STORIE DAL PIANETA TERRA

IL MISTERO MARY CELESTE

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4 Dicembre 1872. Oceano Atlantico. Tra le isole Azzorre e le coste del Portogallo, una nave, la Dei Gratia, avvistò un brigantino con le vele spiegate, ma senza nessun membro dell’equipaggio a bordo. Il capitano Morehouse inviò alcuni dei suoi marinai ad ispezionare l’imbarcazione, pensando di trovare qualcuno sotto coperta, o magari dei corpi, poiché spesso in mare le malattie infettive mietevano vittime, lasciando le navi alla deriva. Ma a bordo della Mary Celeste - così si chiamava il vascello avvistato - non c’era nessuno. Stranamente però i tavoli erano apparecchiati ed il cibo ancora nei piatti. L’ispezione proseguì, con molto timore da parte dei marinai, e venne scoperta dell’acqua nella stiva, la rottura della bussola di bordo e la mancanza di una scialuppa. Era però presente il carico trasportato, circa 1.700 barili di alcol, mentre erano mancanti le carte di bordo. Il capitano Morehouse decise di arrivare fino a Genova, la sua destinazione, portando con sé il vascello.

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Lì giunti, la Mary Celeste venne portata in un luogo adatto per poter compiere indagini più approfondite, e, ritrovato il diario di bordo, si poté leggere l’ultima annotazione, datata 25 novembre, in cui era stato scritto che si era giunti in vista delle Azzorre. Da Genova la nave venne portata a Gibilterra e posta sotto sequestro dalle autorità inglesi. Venne ricostruita la storia dell’imbarcazione, sin dal varo, in Nuova Scozia, quindi territorio canadese, avvenuto nel 1861, anche se con un nome diverso, Amazon. Una nave sfortunata fin dalla sua costruzione, in quanto il suo primo capitano, Robert Mc Lellan, oltretutto figli di uno degli armatori, dopo aver contratto la polmonite, morì all’inizio del viaggio di inaugurazione. Quel brigantino da 31 metri di lunghezza in seguito entrò in collisione con un peschereccio, e mentre era in riparazione presso un cantiere a bordo scoppiò un incendio. Ma un nuovo incidente, stavolta nello stretto della Manica, durante la prima traversata atlantica, si rivelò fatale per il nuovo capitano, che venne destituito, finché, dopo un periodo di relativa tranquillità, la Amazon non si arenò in una baia. Venduta ad alcuni acquirenti statunitensi, le venne cambiato il nome, anche per cercare di far dimenticare ai superstiziosi uomini di mare i non proprio gloriosi trascorsi del vascello, e venne ribattezzata Mary Celeste.

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Nei progetti dei 4 nuovi proprietari il brigantino avrebbe dovuto essere usato per il commercio con l’Europa, ed infatti il 5 novembre 1872 il capitano Briggs assistette con attenzione alle operazioni di carico per 1.701 barili di alcool da portare a Genova. L’equipaggio era composto da sette marinai, ed oltre a loro a bordo c’erano la moglie del capitano e loro figlia, di appena 2 anni. Da quel momento iniziò il mistero della Mary Celeste, e cominciarono ad essere formulate ipotesi sulla sparizione dell’equipaggio. In seguito al ritrovamento di nove barili vuoti, si pensò ad una ubriacatura dei marinai, con conseguente omicidio del capitano e della sua famiglia, nonché della fuga dei marinai a bordo della scialuppa mancante. Ma l’alcool denaturato non è un distillato atto ad essere bevuto, pertanto l’ipotesi venne scartata, assieme all’altra teoria di una tentata truffa ai danni dell’assicurazione. Ci fu chi parlò di un piccolo incendio scaturito dai fumi dell’alcool, ipotesi ripresa e sperimentata nel 2005 dall’Università di Londra, che potrebbe spiegare la fuga precipitosa in mare aperto, ed ancora si ipotizzò una nuotata in mare aperto conclusasi in modo tragico.

La verità purtroppo non si seppe mai, mentre la nave venne rivenduta dai proprietari, e passò di mano 17 volte, finché l’ultimo acquirente, nel tentativo di recuperare i soldi spesi facendosi rimborsare dall’assicurazione, e per disfarsi una volta per tutte di quella nave maledetta, non la fece arenare contro le scogliere di Haiti. Ma la truffa non andò a buon fine, anche se il giudice incaricato del caso, consapevole della sinistra fama della nave, non condannò nessuno degli imputati. L’ultima volta che qualcuno vide la Mary Celeste fu nel 2001, quando una spedizione televisiva la andò a cercare in fondo al mare, dove era stata sepolta insieme al suo passato.

Paolo Varese

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