STORIE DAL PIANETA TERRA

L’UOMO SENZA SONNO

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Provate ad immaginare di non dover dormire, di non averne bisogno. Provate ad immaginare cosa voglia dire vivere in veglia perenne, cogliere ogni attimo della propria esistenza, non essere limitati dall’esigenza del riposo. Sembra impossibile, troppi fattori ci attraggono verso quel chiudere gli occhi per tuffarci tra le braccia di Morfeo, dal pisolino pomeridiano alla spossatezza, per non parlare della noia durante qualche lezione barbosa, o magari qualche conferenza. Il letto, oppure un suo degno sostituto, appaiono come indispensabili, a volte sono un miraggio, a volte qualcosa su cui tuffarsi senza nemmeno spogliarsi, sprofondare nell’oblio e lasciarsi trasportare verso altri lidi. Certo, a volte ci sembra una perdita di tempo, lo stesso Leonardo da Vinci si dice avesse escogitato un modo per ottimizzare il ciclo sonno/veglia, abituandosi a dormire 15 minuti ogni ora, ma nonostante tutto dormiva, seppur per poco. Eppure al mondo vive un uomo che, dal 1973, in seguito ad una febbre violenta, non dorme più. Non riposa, non pisola, non chiude gli occhi. Non ha sonno. Questa persona vive in Thailandia, è un contadino, non pensate ad un mistico indiano oppure ad un guru, nulla di tutto questo. Si tratta di un normale contadino, che all’età di 31 anni, improvvisamente, ha smesso di sentire il bisogno di dormire. Quest’uomo viene costantemente monitorato dalle autorità mediche del suo paese, ed è stato oggetto di studi, di analisi, sono stati effettuati test in continuazione, sia da parte di chi cercava di trovare l’inganno, e sia da parte di chi invece voleva capire. Però, a parte un leggero problema al fegato, che non ha nessuna attinenza con la mancanza di sonno, si tratta di un ultrasettantenne in perfetta salute. L’unica anomalia è una porzione del cervello più grande della media. Ma per il resto nulla, o meglio, nessuna rilevanza scientifica, perché Thai Ngoc, questo il suo nome, risenta della sua condizione.

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Di giorno il lavoro nei campi, la sera invece il silenzio, la solitudine, in cui ha iniziato a fare piccoli lavoretti, falegnameria, riparazioni, per tenersi occupato. Perché è vero che non ha bisogno di dormire, ma ovviamente ha bisogno di fare qualcosa, di occupare il proprio tempo. Provate a pensare alle notti insonni che spesso molti di noi vivono. C’è chi legge un libro, chi si dedica al giardinaggio, chi si ipnotizza davanti alla televisione. Questa mancanza di sonno, seppur relativa a brevi periodi, ci lascia spossati, al mattino ci si sente come zombie. Thai Ngoc invece no, quando gli altri si svegliano è riposato, non risente di nulla, se non della mancanza di compagnia. Ed ha provato a farsi venire sonno, ha provato assumendo bevande alcoliche, oppure rivolgendosi alla medicina tradizionale prima e a guaritori poi. Tutto pur di chiudere gli occhi qualche volta, ma nulla ha funzionato. Qualcuno ha ipotizzato che in realtà Thai possa sperimentare dei micro sonni, attimi infinitesimali in cui il suo cervello si spegne, talmente brevi da non essere percepiti, ma che consentono al suo organismo di rigenerarsi. Una spiegazione che non convince ma che sembra essere l’unica apparentemente sensata. Potrebbe sembrare semplicemente un caso clinico, un mistero della fisiologia umana, ma in realtà c’è un aspetto che nessuno studioso ha mai considerato, e che invece dovrebbe essere rilevante per la salute: la mancanza di sogni. Chi non dorme non sogna, non lascia aperte le ali della fantasia, non può provare quelle sensazioni connesse al vivere realtà oniriche. Sognare è ciò che ha sempre spinto l’uomo in avanti, i voli pindarici sono necessari allo smaltimento delle scorie di realtà che si annidano in noi sotto forma di stress, di ansie, di timori. L’uomo senza sonno è un uomo senza sogni, e non sembra un caso che l’unico sogno che lui faccia ad occhi aperti sia quello di dormire, perché nei sogni siamo ciò che vorremmo essere. Senza sogni siamo semplicemente ciò che possiamo, che dobbiamo, e spesso non vogliamo.

Paolo Varese

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