Questa “cara” istruzione

Estate, pensando alla scuola

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In questi caldi giorni d’estate fa una certa impressione notare, all’ingresso degli ipermercati dei centri commerciali, il materiale scolastico ossia zaini, diari, quaderni, risme di fogli, penne e quant’altro. Come mai con largo anticipo si pone all’attenzione del consumatore una siffatta merce sebbene siano da poco iniziate le vacanze? Pensare alla scuola per i giovani studenti è ancora presto a differenza dei loro genitori. Alle tasche degli italiani pesano infatti non solo le belle e nutrite liste di materiale scolastico, ma anche i libri di testo. Essi costituiscono l’aspetto più consistente delle spese inerenti la scuola. Come attesta il Miur” Il libro di testo è lo strumento didattico ancora oggi più utilizzato mediante il quale gli studenti realizzano il loro percorso di conoscenza e di apprendimento. Esso rappresenta il principale luogo di incontro tra le competenze del docente e le aspettative dello studente, il canale preferenziale su cui si attiva la comunicazione didattica. Il libro di testo si rivela uno strumento prezioso al servizio della flessibilità nell’organizzazione dei percorsi didattici introdotta dalla scuola dell’autonomia.

È un dato di fatto che le famiglie italiane debbano mediamente sborsare, secondo Federconsumatori, 350 € a figlio per affrontare il caro libri. Una ragione in più questa per incoraggiare la vendita on line di libri usati permettendo in questo modo una spesa più contenuta. Certo bisogna considerare le nuove adozioni dei testi scolastici e su queste non c’è possibilità di appello.

Le famiglie dunque giocano d’anticipo: nonostante la scuola debba ancora iniziare, quasi il 70% degli intervistati dal sito specializzato “ha affermato di essersi già attivato per cercare i testi per il prossimo anno. Gli altri aspetteranno ancora un po’, per capire come spendere meglio i propri soldi; il 4% spera di usufruire del comodato - destinato a famiglie economicamente più disagiate - qualora venisse organizzato dalla propria scuola.

Ma quale sarà il mercato di riferimento, quello del nuovo o dell’usato?

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Il primo resta la scelta privilegiata: il 39% degli studenti ha infatti deciso di comprare libri "tutti nuovi", specialmente se frequentano le scuole medie. Va poi aggiunto un 23% che dichiara di volerli acquistare "prevalentemente" di prima mano. Il testo di seconda mano mantiene comunque il suo mercato. In base alle risposte dei ragazzi, il 7% delle famiglie è orientato a comprare solo libri usati, mentre il 31% cercherà di averli in prevalenza usati”.
Sforziamoci di considerare questa spesa come un investimento nell’impiego del tempo dei nostri ragazzi se non altro perché l’uso intelligente, che un libro di testo nuovo o usato possa assegnare a chiunque si accosti ad esso con l’intenzione di studiare, sia la garanzia per costruire un futuro migliore.

Come dichiara la Costituzione italiana: lo Stato si fa garante “del riconoscimento del diritto allo studio anche a coloro che sono privi di mezzi, purché capaci e meritevoli mediante borse di studio, assegni ed altre provvidenze.(art. 34, comma 3).

Non si taglino dunque i fondi all’erogazione gratuita dei libri di testo alle famiglie bisognose!

Ester Lucchese

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