Riunione fiume a Palazzo Chigi. Nodo tetto contante

- Dl Fisco, malumori M5S su Conte per tetto contanti - Zingaretti: "Pd leale e unitario, non subalterno - Conte e l’sms a Gualtieri: "Coraggio su lotta a evasione o inutile andare avanti" " - Renzi-Salvini, duello esplosivo

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Riunione fiume a Palazzo Chigi. Nodo tetto contante

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Riunione di ore a Palazzo Chigi. Un Cdm fiume perché, come spiegano fonti di governo all’Adnkronos, "si è voluto fare tutto questa sera: documento di programmazione, decreto fiscale, manovra". Un esame corposo, capitolo per capitolo. L’intenzione, a quanto si riferisce, è quella di approvare stanotte tutto il ’pacchetto’, dl fiscale compreso. Si andrebbe al ’salvo intese’ solo "per alcuni dettagli, cifre interne di singoli ministeri" inerenti alla legge di Bilancio. In particolare, a quanto viene riferito, tra i punti in discussione resta quello del tetto al contante.

"Lotteremo contro l’evasione fiscale come mai fatto prima - ha scritto su Facebook il premier Giuseppe Conte - Non posso accettare che gli italiani onesti paghino più tasse per colpa di coloro che non le pagano affatto. E fino a quando ci sarò io, questa sarà una priorità assoluta dell’azione di governo".

’BONUS BEFANA’ - Torna il ’bonus Befana’, il ’cashback’ per premiare chi effettua pagamenti con moneta elettronica, rinunciando all’uso del contante. Scatterà a partire dal 2021, la copertura - 3 miliardi o oltre - sarebbe già stata individuata per lo più dalla lotta all’evasione. Non solo. Tutto ciò che verrà recuperato dalla guerra al sommerso finirà in un fondo ad hoc per il cashback, alimentando così un circolo virtuoso: più moneta elettronica usi più avrai diritto a un saldo ’corposo’, le risorse per far scattare la premialità pescate proprio dalla lotta al nero. Ai 3 miliardi di coperture individuate, si andranno dunque ad aggiungere le ulteriori risorse finite nel fondo alimentato dal contrasto all’evasione.

La misura sarebbe stata fortemente voluta dal premier Conte, che avrebbe trovato una sintesi con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per trovare spazio alla norma in legge di bilancio. Va dunque inquadrata nel pacchetto di misure su cui Conte si starebbe battendo in prima persona per contrastare l’evasione. Tra queste va inquadrato l’abbassamento del tetto all’uso del contante da 3000 a mille euro, misura che ha generato diversi malumori in maggioranza.

Conte e l’sms a Gualtieri: "Coraggio su lotta a evasione o inutile andare avanti"

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"Caro, sull’evasione deve essere una rivoluzione, che deve cambiare i comportamenti dei cittadini...". Comincia così l’sms, riportato dal Corriere.it, con cui Giuseppe Conte ha spronato il ministro dell’Economia e i tecnici del Mef a raschiare il fondo del barile e scovare i soldi necessari per chiudere in tempo la manovra. Tre miliardi di extragettito fiscale, saltati fuori all’ultimo minuto anche grazie all’asse tra il presidente del Consiglio e il dem Roberto Gualtieri.

Per il premier la lotta all’evasione, oltre cento miliardi all’anno, è "la madre di tutte le battaglie". Una sfida che va affrontata "con coraggio", mettendo gli interessi degli elettori prima di quelli dei partiti. "I cittadini in giro per l’Italia mi chiedono una svolta - scrive ancora Conte nel messaggio riservato - E se non dovesse venire perderò di credibilità e dovrò dire che le cose non si possono cambiare". È un avviso a chi frena per questioni elettorali, uno schiaffo a quella "classe politica che non ha il coraggio di affrontare la questione di petto".

Dl Fisco, malumori M5S su Conte per tetto contanti

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(Ileana Sciarra) - Malumori tra i parlamentari M5S per l’abbassamento della soglia del tetto sui contanti, con l’asticella che passa da 3.000 a mille euro, stando all’ultima bozza del dl fiscale. A quanto apprende l’Adnkronos da fonti pentastellate, alcuni membri della commissione Finanze avrebbero sollevato la questione con gli esponenti 5 Stelle al governo perché la misura - fortemente voluta dal premier Giuseppe Conte, oggi irritato per la frenata dei renziani di Iv - a loro avviso rischia di diventare un boomerang per i ’piccoli’, artigiani e commercianti, quelli su cui gravano commissioni bancarie maggiori.

"La lotta all’evasione - il messaggio recapitato ai membri di governo M5S - si fa osteggiando i grandi evasori, non l’elettricista o il piccolo commerciante". Tanto più che la parte del dl fiscale sulle manette per i grandi evasori, cavallo di battaglia dei grillini, a quanto apprende l’Adnkronos, sarebbe attualmente in bilico. Non è detto che trovi spazio nel dl fiscale.

Decreto che, a quanto si apprende, domani potrebbe planare sul tavolo di Palazzo Chigi: obiettivo dettagliare e chiudere il testo. Nel Documento programmatico di bilancio, infatti, ci sarà solo uno schema sulle norme fiscali che producono gettito, il decreto fiscale e la manovra verranno approvati in un Cdm della prossima settimana, lunedì 21.

Scarseggia l’entusiasmo, tra i 5 Stelle, anche per il taglio del cuneo fiscale esclusivamente a favore dei lavoratori. Il Movimento, infatti, chiedeva di spalmare una parte della ’sforbiciata’ al cuneo sulle imprese, da legare a doppio filo al salario minimo, battaglia che al momento sembra destinata a restare in stand-by. Su questo, si guarda con sospetto al principale alleato di governo, il Pd.

A quanto apprende l’Adnkronos, venerdì della scorsa settimana si sarebbe tenuta una riunione di fuoco tra il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e la ministra Nunzia Catalfo e la vice di Gualtieri, Laura Castelli: nel mirino delle pentastellate il binario privilegiato tra dem e sindacati rispetto al dialogo all’interno del governo.

Zingaretti: "Pd leale e unitario, non subalterno"

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"Il governo è iniziato bene e il Pd vuole essere la forza più leale e unitaria della coalizione del governo Conte". E’ quanto ha detto il segretario Nicola Zingaretti alla Direzione Pd. "I telefoni servono per parlare non solo per fare tweet per distinguersi. Essere leali però non vuol dire essere subalterni". "Questa alleanza esiste nel Paese? No. Si fa un due giorni? No. Ma occorre verificare se nei prossimi mesi riusciamo a superare le differenze. Differenze politiche, programmatiche e anche culturali che ci sono ma che sarebbe sbagliato non cercare di superare invece di enfatizzarle come nel governo gialloverde". "Qualcuno teme uno snaturamento del Pd, ma il Pd esiste per la forza delle sue idee e non perché critica gli altri. Occorre mettersi a disposizione con coraggio per indicare all’Italia non solo le idee ma anche il modo per realizzarle. E quindi, accanto al rilancio del partito e all’agenda Pd e il governo, non si può non capire che occorre anche lavorare per allargare il campo progressista". "Non credo nel governo fine a se stesso. Se vogliamo svolgere un ruolo dobbiamo puntare a costruire risultati, solo così il governo entrerà nella vita concreta delle persone".

"Non si tratta di accordi di palazzo, ma di rivolgerci al Paese per aprire un’offensiva ideale a una deriva pericolosa", quella del sovranismo di Matteo Salvini e in questo, sottolinea Zingaretti, "il Pd dovrà essere il baricentro delle alleanze". "Sulle alleanze non si faccia confusione: nessuno venga a spiegare a me le differenze tra Pd e M5s, le consideravo talmente rilevanti da avere perplessità sull’esperienza di governo. Non giochiamo sulle parole, il tema è un altro". "Non possiamo commettere l’errore di rimanere fermi nella contemplazione di ciò che ci divide o lavorare per alimentare queste divisioni, come accadeva nel governo gialloverde. Pagherebbe il Paese", ha spiegato il segretario del Pd. "Dobbiamo prendere atto che le due forze politiche di maggioranza nel governo insieme rappresentano il 40% dell’elettorato", ha sottolineato.

Tocca, poi, il tema dell’Iva. "Aver evitato le clausole di salvaguardia sull’Iva è stato come aver evitato una valanga su un villaggio. Anche questo contribuisce a dare stabilità e prospettiva alla nostra economia ed è un punto da rivendicare".

Serve, sottolinea Zingaretti, "un partito totalmente nuovo. Io dico: dopo 12 anni dalla fondazione del nostro partito basta parlare di riforme, basta paure, basta conservatorismi. E’ tempo di varare una riforma radicale per un partito diverso. Sulle proposte di riforma si apra un grande dibattito nel territorio prima del voto dell’assemblea". "Non credo che tra noi siano più corrette le locuzioni maggioranza e minoranza. Una nuova stagione deve aprirsi. Dobbiamo provare a rifondare il partito in maniera davvero unitaria". "Dobbiamo superare gli attuali assetti e varare una nuova segreteria, mi auguro unitaria", ha aggiunto il segretario del Pd.

Al termine della relazione del segretario Nicola Zingaretti, la Direzione del Pd si è raccolta in un minuto di silenzio in memoria dei due poliziotti uccisi a Trieste.

Renzi-Salvini, duello esplosivo

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Avvio esplosivo per il tanto atteso duello tv a ’Porta a Porta’ su Rai1 tra Matteo Renzi e Matteo Salvini. Il confronto inizia subito senza esclusioni di colpi. I due leader non si lesinano attacchi ma c’è spazio anche per qualche battuta. "Sono 13 anni che due leader non si confrontano qui, furono Prodi e Berlusconi - ricorda Bruno Vespa introducendo i suoi ospiti - Vi ringrazio per la vostra presenza". E sono subito scintille.

"Renzi in maniera geniale si è inventato un governo sotto il fungo - dice Salvini - Il governo è nato per non fare votare gli italiani, dopo le europee era tutto un no, continuo. No addirittura alle olimpiadi". La crisi? "Il colpo di sole del Papeete che ha preso il collega Salvini è evidente che lo fa rosicare ancora - attacca Renzi - Non è mai accaduto che ci fosse una crisi in questo modo. Salvini dice ’non vi vogliono far votare’: quando si vota lo decide la Costituzione non il menu di un beach club a Milano Marittima".

RENZI - Il leader di Italia Viva ricostruisce quanto accaduto da agosto ad oggi. "Salvini ha fatto una cosa senza capo né coda. Voleva portare il Paese al voto, ci ha spiegato che dovevamo alzare le terga e andare in Parlamento. Ci siamo andati e lo abbiamo messo in minoranza" scandisce Renzi, che spiega: "Io non volevo fare l’accordo con 5 stelle ma siccome che c’era di mezzo l’interesse del Paese, allora lo abbiamo fatto. Per tre motivi: il primo abbassare lo spread, secondo non aumentare l’Iva e terzo per tornare protagonisti in Europa. Non si fa la guerra a Francia e Germania per un like in più".

In breve arriva l’affondo all’ex ministro dell’Interno: "Io mai mi permetterei di giudicare le ferie di Salvini. Avrebbe fatto migliore figura se a fine luglio quando era in ferie a Milano Marittima non si fosse messo in missione al Senato...". Parole che provocano la reazione del leader del Carroccio che cerca di ribattere. "Lei non conosce la buona educazione, perché io l’ho fatta parlare senza interrompere", incalza Renzi. Che rincara rivolgendosi direttamente al suo avversario: "Stare in spiaggia col figlio è legittimo, ma se sei un ministro non stai in piazza, stai nelle istituzioni. Conosci tutte le sagre del Paese, stai sempre a mangiare, hai uno stomaco d’amianto. Allora fai il presidente della pro loco...". E ancora: "Salvini promette tutto a tutti ma non ha mai portato a casa niente e sono 27 anni che fa politica".

Il confronto si fa durissimo. "Il governo Conte-Salvini ha messo due miliardi sulle forze dell’ordine. I governi Renzi-Gentiloni ne hanno messi sei" rivendica Renzi. E a Salvini che dice che il governo vuole tassare merendine e badanti, ribatte: "Mi dice dove sta scritto? Perché così lei non fa che aumentare le paure dei cittadini. Allora, parliamo di numeri e fatti: Salvini racconta cose che sono palesemente false", "è un mentitore, abbindola le persone raccontando balle" insiste l’ex premier accusando il leader del Carroccio di raccontare bugie a partire dal tema migranti. A ’Porta a Porta’ Renzi mostra anche una foto con Salvini che regge il cartello ’no euro’: "Lei si è candidato con queste parole d’ordine. Se ha cambiato idea, mi fa piacere, vorrebbe dire che vince il Nobel per l’intelligenza". Quanto al presidente del Consiglio, a Vespa che gli chiede se voglia ’fare la festa’ a Giuseppe Conte, il leader di Italia Viva risponde: "Non è vero".

SALVINI - Salvini rivendica i risultati ottenuti e rimarca la distanza con l’interlocutore: "Io adoro i comuni, le sagre, è vero, ma o gli italiani sono cretini, visto che mangio come un bufalo, non vado alle riunioni europee, oppure qualcosa di buono si è fatto, se lui ha il 4% e io il 33%". Poi, riferendosi al governo giallorosso: "Possiamo fare qualcosa di utile insieme? Sì, se presentano cose utili io le voto, ma la tassa sui pannolini, sulle merendine...". Replicando alle misure che l’ex premier Renzi ha indicato come risultati del suo governo, Salvini ironizza: "E’ un genio incompreso, ha fatto tutto e gli italiani non se ne sono accorti, ha portato pure la pace nel mondo".

Immancabile il riferimento alle imminenti regionali con un pronostico: "In Umbria prenderanno una botta che se la ricorderanno per i prossimi 50 anni. Il M5S ha prima denunciato quelli del Pd, che hanno arrestato e poi si sono alleati con loro". Lo scontro si infiamma sui migranti. "Io non raccolgo i cadaveri? Pessimo gusto" dice l’ex titolare del Viminale in risposta all’ex premier. "Numeri: morti e dispersi nel Mediterraneo più che dimezzati, quando c’era lei siamo arrivati a 5mila morti, 800 quando c’eravamo noi". "Vi sistemate la coscienza, con il multirazziale, poi arriva Richard Gere. Mi tengo l’etichetta del brutto e cattivo, ma penso di aver fatto opera cristiana". "L’immigrazione bella è quella dei 5 milioni che hanno i documenti, non quella degli scafisti", scandisce Salvini.

Tema del contendere anche i numeri di nuovi occupati dopo quota 100. "Lo vedo nervosetto..." afferma Salvini rivolto a Renzi per il quale i meriti delle nuove occupazioni sono della legge Madia che ha riformato la Pa. Il leader della Lega replica: "La Madia non ha assunto nessuno". Renzi insorge, si scalda, chiedendo a Vespa di non bacchettare lui, che lo invita alla calma. E poi arriva Salvini che chiosa: "Lo vedo nervosetto". Altro tema caldo i fondi della Lega. "I 49 milioni? Sono vicende del passato, ma se qualcuno ha sbagliato dieci anni fa ora stiamo pagando. Dove sono finiti i soldi della Lega? Io non li ho visti", taglia corto Salvini, mentre Renzi lo incalza, chiedendo di "fare chiarezza su una sentenza ormai passata in giudicato. Bossi e Maroni dicono che li ha presi lei. Ha utilizzato o no i 49 milioni per comprare pubblicità su Facebook, per alimentare la Bestia? Li ha usati o no quei soldi".

Nel corso della trasmissione il leader del Carroccio rimanda all’appuntamento di sabato prossimo, quando la Lega sarà in piazza a Roma. "C’è una emergenza rifiuti a Roma e in Campania, dove governano M5S e Pd, mentre in Veneto e Lombardia si riciclano i rifiuti - scandisce mostrando un grafico - Saremo a San Giovanni sabato alle tre, raccoglieremo le firme contro Raggi, per il sistema maggioritario e per l’elezione diretta del capo dello Stato". E’ sulla sindaca di Roma che i due leader trovano un punto d’accordo, l’unico: "Spero che la Raggi si dimetta domattina - dice Renzi - Se c’è una persona che ha fallito come sindaco è la Raggi".

Al termine di ’Porta a Porta’ Salvini osserva: "E’ stato un confronto civile. Chi ha vinto? Non chiedetelo a me che sono parte in causa" risponde il leader della Lega. "Il prossimo confronto? Ma con ’Giuseppi’ dove vuole, quando vuole, sulla rete che vuole".

Redazione

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