STORIE DAL PIANETA TERRA

PROGETTO COSCIENZA GLOBALE

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Cos’è la coscienza? Se si interrogano testi filosofici o trattati psicoanalitici, si trovano definizioni tese tutte a definirla come “una facoltà immediata di avvertire, comprendere, valutare i fatti che si verificano nella sfera dell’esperienza individuale o si prospettano in un futuro più o meno vicino”. Partendo da questo dato, e dalle osservazioni millenarie sul ruolo della coscienza nelle vicende globali, è stata avanzata l’ipotesi di una coscienza globale collettiva. Sembra un concetto astratto, quasi da film di fantascienza, più affine alle formiche ed al loro sistema di informazioni immediatamente condiviso che agli esseri umani, ma in realtà questa sorta di rete invisibile, connettente l’umanità ed in grado di stimolare reazioni collettive in seguito ad eventi mondiali, sembra essere una realtà scientificamente dimostrabile.

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Gregg Braden, un ricercatore che da anni sta cercando di comprendere come funzioni questa rete, ha teorizzato l’esistenza di un campo di energia, denominato Matrix Divina, in grado di interfacciare la sfera materiale e quella spirituale. Ma è stato poi il professor R. Jahn, un fisico interessato a fenomeni parapsicologici e psichici, negli anni ‘80, a indagare realmente ed in modo scientifico quanto era stato postulato, fondando a Princeton l’Engineering Anomalies Research Lab, per lo studio di effetti psicocinetici su generatori elettronici di eventi casuali che ha costruito egli stesso. In pratica i suoi apparecchi generavano sequenze di numeri, e Jahn chiedeva alle persone di concentrarsi su numeri specifici, verificando l’influenza ottenuta nella variazione. Solo con la concentrazione mentale. Sembrava troppo fantascientifico, qualcosa di irreale, così si iniziò una sperimentazione su larga scala, anche a livello temporale, e dopo 25 anni le statistiche confermarono le iniziali ricerche, venendo così a comprovarsi l’esistenza di una relazione diretta tra le intenzioni dei soggetti e le variazioni delle sequenze numeriche, che cessavano di essere casuali.

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Successivamente diversi istituti di ricerca hanno sviluppato collegamenti tra di loro, iniziando uno studio su scala globale, il Global Consciousness Project, ossia Progetto Coscienza Globale, per scoprire questa mente collettiva umana. Si iniziò collocando in diverse nazioni, tra cui Giappone, Nuova Zelanda, alcuni stati americani, del Sud America, europei ed africani, 13 generatori di numeri casuali, chiamati eggs, con la funzione di generare costantemente ed in modo casuale, formulando anche previsioni sul risultato. A seconda delle percentuali di risposte esatte o sbagliate sarebbero stati analizzati i dati, ed a seguito delle analisi si appurò che in concomitanza di eventi mondiali rilevanti, come il crollo delle torri gemelle o la cerimonia di apertura delle olimpiadi, i risultati si allontanavano dal previsto, come influenzati da una forza esterna. Il tutto, ancora osservato con scetticismo, è stato infine sottoposto alla severa ed attenta analisi di un team di 75 scienziati, che ha potuto attingere ai dati confluiti presso i server dell’Università di Princeton. Proprio questa prestigiosa istituzione ha confermato che è stata prodotta una dimostrazione scientifica sull’esistenza della cosiddetta “coscienza globale”.

Dall’avvio del progetto GCP sono passati 20 anni, ma ancora non si riesce a definire univocamente quanto fin qui si è osservato, perché si rientra non solo nella sfera puramente scientifica, ma anche in altri ambiti, inclusi la metafisica, la religione, per non citare altri spazi definiti mistici. Eppure in qualche modo si è sempre sostenuto, specialmente dai rappresentanti di religioni animiste, che tutto sia in qualche modo collegato, gli uomini tra di loro e gli uomini con il mondo materiale. Lo sciamanesimo o il taoismo, tanto per citare alcune discipline non legate strettamente ad una ideologia religiosa, ammettono da sempre l’esistenza di questo collegamento tra le persone, un qualcosa che trascende le facoltà puramente intellettuali ma si collega ad altri concetti, come la noosfera, che, secondo il suo ideatore, è la terza fase di sviluppo della Terra. Infatti, egli considerava la prima fase come la geosfera, ossia lo sviluppo della materia inanimata, poi la seconda fase, la biosfera, cioè lo sviluppo della vita biologica, ed infine la noosfera, lo sviluppo della coscienza umana; sono in molti a identificare con Internet l’evoluzione finale di questo processo. Forse non faremo in tempo a conoscere gli sviluppi futuri di questi studi, ma intanto potremmo provare a sentire l’altro, gli altri, concentrandoci su come speriamo sia il domani.

Paolo Varese

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