Riduco le tasse e poi ti frego

Come aumentare i tributi proclamando il contrario

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L’atteggiamento di Renzi è sempre più berlusconesco. È evidente che della eventuale scissione all’interno del partito di cui è segretario non gli importa nulla, perché punta a blobizzare l’elettorato del re delle tv e a raccoglierne l’eredità. Questa tendenza a emulare il maestro si manifesta anche nella promessa sbandierata di diminuire l’Irpef e bloccare la tendenziale impennata dell’Iva se ritornasse a governare. Non è difficile prevedere che questi proclami saranno seguiti anche da altri pretendenti al trono, per il semplice motivo che arrivare alla formale diminuzione di specifici tributi è la cosa più semplice del mondo e ci potrebbe arrivare persino Pulcinella per strappare sorrisi a qualche credulone.

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Difatti, come afferma giustamente Il Fondo Monetario Internazionale, L’Italia e’ un ’’tipico esempio di Paese con un alto rapporto tra Pil e debito pubblico’’: ’’e’ una nazione che ha poco o niente spazio fiscale’’ (Fonte Ansa del 31 Gennaio scorso), sicché la pressione fiscale complessiva in Italia non può diminuire in alcun modo. Ne consegue che, ad una eventuale riduzione dell’Irpef, mettiamo di uno o due punti percentuali, deve far seguito una compensazione con delle entrate che prendano il posto di quelle perse. Altre imposte, nuove tasse? Giammai, gli autori di tali malefatte sarebbero a buona ragione definiti trecartisti, e la cosa gli si girerebbe contro. Il trucco, in realtà, è semplicemente quello di utilizzare circolari più o meno ufficiali per interpretare la sterminata pletora di disposizioni tributarie esistenti in funzione di maggiori poteri in mano ai burocrati, anche con incentivi personali, per la ricerca di ogni genere di cavillo finalizzato ad applicare duramente le norme che già sono belle e pronte.

cms_5450/3.jpgGli esempi sono molteplici, di cui i più eclatanti sono i tentativi della Agenzia delle Entrate che, attraverso solerti funzionari che partoriscono sempre più spesso avvisi di accertamenti infondati, portano molti cittadini a concordare sanzioni ingiuste per timore di imbarcarsi in costosi e comunque aleatori giudizi tributari, come dimostrano i ripetuti servizi di “striscia la notizia”. Proprio Renzi, con atti più lineari ma comunque nel solco di queste manovre di recupero surrettizio di imposte senza aumentarle in linea di principio, ha elevato da venti a trent’anni il tempo per ritenere le auto e moto “d’epoca”, così da far rientrare nel pagamento della tassa di possesso chi prima era esentato (aumentando le difficoltà di quel mercato di nicchia ma vivace), e si è poi inventato di far pagare il canone tv attraverso l’inserimento nella bolletta Enel, scoraggiando così migliaia di cittadini, che pure avrebbero diritto di non pagarla, dal lamentarsene, onde evitare i soliti accertamenti, contestazioni e diatribe giudiziarie infinite.

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Da ultimo ci si sono messi anche taluni Cancellieri dei Tribunali che, al momento di controllare gli atti giudiziari al fine di verificare il pagamento del contributo unificato, cioè della imposizione fiscale che grava per affrontare un giudizio a seconda del valore, forzano il testo di norme e circolari e si attribuiscono il potere assoluto di decidere se il valore del giudizio è diverso da quello dichiarato per farlo rientrare nello scaglione più alto, e quindi più costoso (prima o poi i costi stellari delle iniziative giudiziarie concauserà il ritorno a farsi giustizia da soli, fuori dalle aule di Tribunale dove resterà solo l’eco dei tacchi dei Giudici che se ne andranno a meglio impiegare il loro tempo). Anche qui si cede per timori di altri costi giudiziari ancor più gravosi. Stesso discorso vale per la stretta alle contestazioni per qualsiasi inezia venga commessa dagli automobilisti. Tutto fa brodo, insomma. I casi sono certamente in via di proliferazione e ne vedremo sempre più delle belle, con molta amarezza, forse, ma con la consolazione di sapere che chi dice che pagheremo meno tributi è figlio di Pulcinella. Anzi, di Pinocchio.

Nicola D’Agostino

Tags: fisco, renzi, berlusconi

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