguardo la manovra finanziaria dell’Italia per il 2019. Secondo le dichiarazioni del commissario del Bilancio Ue, Günther Oettinger, nell’edizione online di Der Spiegel, le misure e le condizioni previste dalla manovra non sarebbero « compatibili con gli impegni che esistono nell’Unione Europea », e lo stesso Oettinger tiene a precisare in un suo successivo tweet : "E’ mia opinione personale che, sulla base delle cifre, probabilmente dovremo chiedere all’Italia di correggere la bozza di bilancio. » La risposta del commissario agli Affari economici e monetari , Pierre Moscovici, in effetti non tarda ad arrivare, ed esprime il disaccordo della Commissione, definendo la manovra,una "deviazione senza precedenti nella storia del Patto di Stabilità e Crescita". Si attende in effetti con ansia la risposta del commissario agli Affari economici e monetari , Pierre Moscovici, che seppur non sia avvertita dai nostri rappresentanti come un rischio per il porsi in essere della manovra, sarà una conferma formale del disaccordo espresso dalla Commissione e un modo per definire i rapporti con l’Ue.

In tutti i casi la lettera di Moscovici, non conterrà nessuna controproposta ma si limiterà a segnalare gli elementi della manovra che non rispettano i parametri fissati dai Trattati internazionali. Con questo atto la Commissione si dichiara in attesa di risposte e chiarimenti ai rilievi mossi sulla manovra entro le 12 del 22 ottobre prossimo, scadenza fissata oggi da Bruxelles. Ma il governo non si lascia intimorire e rimane fermo nella sua posizione, rispondendo univocamente che l’Italia non è più disposta a sottostare al regime dell’austerity.

"Siamo convinti della manovra, non la cambieremo.Smettetela e lasciate che il governo italiano lavori per gli italiani" dice da Mosca il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Di Maio ribadisce « un rifiuto a prescindere è intollerabile. Gli impegni saranno rispettati, ma non si può più morire di austerità », e critica il comportamento di Oettinger, per le sue dichiarazioni fuori luogo.

Lo stesso presidente del consiglio, Conte, dichiara in un punto stampa prima del bilaterale con la cancelliera tedesca Angela Merkel : "Se c’è un margine per cambiare la manovra? Noi l’abbiamo studiata molto bene, quindi direi che non c’è" ; aggiungendo di essere consapevole del fatto che la manovra non rispecchi ciò che aspettava la Commissione Europea, e affermando che le prime reazioni di evidente diffidenza sono comprensibili, allo stesso tempo si dimostra fortemente fiducioso nell’operato del nostro esecutivo.

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Da Bruxelles infatti, il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire riassume in una breve dichiarazione i timori che accomunano gli altri paesi dell’Eurozona riguardo la questione, affermando : « il ripiegamento su se stessi, decisioni prese senza alcuna considerazione per i partner non porteranno assolutamente da nessuna parte, non faranno che indebolire la zona euro. », riferendosi nel concreto al deficit al 2,4% . Ma ’Il nostro obiettivo - ribadisce Tria - è la crescita e la riduzione del debito pil’’ e la manovra va in questa direzione; ’’lo spiegheremo alla commissione. Ascolteremo le osservazioni e andremo avanti in questo dialogo’’. L’Italia, ha aggiunto Tria, ’’rimane uno dei paesi fondamentali dell’Europa’’

Nonostante l’appartenenza all’Europa rimanga imprescindibile nel programma di miglioramento delle condizioni socio-economiche dei cittadini italiani ed europei in senso lato, e l’impegno dell’Italia per l’unione economica e bancaria resti immutato, è anche vero che si necessita un cambio di rotta per il progetto di un’Europa più forte e più equa. La strada dell’austerity infatti ha solo causato un crollo del livello di apprezzamento degli italiani, come dimostra l’ultimo sondaggio dell’Eurobarometro condotto tra 27.474 cittadini europei dai 16 anni in su, in tutti e 28 gli Stati membri. I risultati positivi per la maggior parte dei paesi europei, dove il 68% dichiara di aver tratto profitto dall’appartenenza all’eurozona, non rimangono invariati per l’Italia, dove il 44% affermerebbe il contrario ; una percentuale inferiore anche a quella di una Gran Bretagna che si approccia ad un uscire dall’Ue, paradossalmente con un 53% favorevole a restarci. Conte quindi ribadisce che prima delle elezioni di maggio, l’Europa dovrà offrire « risposte improcastinabili » su 4 questioni centrali : gestione condivisa dei flussi migratori, nodo Brexit, stabilità economica e finanziaria della governance dell’Eurozona, e il negoziato per un nuovo bilancio Ue pluriennale.

Federica Scippa

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