Salvini:"Ora controlli ferrei ai confini" (Altre News)

Renzi: "Stop alle polemiche,al fianco di Conte" - Coronavirus, appello di Meloni al governo - Fontana: "Premier avoca poteri sanità? irricevibile" - Coronavirus, Senato riduce gli ingressi - Coronavirus,Camera tra gel e maschere

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Coronavirus, Salvini: "Ora controlli ferrei ai confini"

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"Non è il momento delle mezze misure: servono provvedimenti radicali, serve l’ascolto dei virologi e degli scienziati, servono trasparenza, verità e un’informazione corretta, servono controlli ferrei ai confini su chi entra nel nostro Paese". Lo scrive Matteo Salvini sulla sua pagina Facebook, in merito al coronavirus.

"Sono giornate difficili - esordisce il leader della Lega - ma l’Italia ha sempre dimostrato di essere un Paese forte, popolato da gente pronta a reagire e a risollevarsi, a non arrendersi mai. Il mio pensiero va a chi soffre, il mio grazie va a chi sta rischiando la propria vita per salvare quella degli altri. Tutti gli amministratori della Lega, a partire dai nostri governatori e sindaci, sono impegnati senza sosta per far fronte all’emergenza sanitaria".

"Già da oggi sarò in Lombardia, poi in Umbria, a Roma, in Veneto, in Trentino e ovunque ci sarà bisogno - annuncia poi Salvini - L’Italia ce la farà, insieme ce la faremo".

Renzi: "Stop alle polemiche, siamo al fianco di Conte"

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"Noi siamo in una settimana in cui avremmo dovuto fare il punto finale con il presidente del Consiglio per chiarire" alcune cose; "tuttavia quello che è accaduto, e che sta accadendo soprattutto in Lombardia, in Veneto ed in altre regioni, porta a mettere la sordina alle polemiche di parte". Lo ha detto l’ex premier Matteo Renzi nel corso di una conferenza stampa organizzata a Firenze dal gruppo di Italia Viva del Consiglio regionale della Toscana.

"Noi siamo al fianco del presidente del Consiglio, al fianco di tutte le istituzioni, per lavorare insieme sulla vicenda coronavirus. Quando l’emergenza coronavirus passerà e potremmo tornare a discutere delle questioni politiche - ha aggiunto Renzi - è chiaro che la questione del piano Italia Shock sarà uno dei quattro punti fondamentali per noi da affrontare assieme, come noto, alle questioni legate all’elezioni diretta del presidente del Consiglio, alla giustizia giusta e al reddito di cittadinanza".

Coronavirus, appello di Meloni al governo

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"L’emergenza Coronavirus rischia di produrre danni terribili e devastanti alla nostra economia, che già vive una situazione pesantissima. Al dramma sanitario si aggiungerebbe il dramma economico: imprese ferme, crollo della produzione, aumento della disoccupazione, interi settori economici paralizzati, come il turismo e la moda. Fratelli d’Italia raccoglie le preoccupazioni espresse dalle categorie produttive e rivolge un appello urgente al governo affinché metta a punto un piano straordinario per garantire la stabilità sociale. Servono misure eccezionali per scongiurare la paralisi e la recessione. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo per raggiungere questo scopo". È l’appello lanciato dalla presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Coronavirus, Fontana: "Premier avoca poteri sanità? Idea irricevibile"

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"Irricevibile e, per certi versi, offensiva". Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, giudica l’ipotesi tracciata, seppur come extrema ratio, dal premier Giuseppe Conte di avocare a sé - e quindi al Governo - i poteri in materia sanitaria.

"Parole in libertà - aggiunge Fontana - che mi auguro siano dettate dalla stanchezza e dalla tensione di questa emergenza. Domani riferirò al presidente Conte che la Lombardia sta dimostrando di essere all’altezza della situazione e sta gestendo con competenza ciò che sta accadendo". E "tutto ciò - conclude il governatore - alla faccia dell’autonomia e dei pieni poteri".

Coronavirus, Senato riduce gli ingressi

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Giro di vite al Senato agli ingressi degli esterni. Si sospenderanno le visite, le conferenze stampa e i convegni. Verranno ridotti a tre gli ingressi al palazzo, dove personale medico avrà a disposizione uno scanner, come quelli in dotazione agli aeroporti, per controllare la temperatura corporea a chi entra nel Palazzo.

Sono le principali misure "immediate" decise nel corso di una lunga conferenza dei capigruppo al Senato (durata oltre due ore) per mettere a punto un dispositivo di ’sicurezza’ che ha il prioritario obiettivo, come ha spiegato al termine il vice capogruppo del Pd Dario Stefano, di "garantire la continuità dell’attività legislativa" e fare in modo che l’istituzione possa funzionare anche con l’emergenza coronavirus.

"Nel corso delle riunione abbiamo stabilito una serie di interventi individuati dai questori - ha riferito Stefano al termine della capigruppo - d’intesa con le varie autorità interne, compresa la direzione sanitaria, che servano a ’proteggere’ il Senato come luogo d’incontro. Abbiamo stabilito una serie di limitazioni delle attività con l’esterno, quindi la sospensione delle gite scolastiche, dei convegni, delle conferenze stampa che prevedano l’ingresso di persone esterne". Le conferenze stampa saranno limitate ai senatori e ai giornalisti della Stampa Parlamentare. "Quanto agli ingressi - ha spiegato ancora il senatore Pd - si sta pensando di limitare l’accesso a tre ingressi, dove verrà utilizzato lo scanner come negli aeroporti e come misura di prevenzione. Questi provvedimenti verranno adottati immediatamente. I questori si prenderanno qualche ora di tempo, perché l’idea è di mettere in campo misure che siano concertate e omogenee alla Camera". Queste limitazioni avranno effetto anche sui servizi di ristorazione bar. "Anche lì verrà impedito l’accesso agli esterni per evitare al massimo la possibilità di un contagio. Il tema è che tutte queste misure servono a preservare l’opereatività piena dell’istituzione e dell’attività legislativa", ha concluso Stefano.

La conferenza dei capigruppo ha deciso che giovedì mattina al Senato si svolgerà un’informativa del governo sul tema. In rappresentanza dell’esecutivo dovrebbe esserci il ministro della salute Roberto Speranza o un viceministro dello stesso dicastero.

Coronavirus, ’psicosi’ alla Camera tra gel e mascherine

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(Antonio Atte) - "Il mio regno per un’Amuchina". La politica ai tempi del coronavirus si conferma ancora una volta specchio del Paese, tra tic, nevrosi e comprensibile preoccupazione per il diffondersi del ’nemico invisibile’ arrivato dall’Oriente. E così, a Montecitorio, alla ripresa dei lavori dopo il week end nero che ha visto il numero dei contagi in Italia salire vertiginosamente, gli onorevoli si confrontano: e se da un lato c’è chi ostenta sicurezza e self control, dall’altro non manca chi, allarmatissimo, chiede misure drastiche.

Le chat - soprattutto quelle dei 5 Stelle - sono in subbuglio: "Ieri c’era chi non voleva rientrare, in tanti chiedono di fare il tampone a tutti in Parlamento. Inoltre, alcuni colleghi non vogliono partire in missione", si sfoga con l’Adnkronos una parlamentare. "Cosa ho risposto? Chi vuole, stia a casa. Così lavoreremo più in fretta con chi c’è!".

In Aula spunta addirittura la prima mascherina. A sfoggiarla è la parlamentare di Fratelli d’Italia Maria Teresa Baldini, chirurga di professione: "E’ nostro dovere di parlamentari lanciare i messaggi giusti in termini di prevenzione. Non voglio dire ai colleghi cosa fare, è una scelta individuale, ma come medico è una scelta che consiglio", dice.

Poi la deputata di Fdi va oltre: "Penso che la mascherina dovrebbero indossarla tutti. O, almeno tutti coloro che operano o frequentano luoghi affollati: scuole, cinema, mezzi pubblici". Drastico il leghista Guglielmo Picchi: "Dopo una seria e approfondita valutazione credo che le attività parlamentari vadano sospese". Ma da Montecitorio assicurano: "Tutto prosegue regolarmente".

"Ci sono miei colleghi deputati impediti dal partecipare ai lavori alla Camera perché ’chiusi’ nei territori sottoposti a restrizioni per l’emergenza coronavirus. Credo che questo sia un vulnus per i nostri lavori", avverte l’esponente della Lega Roberto Turri, spiegando che per i deputati davanti a Montecitorio si sarebbe "aspettato dei controlli all’ingresso e invece nulla...".

Ci pensa il deputato Giorgio Trizzino, medico, a tranquillizzare i preoccupatissimi colleghi più giovani: "Non si tratta di nulla che non rientri nella normale ciclicità delle diffusioni virali e batteriche in un mondo che per fortuna ha una immensa diversità naturale. Oggi abbiamo grandi conoscenze e questo grazie ad uno dei sistemi sanitari più efficienti al mondo", afferma il chirurgo siciliano, facendo appello alla "maturità" dei suoi compagni di partito.

I riferimenti storico-letterari si sprecano. C’è chi ricorda la peste raccontata dal Manzoni ne ’I promessi sposi’: "Le misure di contenimento furono adottate dai signorotti locali solo quando loro stessi si videro minacciati fin dentro il loro palazzo, poiché la peste smise di essere una calamità a solo carico della plebe. Le bonifiche, le disinfezioni, le purificazioni degli ambienti malsani e delle paludi avvenne, cioè, solo quando gli ingiusti governi dell’epoca cominciarono a tremare nelle loro fondamenta e temere per la stessa sopravvivenza fisica di chi li reggeva. Non prima! Ma adesso non è più quel tempo, per fortuna", dice ancora Trizzino.

Qualcun altro invece evoca l’epidemia di colera che si diffuse nel secondo dopoguerra nel Nord Africa e in alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia. Per il grillino Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari Costituzionali, "servono responsabilità, consapevolezza, scrupolo e attenzione per evitare psicosi, sciacallaggi e allarmismi inutili e dannosi".

Ma le scene da assalto ai forni trasmesse da siti e canali all news non aiutano l’umore. Eppure, tra un decalogo anti-virus e un post allarmato su Facebook, c’è spazio anche per l’ironia. Come quella che ’contagia’ i due parlamentari di M5S e Forza Italia che in Transatlantico si scambiano l’amuchina in segno ’di pace’. Le polemiche per qualche ora restano in quarantena: spazio all’ipoclorito di sodio.

Redazione

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