Ruminazione e produttività personale

Qualche problema di convivenza

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"Non sono stato all’altezza delle aspettative", "abbiamo litigato esclusivamente per colpa mia", "sarebbe andata diversamente, se solo avessi chiesto scusa": queste e altre, tante, simili espressioni si ripetono vigorosamente e ciclicamente nella nostra mente quando ruminiamo. Un circolo vizioso, difficile da spezzare, che lascia ognuno di noi spossato, senza energie psichiche e spesso anche fisiche. Si tratta di pensieri di natura ossessiva che sorgono in concomitanza con il manifestarsi di eventi traumatici, la cui natura può rievocare ricordi ed esperienze passate negative.

La mente saltella da un ricordo all’altro, costruendo ipotetici e potenziali scenari catastrofici. Una mente chiacchierona, che, se non silenziata adeguatamente, può aggravare disturbi già presenti nel soggetto. Non a caso, una mente appesantita da pensieri ruminanti può essere causa di mancanza di produttività personale, il che rappresenta una profonda menomazione nella vita dei singoli. La condizione descritta è oggigiorno acutizzata dall’incapacità di mantenere alti e costanti i livelli di concentrazione e attenzione: l’utilizzo sfrenato di piattaforme social ha comportato una tendenza generale di appiattimento e passività. Un pubblico che di fronte alla tipologia di stimolo audio-visivo proposto assorbe pigramente i contenuti, senza elaborarli attivamente. La mente, pertanto, non è più abituata alla rigidità, e il controllo dei pensieri diviene quasi impossibile, così ansia e angoscia sono libere di dilagare come un fiume in piena.

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In alcune circostanze, la risoluzione, quasi casuale, del problema oggetto di preoccupazione, pone fine alla ciclicità dei pensieri ossessivi, che tuttavia, nei casi più gravi, si ripresenteranno sotto forme diverse, per motivazioni differenti. Ciò non vuol dire che non sia possibile risolvere prima e attivamente la condizione di disagio vissuta: possono essere infatti adoperate varie strategie utili per ottenere un po’ di sollievo. Il modo migliore è affrontare i pensieri ruminanti analizzandone l’anatomia, individuandone le cause scatenanti, la struttura e l’intensità, annotando, ad esempio, la loro evoluzione in un diario. Il confronto terapeutico risulta chiaramente ancor più efficace e costruttivo nel caso in cui la ruminazione divenga totalmente invalidante.

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Recentemente sono stati riscontrati buoni risultati anche nella pratica quotidiana della Mindfulness, un tipo di meditazione che alimenta un senso di accettazione di sé e della propria vita, guidando il singolo attraverso esercizi di respirazione e concentrazione.

Tramite Mindfulness, la mente torna ad essere tranquilla e serena, sempre più, giorno dopo giorno, lasciando che i pensieri giochino liberi e vivaci, senza però destar più troppa preoccupazione.

Elena Indraccolo

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