RICORDANDO IL PASSATO MA PUNTANDO AL FUTURO

Celebrato a Taranto il QUARANTENNALE dei CONSULENTI DEL LAVORO

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Nei giorni scorsi, a Taranto, si è celebrato il quarantennale servizio alla Comunità da parte dei Consulenti del Lavoro divenuti categoria in base all’Ordine istituito dalla legge n.12 dell’11/1/1979.Poichè, “alla stregua di un popolo che non ha futuro senza ricordare la sua Storia, anche una Categoria non può guardare avanti se non ha memoria del suo passato”; i festeggiamenti sono stati all’insegna dell’evoluzione raggiunta nel presente attraverso il ricordo del passato ma con una proiezione verso le conquiste di un prossimo futuro.

Quindi, è stato ricordato che il progenitore del Consulente del Lavoro era nato con una legge del 1915, essendone stato stigmatizzato il ruolo nel 1964 sino alla costituzione della categoria che, appunto nel 1979, aveva previsto step di tirocinio- praticantato ed esame di Stato.

Successive variazioni, negli anni, sono confluite nei regolamenti del Consiglio Nazionale e Provinciale e, nel 2012, è intervenuta l’assicurazione obbligatoria e la divisione della Deontologia fra organi Amministrativi Giudiziari e di Disciplina.

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Applicando le disposizioni di legge in nome e per conto dell’imprenditore, il Consulente del Lavoro è andato distinguendosi per la qualità delle prestazioni di mediazione, ampliando gli orizzonti professionali che la categoria si è conquistata secondo i riconoscimenti legislativi riguardanti una posizione centrale che non impedisce di essere terzi rispetto al mondo del lavoro e all’impresa.

Infatti, trattandosi di una professione di prossimità alla gente e alle Comunità, si riporta alle necessità dei lavoratori cercando di integrarli in prospettive sempre più gratificanti attraverso il collegamento delle dinamiche delle imprese al mondo del lavoro, con il supporto del mondo digitale e il suo compendio di abilità nel raccogliere, analizzare comprendere e produrre contenuti utilizzando le competenze tecnologiche.

cms_14905/4v.jpgPertanto, sostanzialmente, un compito di assistenza e di controllo si è sommato alla applicazione della normativa giuslavorativa, in base ad una evoluzione che richiede una professionalità articolata; per cui, a partire dal 2007, si è prevista la necessità di formazione superiore con il conseguimento di un titolo di studio universitario per l’apertura a funzioni sempre più complesse.Così, il Decreto Legislativo n.276/2008 all’art.6 ha riconosciuto che, su delega del Consiglio Nazionale, la mediazione del Consulente del Lavoro potesse essere coniugata facendo ricerca e formazione non più solo al servizio di imprese ma aprendosi ad altre utenze, come quelle in ambito del diritto allo studio e nella ricerca del lavoro con la previsione, addirittura, di consentire di istituire anche uffici di collocamento.

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Altrettanto, con legge n.92/2012 sono state previste Commissioni multifunzionali con compiti di certificazione di intervento nei contratti e nella conciliazione per dirimere situazioni conflittuali con l’assistenza del lavoratore davanti all’Ispettorato del Lavoro; mentre, anche nel Job Act si sono previste attribuzioni di pattuizioni circa le clausole del part time.

Da ultimo, in base al Decreto Legislativo n.14 del 12/1/2019, il Consulente del Lavoro è stato inserito nell’albo dei soggetti curatori e controllori della procedura di insolvenza nel codice di crisi dell’impresa; per cui, il marchio di legalità ASSE.CO implica che lo Stato possa affidarsi a questi soggetti consulenti per sovvenire alle carenze di personale Ispettivo del Lavoro; mentre, le imprese asseverate entrano in una white list che gli utenti possono consultare per la ricerca di servizi affidabili.

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Non da meno, un importante ruolo nella evoluzione della professione è stato quello della comunicazione grazie alla Fondazione Studi per l’approfondimento della ricerca scientifica attraverso i media. Al riguardo, l’art.4 dello Statuto della categoria dei Consulenti del Lavoro prevede l’investimento nel Welfare e in attività di oltre 100 ore di formazione per fare comprendere e metabolizzare le funzioni conquistate in tema di sicurezza lavoro, welfare aziendale, consulenza e pianificazione previdenziale in base a tutele equiparate del lavoro subordinato e di quello autonomo.

In definitiva, concorrendo tutto ad una professione di grande spessore finalizzata ad un migliore orientamento del lavoratore, in ambito di condizioni di sviluppo del territorio basato su una economia sana per sfide sempre più importanti.

Rosa Cavallo

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