Raid dei Casamonica in un bar di Roma

La procura apre un’inchiesta

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La Repubblica riporta alla luce un episodio accaduto un mese fa, il giorno della domenica di Pasqua. Due esponenti del clan mafioso dei Casamonica, Antonio Casamonica e il cugino Alfredo di Silvio, sono entrati in un bar di via Salvatore Barzilai, nella zona della Romanina (periferia sud-est di Roma), chiedendo con arroganza di essere serviti per primi. I malviventi avrebbero aggredito e frustrato con una cintura una donna disabile, al suo tentativo di chiamare la polizia, per poi provocare danni all’interno del locale, rompendo persino una vetrina.

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“Qui comandiamo noi, non te lo scordare: questa è zona nostra. Ora questo bar lo devi chiudere, altrimenti sei morto":queste sono state le minacce che gli esponenti del clan avrebbero rivolto al barista, un romeno di 39 anni, poi massacrato di botte dai due. Ma l’uomo non ci sta: ha trovato comunque il coraggio per denunciare gli aggressori, vincendo la paura di ulteriori ritorsioni e minacce. Infatti, un parente dei colpevoli, nonno Enrico, sarebbe ritornato nel bar con queste parole: "Ritira immediatamente tutte le accuse o morirai". L’uomo ha chiuso l’esercizio commerciale per due giorni, per poi far emergere la vicenda, ora al vaglio degli inquirenti.

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Io non ho paura, non l’ho mai avuta. A prescindere da chi sono e di chi è la nazionalità - ha dichiarato la moglie del titolare del bar, sottolineando l’aiuto della donna disabile che si era ritrovata nel bel mezzo del raid il giorno di Pasqua - La signora è tornata qui anche nei giorni dopo, la ammiro perché è l’unica che ci ha aiutato. Mio marito sta bene adesso, noi non abbiamo niente contro nessuno, ma chi ha sbagliato deve pagare. L’unica cosa giusta da fare in questi casi è chiamare le forze dell’ordine e denunciare”.

La polizia si sta occupando delle indagini, anche grazie all’aiuto di alcune telecamere sul bancone del bar che hanno ripreso l’aggressione al proprietario dell’esercizio commerciale. Non è escluso che la vicenda possa essere sottoposta al vaglio del distretto dell’Antimafia.

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I Casamonica vantano più di mille affiliati e un patrimonio di 100 milioni di euro. Sono riconosciuti per le loro azioni eclatanti, nel voler affermare la loro supremazia. Tre anni fa, nell’agosto del 2015, organizzarono uno sfarzoso funerale per la dipartita dello zio Vittorio, con tanto di carrozze ed elicotteri.

Anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi, condanna l’episodio, ponendosi l’arduo obiettivo di scacciare la mafia dalla capitale.

Francesco Ambrosio

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