TRA STATISTICHE DEI MUSEI E BENI CULTURALI ITALIANI

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Una telefonata inaspettata. Una rimpatriata e un invito a cena da parte di un gruppo di amici e amiche che non vedevo da tempo, non mi ha permesso di rifiutare la bella serata conviviale. Non l’avessi mai fatto. A tavola eravamo in tanti. Tra gli altri un archeologo, due o tre critici d’arte, due funzionari toscani della sovrintenza alle belle arti e qualche antiquario.

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Fino agli antipasti tutto scorreva liscio come l’olio, dopo i primi si è aperto, tra di loro, un dibattitto acceso e competente. Mi sentivo un pesce fuor d’acqua, tanto che ho partecipato alla discussione scambiando solo poche parole. Una vera sofferenza per un logorroico come me. Li ho ascoltato con molta attenzione tanto che per tutta la notte ho pensato e ripensato ammettendo di essere ignorante in materia. Dopo aver ascoltato le loro disquisizioni mi sono convinto di ritrovarmi con le idee più confuse di prima. Ho capito solamente che dati e statistiche non sempre rispecchiano la reale situazione.

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Qualcuno asseriva che secondo alcuni dati l’Italia deterrebbe più del 50% del patrimonio artistico culturale del mondo intero. Per sfatare questo mito, una funzionaria toscana, entrando a gamba tesa, ha esordito dicendo che, a parer suo, questa teoria fosse errata e faziosa. Una terza voce diceva che i siti Unesco non quantificando il reale patrimonio culturale non rappresentava un vero metro di paragone. Mi son permesso intervenire asserendo che, avendo viaggiato molto, potrei confermare che tutto il materiale storico culturale Italiano non lo si può trovare in nessuna altra parte del mondo. Potrei confermare, ho ribadito, che molti reperti e referti posizionate in bella mostra nei maggiori musei mondiali, dal Parigi a Madrid da San Pietroburgo a New York, provengono dall’Italia. Apriti cielo!

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Finalmente qualcuno ha tirato fuori dei dati, dandomi ragione. Il mio mentore asseriva che, per esempio, nella sola zona di Ferrara vi fossero 100 volte più monumenti e opere d’arte che in tutti gli 8000 e passa musei degli Stati Uniti d’America. Ho tirato un sospiro di sollievo; pensavo di aver detto la più grande eresia. Un noto antiquario ha esordito dicendo che, dati inconfutabili asserivano che tutti i “musei pubblici Italiani (fatti salvi i siti archeologici) avevano un numero di visitatori pari alla metà dei visitatori del Louvre di Parigi. A quel punto ho tirato fuori l’asso nella manica.

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Ho chiesto se qualcuno sapesse che da una indagine giornalistica in mio possesso risultava che più della metà dei visitatori del Louvre, per lo più stranieri, andava a Parigi esclusivamente per vedere la Gioconda che, guarda caso, era di nostra proprietà. Una vera e propria diatriba che mi ha permesso di capire come l’Italia richiami turisti in numero inferiore a quello di altre nazioni. Basti pensare che nella classifica “mondiale” dei Musei più visitati, la Francia fosse al primo posto con il Louvre, seguito dal Metropolitan Museum of art di New York, al terzo posto capeggiava la Città del Vaticano e per trovare la prima bandierina Italiana con la “Galleria degli uffizi” di Firenze, bisogna scendere al 21 posto. La rabbia peggiore l’ho provata nel notare che tra il terzo ed il 21 posto, ci precedessero in classifica il Regno Unito, Taiwan e nientepopodimeno che...la Corea del nord. Sarà perchè siamo degli incapaci nel diffondere e/o promozionare la nostra arte? Mah? Curioso come sono prometto che dovrò approfondire la ricerca. A presto!

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