Riforma referendum, sì a quorum al 25%

Carige, Di Maio ai commissari: "Pubblicare elenco debitori" - Pronto il ’blocca trivelle’ - Morta la giornalista Paola Nappi

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Riforma referendum, sì a quorum al 25%

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"E’ stata una sorpresa, noi non ne sapevamo nulla anche se era noto che la Lega voleva il quorum". Stefano Ceccanti racconta che il via libera dei 5 Stelle al suo emendamento per inserire un quorum nel referendum propositivo è arrivato stamattina a sorpresa. La Lega lo chiedeva dall’inizio e aveva proposto una soglia del 33 per cento. I 5 Stelle non erano d’accordo. Alla fine, la mediazione sulla proposta dem che mette in scena, per la prima volta, un patto maggioranza-opposizioni.

L’emendamento Ceccanti prevede che, per essere valido, un referendum sia abrogativo che propositivo dovrà ottenere almeno il 25 per cento dei sì degli aventi diritto. "Il 25% che il mio emendamento inserisce sia per il referendum propositivo sia per quello abrogativo non è un quorum di partecipazione, è un quorum di approvazione: in altri termini i Sì, oltre che essere superiori ai No, dovrebbero essere almeno 12,5 milioni - spiega Ceccanti - dato che gli elettori sono 50 milioni. Mi sembra un passaggio molto positivo, visto che in precedenza il quorum era zero".

I 5 Stelle, nonostante la marcia indietro rispetto alle intenzioni di partenza, si dicono comunque soddisfatti. "Sulle riforme il Governo del cambiamento ha sempre inteso favorire il più ampio consenso possibile. Riteniamo doveroso ascoltare tutte le forze politiche, soprattutto di opposizione, perché la Costituzione non si modifica a colpi di maggioranza", ha detto il ministro Riccardo Fraccaro smentendo le voci su un presunto scambio tra Lega e M5S su riforme e legittima difesa. "Smentisco che ci sia uno scambio tra riforme costituzionali e legittima difesa tra M5S e Lega. Anzi, questi retroscena mi offendono profondamente".

I 5 Stelle sottolineano l’esigenza di ascolto delle opposizioni visto che si tratta di materie costituzionali. "La Costituzione è di tutti e per questo - dice la relatrice Fabiana Dadone - occorre che la maggioranza sia aperta non solo all’ascolto delle opposizioni, ma è necessario che la maggioranza cerchi di costruire l’accordo più ampio possibile anche a costo di sacrificare alcune delle sue ragioni".

Più che soddisfatta, ovviamente, la Lega. Siamo di fronte a "un risultato doppiamente positivo: nella sostanza e nel metodo", dice Igor Iezzi, capogruppo in commissione Affari costituzionali. "Il 25%, così come prevede l’emendamento Ceccanti - spiega - è, dal nostro punto di vista, ancora più ’forte’ del 33%, di quanto prevedevamo noi: è vero che si abbassa la soglia dei votanti richiesti perché la consultazione sia valida, ma ora se vanno a votare il 44% degli elettori e nelle urne i favorevoli si ’fermano’ al 24% il referendum non passa, mentre nel caso del quorum al 33% previsto dalla Lega, votando ad esempio proprio il 33% per passare il referendum avrebbe avuto bisogno solo del 17,5% più uno dei voti degli italiani alle urne".

Per Iezzi poi "va sottolineato che per una materia così delicata stiamo evitando errori del passato", cioè l’approvazione a colpi di maggioranza. Ed inoltre procedendo punto per punto e non con una riforma costituzionale complessiva potrebbe essere più facile raggiungere l’obiettivo, si spiega. Il voto sull’emendamento Ceccanti, sul quale oggi è stato dato parere positivo dalla relatrice Dadone, dovrebbe essere votato domani in commissione Affari Costituzionali. Con questa proposta il referendum sulle trivelle, quello del ’ciaone’ del renziano Ernesto Carbone, che era sostenuto dai bersaniani e osteggiato da Matteo Renzi, sarebbe passato.

Carige, Di Maio ai commissari: "Pubblicare elenco debitori"

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(Ileana Sciarra) - "Chiederò formalmente, e lo faccio ora pubblicamente, ai commissari di Carige di pubblicare l’elenco dei debitori della banca. Vogliamo capire per chi e per quali ragioni Carige è stata ridotta in quello stato, se c’è un caso De Benedetti come per Mps". Lo dice in una intervista all’Adnkronos il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. "Se i commissari non vorranno farlo - rincara la dose - chiederò alla presidente della commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco, di convocarli ed esigere l’elenco in sede parlamentare. Tutti devono sapere perché Carige versa in queste condizioni, di chi sono le responsabilità".

"Sul caso Carige, quel che posso dire - continua - è che crediamo nella nazionalizzazione, l’unico intervento che si può fare, l’unica strada percorribile per il M5S. Il popolo sovrano si riappropria delle banche: questo è il primo caso in Europa in cui ci riprendiamo" un istituto di credito "per dare prestiti alle imprese e mutui più agevolati alle famiglie". Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico risponde anche alle accuse di ’copia incolla’ dei dl Gentiloni su Mps e Banche venete. "Non ho mai visto una svista simile sui giornali, mi spiace che anche Mentana ci sia caduto - afferma - La prima pagina del dl è uguale perché, come in tutti i decreti, ci sono i richiami alle norme esistenti".

PARAGONE A CAPO COMMISSIONE INCHIESTA BANCHE - Parlando della commissione di inchiesta sulla banche, Di Maio osserva: "La Camera deve chiudere subito questa partita e nominare al più presto i membri" della commissione che "è uno degli organismi parlamentari più importanti. Noi - annuncia - candidiamo presidente Gianluigi Paragone: stando infatti agli accordi, la presidenza di questa commissione va al M5S". "Spero che Paragone convochi subito, per prima, Bankitalia e non ho dubbi lo faccia - va avanti - A Via Nazionale va chiesto conto di quel che ha combinato in questi anni, della mancata sorveglianza che è sotto gli occhi di tutti".

CONSOB - Di Maio scioglie poi pubblicamente la riserva sul nome del M5S e della Lega per la presidenza Consob. "E’ Marcello Minenna", dice il vicepremier, confermando che l’accordo con l’alleato di governo sulla presidenza dell’autorità per il controllo delle attività delle società e della Borsa è cosa fatta. "Bisogna muoversi. Non mi fa star tranquillo che in Consob e Bankitalia ci siano ancora i componenti che hanno assistito a tutto questo - aggiunge poi riguardo al caso Carige - e che dubito abbiano vigilato come dovevano".

Pronto il ’blocca trivelle’

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Pronto l’emendamento ’blocca trivelle’ che sarà presentato nel Decreto Semplificazione. Grazie a questa moratoria, "sarà impedito il rilascio di circa 36 titoli attualmente pendenti compresi i tre permessi rilasciati nel mar Ionio". Così in una nota il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’Energia, Davide Crippa.

"Si è concluso ieri - spiega - il lavoro del governo sull’emendamento al Decreto Semplificazione in cui si afferma che ’le attività upstreamnon rivestono carattere strategico e di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità’. Tale indicazione rientra pienamente nel programma del Governo del Cambiamento orientato alla decarbonizzazione, con la sostituzione di petrolio e derivati e l’utilizzo delle fonti rinnovabili per il raggiungimento della sostenibilità e dell’indipendenza del sistema energetico nazionale".

L’emendamento, aggiunge Crippa, "prevede l’introduzione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (Ptesai), strumento già in programma da tempo, e la rideterminazione di alcuni canoni concessori. Il Piano andrà definito e pienamente condiviso con Regioni, Province ed Enti Locali e individuerà le aree idonee alla pianificazione e allo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburisul territorio nazionale e quelle non idonee a tali attività. Questo per assicurare la piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio nazionale e per accompagnare la transizione del sistema energetico nazionale alla decarbonizzazione".

Inoltre, rileva Crippa, "l’emendamento prevede, a tutela di tutte le parti in causa che, fino all’approvazione del Ptesai, con un termine massimo di tre anni, saranno sospesi i permessi di prospezione e di ricerca già rilasciati, nonché i procedimenti per il rilascio di nuovi permessi di prospezione o di ricerca o di coltivazione di idrocarburi. Grazie a tale moratoria, sarà impedito il rilascio di circa 36 titoli attualmente pendenti compresi i tre permessi rilasciati nel mar Ionio. L’emendamento verrà discusso nei prossimi giorni in Commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavori Pubblici, Comunicazioni".

Morta la giornalista Paola Nappi

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E’ morta la giornalista televisiva della Tgr Rai Paola Nappi. Aveva 55 anni e alle spalle una carriera da cronista e inviata. L’annuncio della scomparsa è stato dato dal segretario generale della Fnsi Raffaele Lorusso, dal presidente dell’Assostampa Toscana Sandro Bennucci e dai componenti degli organismi dirigenti della Federazione nazionale della Stampa e dell’Associazione Stampa Toscana, che "partecipano affranti al dolore della famiglia e dei colleghi della Rai per la scomparsa, dopo sette anni di sofferenze, della collega Paola Nappi". I funerali i svolgeranno venerdì 11 gennaio, alle 15, nella chiesa di Santa Lucia ad Antignano, a Livorno.

Paola Nappi si sentì male sul lavoro, il 13 febbraio 2012, mentre stava seguendo all’Isola del Giglio il dramma del naufragio della Concordia. Fece l’ultimo servizio per il Tg del primo pomeriggio e in serata fu colta da malore. Le sue condizioni apparvero subito gravi. Da quel momento non solo non è più riuscita a lavorare, ma si può dire che non si sia più ripresa.

"La notizia della sua scomparsa colpisce l’intera categoria e dimostra, qualora ce ne fosse stato bisogno, il tipo di stress e di sacrificio ai quali sono sottoposti i giornalisti in prima linea" si legge in una nota del sindacato dei giornalisti. Ast e Fnsi "si stringono al babbo di Paola Nappi, il nostro collega Roberto, e a tutta la famiglia nel ricordo di una donna e di una giornalista solare, esempio di dedizione profonda al suo lavoro".

Redazione

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