STORIE DAL PIANETA TERRA

IL CASO AMICIZIA: VERI ALIENI?

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1956. Tutto iniziò vicino Ascoli Piceno, dove un gruppo di persone prese contatto con 3 ragazzi che stavano facendo una escursione a Rocca Pia, vicino alla città marchigiana. Secondo i racconti dei testimoni, comparve dinanzi a loro una coppia di uomini, di cui uno alto 3 metri e l’altro invece di statura molto inferiore al normale. I due strani personaggi parlano con i ragazzi, e gli confidano di essere alieni che abitano sul nostro pianeta da molti secoli, assieme ad altri come loro. I tre ragazzi, di Pescara, iniziano quindi una relazione di amicizia con quei due strani uomini, coinvolgendo anche altri loro amici, instaurando un rapporto che durerà a lungo, per oltre venti anni. Gli alieni rivelarono, col tempo, di non provenire da un unico pianeta ma da mondi sparsi, tutti uniti da una unica costante, la scelta di aderire al bene come concetto supremo.

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Questi visitatori galattici, sempre secondo i resoconti, vivevano in realtà nascoste sotto la superficie terrestre o marina, luoghi molto ampi e vasti, eppure in grado di scomparire alla vista grazie a tecniche di compressione della materia. Dissero di chiamarsi Akrij, un termine che in sanscrito significava “i saggi” e in arabo “gli amici”: così appunto vennero ribattezzati, amici. Inoltre rivelarono il loro compito, ossia proteggere i terrestri, dalle potenzialità infinite, da loro stessi e dalle loro armi di distruzione di massa. Proprio il proliferare degli armamenti atomici e nucleare li aveva indotti a manifestarsi. Col tempo iniziò uno scambio di doni, tra i terrestri che portavano verdure ed acqua, e gli “amici” che ricambiavano con oro ed altri oggetti preziosi. I doni degli umani scomparivano dalla vista, in una sorta di teletrasporto, e così, sempre a detta dei testimoni, comparivano dal nulla gli oggetti degli alieni.

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Ma poi, come in ogni bella storia, gli umani iniziarono a disinteressarsi dei loro amici cosmici, presi dalla vita privata, dai loro interessi, facendo mancare così le loro energie positive e consentendo quindi ad una fazione aliena dedita al male di attaccare i paladini del bene. Si narra di una serie di battaglie, tra il 1978 ed il 1979, nel mare Adriatico, con tanto di testimonianze di pescatori circa raggi di luce uscire dal mare. Si mormora anche di un coinvolgimento della Guardia Costiera. Gli “amici” persero il confronto e sparirono, interrompendo i contatti. Ma nel corso del tempo molte altre persone erano state coinvolte nel circolo cosmico, tra cui giornalisti come Dino Buzzati ed artisti.

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La vicenda cadde nel dimenticatoio fin quando, alla morte di Bruno Sammaciccia, uno dei tre ragazzi coinvolti, avvenuta dopo l’ingresso nel 2000, uscì un libro che parlava della vicenda, e molti testimoni uscirono allo scoperto, mostrando anche foto di incontri con gli alieni. L’accusa rivolta a Sammaciccia dai fuoriusciti del gruppo di contattisti fu di speculazione, di essere un accentratore, e questo causò il declino della sua forza vitale positiva. Divenne umano, nel senso più negativo del termine. Il più famoso caso di contattismo italiano divenne così materia per le favole, per i racconti di fantascienza, ma c’è ancora chi giura che sia tutto vero, e che abbiamo perso una occasione per progredire. Ma siamo sempre troppo umani, e forse per questo non sapremo mai la verità.

Paolo Varese

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