Ripresa delle cure per Vincent Lambert

La Corte d’appello di Parigi si è pronunciata

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(Fonte AGI) - Per dieci lunghi anni, Vincent Lambert, in seguito ad un catastrofico incidente stradale avvenuto nel 2008, ha ricevuto incessanti cure volte a garantire la sua sopravvivenza, seppur in uno stato totalmente vegetativo. Al centro di un caldo dibattito riguardo il tema dell’eutanasia, Vincent è divenuto simbolo della lotta contro la fine assistita della vita per la Francia. Negli ultimi giorni però, la decisione irremovibile dei medici di Lambert, largamente supportata da moglie, nipote dell’uomo, fratelli e sorelle: staccare la spina, interrompere idratazione e alimentazione per il paziente, risulta essere la via migliore da percorrere per evitare l’accanimento terapeutico. “Dopo tanti anni è un sollievo” afferma Francois, nipote di Vincent.

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I genitori, invece, più vicini ai cattolici integralisti della Fraternità sacerdotale San Pio X, sono assolutamente contrari all’eutanasia. “Sono dei mostri, stanno uccidendo Vincent”, queste le parole della madre di Lambert, in preda alla disperazione. I legali della coppia chiedono la radiazione dall’albo del medico curante di Vincent, il dottor Sanchez, per la scelta intrapresa senza alcun preavviso, la cui notifica per Pierre e Viviane Lambert è avvenuta solo tramite mail. Nessun appoggio da parte della Corte europea dei diritti umani che rifiuta il ricorso dei genitori, né tantomeno dal Presidente Macron, che si pronuncia non adeguato a prendere questa decisione. Il procedimento di eutanasia è stato avviato lunedì 20 maggio in mattinata, ma a sorpresa, nel corso della giornata, è arrivato il responso della Corte d’appello di Parigi, che dopo aver accolto il ricorso della coppia ha stabilito la ripresa delle cure per Vincent.

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Si tratta di un tema estremamente delicato, sui cui in molti si sono pronunciati, proponendo differenti e contrastanti opinioni. Le comunità minori di cristiani, per esempio, a differenza delle posizioni dominanti della Chiesa cristiana-cattolica, credono fortemente nella sacralità dell’esistenza umana, ma mettono in discussione la lotta ostinata per mantenere in vita individui la cui dignità è stata malauguratamente intaccata da malattie terminali o stati comatosi. Indiscutibilmente drammatica e sconvolgente la responsabilità di dover scegliere per la vita o la morte di una persona amata. Al riguardo si prouncia anche Papa Francesco, senza alcun riferimento esplicito alla vicenda di Lambert: “Preghiamo per chi vive in stato di grave infermità. Custodiamo sempre la vita, dono di Dio, dall’inizio alla fine naturale. Non cediamo alla cultura dello scarto”.

Elena Indraccolo

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