Salvini incontrerà delegati Guaidò al Viminale

Dl semplificazioni, tutte le misure - Di Maio attacca Fmi: "Reddito? Non ha credibilità per criticarlo" - Consob, Palazzo Chigi: "Savona compatibile" - Voto ai 16enni e logo Pd, tutti contro Zingaretti

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Salvini incontrerà delegati Guaidò al Viminale

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Juan Guaidò, autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, ha chiesto per lettera un incontro a Matteo Salvini, Luigi Di Maio e, a quanto apprende l’Adnkronos, al premier Giuseppe Conte. Il ministro dell’Interno vedrà una delegazione venezuelana lunedì 11 febbraio al Viminale. L’appuntamento segue di qualche giorno la visita di alcuni rappresentanti della comunità venezuelana in Italia che sono stati ricevuti al ministero lunedì 4 febbraio. A quanto apprende l’Adnkronos, nella lettera inviata al premier Conte per un incontro con la delegazione venezuelana, Guaidò si è reso disponibile a partecipare telefonicamente all’incontro.

"Le chiedo la disponibilità - ha scritto Guaidò al vicepremier e ministro dell’Interno - a un incontro a Roma nel più breve tempo possibile con la nostra delegazione, finalizzato ad uno scambio di opinioni sulla decisiva transizione che stiamo vivendo in Venezuela". "In particolare - si legge nella lettera inviata a Salvini - vorremmo poter rappresentare la necessità che in Venezuela si possa giungere in tempi rapidi, e grazie al sostegno della Comunità internazionale, a libere elezioni democratiche". Guaidò esordisce nello scritto esprimendo "i più profondi sentimenti di riconoscenza per la costante vicinanza dimostrata al nostro amato Venezuela", rinnovando la "massima e proficua collaborazione" tra i due Paesi. Poi fa notare che "il complesso periodo storico che il Venezuela sta attraversando, pone ciascuno di noi dinanzi a grandi speranze che leggiamo negli occhi dei nostri concittadini. Ciò comporta grandi responsabilità sia al cospetto della nostra Patria, sia nei confronti della Comunità Internazionale tutta". "Per tali ragioni - e avendo a mente gli indissolubili legami che uniscono il Venezuela e la Repubblica Italiana - credo - scrive ancora Guaidò - sia importante e utile inviare in Italia una delegazione ufficiale, guidata dal Presidente della Commissione Esteri dell’Assemblea Nazionale Francisco Sucre e dal nostro Rappresentante europeo per gli Aiuti Umanitari Rodrigo Diamanti" al fine di illustrare il piano di azione per il "ripristino della democrazia" in Venezuela "mediante l’indizione di elezioni libere e trasparenti e risolvere l’attuale crisi umanitaria che sta colpendo tutti i venezuelani e più di 100mila italiani che vivono in Venezuela".

Guaidò ha chiesto un incontro anche al vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, alla luce del "complesso periodo storico che il Venezuela sta attraversando", si legge nel testo della lettera che l’Adnkronos ha potuto visionare, e che "pone ciascuno di noi dinanzi a grandi speranze che leggiamo negli occhi dei nostri concittadini". Anche nella lettera a Di Maio, Guaidò propone l’invio in Italia di "una delegazione ufficiale, guidata dal presidente della commissione Esteri dell’Assemblea nazionale Francisco Sucre e dal nostro Rappresentante europeo per gli Aiuti umanitari Rodrigo Diamanti", "con la finalità di illustrarLe il piano di azione per il ripristino della democrazia in Venezuela mediante l’indizione di elezioni libere e trasparenti e risolvere l’attuale crisi umanitaria che sta colpendo tutti i venezuelani e più di 100mila italiani che vivono in Venezuela". In particolare, nella missiva l’auspicio di "giungere in tempi rapidi, e grazie al sostegno della Comunità internazionale, a libere elezioni democratiche".

Dl semplificazioni, tutte le misure

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Con 310 sì, 245 no e un’astensione la Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal governo sull’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto legge semplificazioni. Domani dovrebbe arrivare il via libera definitivo.

Da Alitalia al noleggio con conducente, passando per le trivelle e arrivando fino alla rottamazione delle cartelle, il decreto si avvicina al traguardo con molte novità, rispetto al formato entrato in Parlamento. Nel suo cammino ha incontrato non pochi ostacoli: prima c’è stato un assalto alla diligenza (da parte dei senatori delle commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato); poi è arrivata la cura dimagrante (voluta dal Colle e applicata da palazzo Madama). Il risultato è sintetizzato nei capitoli che seguono.

ALITALIA: Proroga del termine per la restituzione del finanziamento attribuito ad Alitalia. Il prestito ponte di 900 milioni, che sarebbe scaduto il 15 dicembre, dovrà essere restituito entro il 30 giugno 2019.

NCC: Entra nel decreto legge semplificazioni il provvedimento, varato in fretta e furia dal governo poco prima di Natale, che contiene la riforma del sistema delle auto da noleggio con conducente.

TRIVELLE: Diciotto mesi di tempo per realizzare il ’Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee’. I canoni di concessione dei terreni vengono incrementati di 25 volte.

ROTTAMAZIONE TER: E’ consentito l’accesso anche ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione bis ma non hanno versato entro il 7 dicembre 2018 le rate di luglio, settembre e ottobre.

NO PROFIT: L’aliquota Ires per gli enti del terzo settore torna al 12% (con la legge di bilancio 2019 era salita al 24%).

PMI: Arriva il fondo di garanzia a sostegno della Pmi creditrici delle pubbliche amministrazioni e che, allo stesso tempo, hanno difficoltà a pagare le rate di finanziamenti contratti con istituti di credito.

ETICHETTA ALIMENTI: Diventa obbligatorio indicare nell’etichetta l’origine di tutte le materie prime utilizzate negli alimenti di produzione nazionale.

ZES: Stop all’Iva nelle zone economiche speciali. E’ prevista l’istituzione delle ’’aree doganali intercluse ai sensi del Codice doganale europeo’’ dove sarà possibile ’’operare, per le merci importate e da esportare, in regime di sospensione dell’imposta’’ Iva. Anche le imprese che operano nella zona logistica semplificata (Zls) possono usufruire di tali procedure semplificate.

RIGOPIANO: E’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per quest’anno, in favore delle vittime di Rigopiano e di coloro che hanno subìto delle lesioni.

SISTRI: Viene soppresso il Sistri, Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, che sarebbe scattato il primo gennaio di quest’anno. Al suo posto arriva il nuovo sistema di tracciabilità, organizzato e gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente. Fino all’entrata in vigore del nuovo strumento è prevista l’applicazione dei meccanismi di tracciabilità tradizionali (registri di carico e scarico, formulari di trasporto e Mud).

Di Maio attacca Fmi: "Reddito? Non ha credibilità per criticarlo"

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(Ileana Sciarra) - Le critiche del Fmi? "Hanno affamato i popoli per decenni, ora ripristiniamo un po’ di giustizia sociale. Non hanno la credibilità per criticare il reddito di cittadinanza". Lo dice all’Adnkronos il vicepremier e ministro Luigi Di Maio, rispondendo a muso duro alla ’bacchettata’ del Fondo monetario internazionale, che ha sferzato l’Italia nel suo consueto report sul Paese criticando anche l’introduzione del reddito di cittadinanza fortemente voluto dal M5S.

Consob, Palazzo Chigi: "Savona compatibile"

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"Nessuna delle situazioni di incompatibilità previste nel nostro ordinamento è applicabile alla nomina" di Paolo Savona alla presidenza della Consob. Tornano a sottolinearlo fonti di Palazzo Chigi, richiamando nel dettaglio tutte le norme che, a detta di alcuni, colliderebbero con l’incarico all’ormai ex ministro per gli Affari europei.

Nel dettaglio, la causa di incompatibilità prevista dalla legge sul conflitto di interessi (n. 215/2004) "non opera nel caso di incarichi assunti presso le autorità indipendenti o organi di rilevanza costituzionale. L’indipendenza di questi organismi fa infatti venir meno la ’necessità di evitare che vi sia coincidenza tra soggetto controllore e controllato’, alla quale il divieto post-carica è preordinato. In tal senso - rimarcano le stesse fonti - si è espressa l’autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm)".

"Nella relazione semestrale del giugno 2006, infatti, è stato ribadito che l’incompatibilità non opera nel caso di incarichi assunti - prima del decorso dei dodici mesi - presso le autorità indipendenti od organi di rilevanza costituzionale, anche alla luce dell’analisi già condotta e dell’esito favorevole dell’accertamento effettuato in precedenti casi relativi ad incarichi rivestiti da ex titolari di carica di governo presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel)".

Le stesse fonti citano, al riguardo, la nomina del penultimo presidente della Consob, Giuseppe Vegas, "che è stato nominato con Dpr 15 dicembre 2010 contestualmente alle dimissioni da vice ministro nel IV governo Berlusconi. Le stesse conclusioni, quindi, possono essere adottate nel caso di un ministro che, cessate le funzioni, assuma un incarico presso un’autorità amministrativa indipendente".

Da Chigi si richiama poi il D.l.s. n. 39/2013 sulla inconferibilità nelle amministrazioni statali, regionali e locali di cariche a soggetti provenienti da enti di diritto privato. "La causa di inconferibilitá - viene dunque sottolineato - non può essere applicata al caso delle autorità indipendenti. L’art. 2, infatti, che individua il campo di applicazione della norma, non fa nessun riferimento alle Autorità amministrative indipendenti".

Ma anche se fosse applicabile alle autorità indipendenti questa disposizione, "le cariche ricoperte da Savona in EuKlid non determinerebbero comunque incompatibilità - sostengono le fonti governative - In particolare, il Fondo Euklid non ha ricevuto finanziamenti, non è regolato dalla Consob, né ha ricevuto dalla Consob qualsivoglia autorizzazione. Il Fondo è soggetto solo all’autorità di borsa britannica (Fsa). Né il ministro ha svolto alcuna attività professionale all’interno di EuKlid". In conclusione, si sostiene a P.Chigi, "il Fondo Euklid non è in alcun modo ricollegabile in via diretta alle funzioni istituzionali svolte dalla Consob". Peraltro, "non si tratta di incarico conferito dalla Consob e anche questo esclude applicabilità del provvedimento".

Altra norma richiamata, il D.l. 2012, n. 95 ( art. 5, comma 9), ovvero la misura che prevede il divieto per le pubbliche amministrazioni e per le autorità indipendenti,inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob). di attribuire incarichi di studio e di consulenza a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza. Gli incarichi sono consentiti gratuitamente e per soli incarichi dirigenziali e direttivo è previsto il limite di un anno di durata.

Questa norma, per P. Chigi, "non risulta applicabile all’ipotesi di nomina, da parte del governo, dell’organo di vertice di un’Autorità amministrativa indipendente, quale è la Consob. La disposizione fa riferimento alle sole nomine che provengano dalle stesse pubbliche amministrazioni ovvero dalle stesse Autorità amministrative indipendenti, e non già a quelle che vengono d potere esecutivo o da altri organi costituzionali".

In questo caso, "l’impulso e l’intera decisione sono di competenza di organi costituzionali e non coinvolgono in alcun modo le pubbliche amministrazioni indicate dalla norma. In ogni caso, non appare applicarsi il limite annuale di durata previsto dalla stessa disposizione, atteso che l’incarico in questione non è inquadrabile tra gli ’incarichi dirigenziali e direttivi’ previsti dalla stessa norma".

Voto ai 16enni e logo Pd, tutti contro Zingaretti

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"Nicò, veramente i primi sedicenni che hanno votato alle primarie oggi sò padri de famija". La deputata del Pd Patrizia Prestipino ha utilizzato il romanesco. Ma, dialetto a parte, nel Pd è tutto un fuoco di fila contro Nicola Zingaretti da parte delle mozioni Martina e Giachetti. A far discutere, la decisione della Commissione congresso di aprire i gazebo ai 16enni e l’utilizzo del logo Pd nella campagna elettorale per le primarie.

"Inspiegabilmente oggi Nicola Zingaretti esulta su Twitter, come se fosse un’odierna conquista, per il fatto che i sedicenni potranno votare alle primarie del Pd - spiega Anna Ascani, che al congresso corre in tandem con Roberto Giachetti -. A questo punto, non so dove sia stato Zingaretti negli ultimi 12 anni e quanto abbia avuto a cuore la partecipazione alla vita democratica del Pd, ma i sedicenni hanno sempre potuto votare alle primarie del Pd". Per la Ascani, "Zingaretti vuole voltare pagina e dimostra di non sapere nemmeno a che pagina siamo: non un buon inizio per chi si candida alla segreteria".

Ma le polemiche più accese sono scoppiate per l’uso del logo Pd. All’indice è finita la modulistica pubblicata sul sito di Piazza Grande, la piattaforma programmatica di Zingaretti per le primarie. Sul volantino preparato per il 3 marzo ci sono gli slogan del candidato ("è tempo di ricostruire" o #voltiamopagina") ma non c’è traccia del logo del Pd. Dal comitato Zingaretti si fa notare come in alto sul volantino campeggi in evidenza la scritta ’primarie Partito democratico’.

"È tempo di rimettere i simboli. Senza polemica eh", scrive su Twitter la deputata Alessia Morani rilanciando il manifesto ’incriminato’ di Zingaretti. La mozione Martina, di fatto, ha replicato annunciando per il 23 e 24 febbraio prossimi una iniziativa in 100 città in tutta Italia con gazebo e volantinaggi sottolineando: "Noi mettiamo il simbolo ovunque". Nei volantini messi a punto per l’iniziativa, il simbolo del Pd appare in basso di fianco allo slogan ’Martina segretario’.

In un breve tweet la replica di Zingaretti: "Piazza Grande. È così da mesi e ve ne accorgete ora? Stiamo aprendo e allargando la base popolare del #Pd. Ricostruire il Partito Democratico: spero che nessuno lo consideri un problema. E comunque grazie per la pubblicità a http://www.piazzaweb.social #PrimariePd".

Redazione

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