Tensione con Parigi, disagio Conte

Taglio parlamentari, arriva il primo sì - Uranio, Trenta: "Ora Difesa vicina a militari colpiti" - Diciotti, la memoria Salvini. Scontro in Giunta - Decreto semplificazioni è legge - Tav e reddito, Berlusconi pensa a referendum -

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Tensione con Parigi, disagio Conte

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"Attacchi senza precedenti dal governo italiano". Sarà arrivata come una doccia gelata per il premier Giuseppe Conte l’annuncio della Francia di aver richiamato l’ambasciatore a Roma per consultazioni. Conte è in Libano, manca dall’Italia ormai da due giorni, ma fonti di governo immaginano il suo malessere, perché ai piani alti di palazzo Chigi - spiegano fonti di governo- è noto come al presidente del Consiglio certe uscite di Lega e M5S creino disagio, se non addirittura imbarazzo.

"Sicuro è furioso, sicuro - rileva un esponente di governo all’Adnkronos - Conte maschera il suo malessere dietro il consueto aplomb, ma anche il ’fuori onda’ di Piazza Pulita che lo ha pizzicato con la Merkel la dice lunga sul reale stato delle cose". Un fuori onda, per dirla tutta, che non è andato giù nemmeno a Luigi Di Maio, che a fatica si è trattenuto dal rispondere per le rime. Ma per Conte è dura mediare da un lato tra i due azionisti di governo, dall’altro tra l’esecutivo che presiede con il resto degli attori, soprattutto sullo scenario internazionale. Anche perché, riflette la stessa fonte, "qui Salvini e Di Maio battono i pugni, ma poi al tavolo con Macron si ritrova lui, mica loro...".

Da Beirut, intanto, Conte spiega ai cronisti di non aver sentito il presidente francese dopo l’incidente diplomatico delle ultime ore. "Il rapporto tra Italia a Francia ha radici antiche e non può essere messo in discussione da contingenze", taglia corto il premier, assicurando che, nell’incontro con i gilet gialli, Luigi Di Maio ha agito come capo politico, e non come esponente del governo. Facile immaginare come anche le preoccupazioni filtrate dal Quirinale non lo lascino indifferente, anche se il premier taglia corto: "Non ho sentito Mattarella".

Fonti qualificate del Quirinale sottolineano che l’auspicio del capo dello Stato, appena rientrato a Roma dalla visita in Angola, è che si ristabilisca immediatamente un clima di fiducia con i Paesi amici e alleati. Un obiettivo che richiede la considerazione dei reciproci interessi nazionali e il pieno rispetto delle dinamiche istituzionali di ciascun Paese. Mattarella, ribadiscono le stesse fonti, sostiene quindi con forza la necessità di difendere e preservare i consolidati e preziosi rapporti di amicizia e collaborazione con la Francia.

Taglio parlamentari, arriva il primo sì

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Con voti 185 favorevoli, 54 contrari e 4 astenuti, il Senato ha approvato il disegno di legge che riduce il numero dei parlamentari, prevedendo di passare da 315 a 200 senatori e da 630 a 400 deputati. Si tratta della prima delle quattro letture previste per i disegni di legge di riforma costituzionale.

"Oggi è una giornata storica, posiamo la prima pietra per un Parlamento più efficiente, meno costoso. 345 parlamentari in meno, in questi decenni tutte le forze politiche di destra e di sinistra ce lo avevano promesso e non lo avevano mai fatto. Noi manteniamo anche questa promessa" ha commentato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro. "Significa - ha aggiunto - non solo un Parlamento più spedito, più efficiente, meno burocratico, ma anche un Parlamento meno costoso: mezzo miliardo di risparmi a legislatura, 300mila euro al giorno".

Entusiasta il vicepremier Luigi Di Maio che su Facebook ha scritto: "Evviva! Approvato il Tagliapoltrone in Senato! Presto ci saranno 345 parlamentari in meno e un risparmio di mezzo miliardo di euro a legislatura. Dicevano: Impossibile! E invece se lo diciamo lo facciamo! Collegatevi che festeggiamo insieme!". Poi, in una diretta, ha aggiunto: "Oggi ho visto i senatori tagliare sé stessi, sono venuto qui in Senato a godermi la scena". "Il Pd dice che ci vuole una riforma organica, come quella che gli hanno già bocciato due anni fa", l’affondo. Di Maio si è soffermato dunque sull’iter che attende la riforma sul taglio dei parlamentari, "possiamo dire che tra agosto-settembre, massimo fine settembre, riusciamo ad approvarla", ha detto. "Se poi le opposizioni vogliono fare un referendum per tagliare i parlamentari, sarà un piacere farlo" ha aggiunto.

Uranio, Trenta: "Ora Difesa vicina a militari colpiti"
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(Marco Mazzù) - "So che in questi anni ci sono state tante discussioni e tante speranze disattese da parte delle persone coinvolte, alle quali esprimo la mia vicinanza, quella della Difesa e di tutto lo Stato, che ora è vicino ai militari colpiti. Per questo motivo ho voluto accelerare l’avvio di questo tavolo tecnico che ha proprio l’obiettivo di arrivare ai fatti e giungere ad una soluzione equa che ci consenta di ridurre, drasticamente, qualsiasi livello di discrezionalità e soggettività". Lo dice all’Adnkronos il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, spiegando lo scopo del tavolo tecnico istituito sul tema dell’uranio impoverito. "In questo senso, come ho già più volte ribadito, il mio principale desiderio è che il nostro personale non debba essere più costretto a fare causa all’amministrazione Difesa per avere giustizia", aggiunge Trenta.

Il tavolo tecnico sull’uranio impoverito, spiega, partirà "dalle risultanze finali della Commissione Scanu, ovvero la commissione parlamentare di inchiesta che nella scorsa legislatura ha lavorato ottimamente. Proseguiremo dunque in tale direzione, seguendo la strada tracciata, con l’unico obiettivo di porre la persona al centro di ogni nostro sforzo".

"Il tavolo è partito e sono molto soddisfatta - sottolinea all’Adnkronos - Per essere puntuali, quello di oggi è stato un primo incontro di esclusiva natura programmatica in quanto volto alla individuazione dei diversi partecipanti che, dietro mia indicazione, andranno a comporre proprio il tavolo, nonché alla determinazione degli obiettivi da perseguire. Coinvolgerò tutti gli interlocutori interessati sia a livello istituzionale che sociale e tutti coloro che fino ad oggi si sono occupati non solo del tema dell’uranio impoverito ma, più in generale, dell’esposizione a particolari fattori di rischio ambientale durante il servizio".

Diciotti, la memoria Salvini. Scontro in Giunta

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Scontro sulla Diciotti in Giunta. Dopo l’arrivo della memoria di Salvini (LEGGI), con documenti allegati di Conte, Di Maio e Toninelli, la tensione sale. Per il premier c’è stata "attuazione di un indirizzo politico-istituzionale che il governo ha condiviso" si legge nelle sue quattro pagine allegate alla memoria composta da 23 pagine, al vaglio della Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato. Di queste, 16 sono su carta intestata del ministero dell’Interno, più le pagine di Conte e quelle di Di Maio/Toninelli (altre tre). Il plico è stato ricevuto dai membri della Giunta chiamati a decidere sul caso e che è stata aggiornata al termine dei lavori dell’Aula per valutare la ricevibilità delle memorie presentate.

Documenti che però non sarebbero ricevibili per l’ex presidente del Senato Pietro Grasso, secondo il quale andrebbero comunque trasmessi al Tribunale dei Ministri. "Le memorie devono provenire dall’interessato, mentre sono state allegate altre memorie da Conte e da Di Maio e Toninelli, che non sono ricevibili proceduralmente" dice Grasso, lasciando la Giunta. "Nel caso in cui fossero ammessi, visto che è detto in maniera esplicita che si condividono tutte le determinazioni del ministro Salvini, si impone la trasmissione di questi atti al Tribunale dei Ministri e una sospensione della procedura". Perché "non hanno potuto valutare questo aspetto, quello della partecipazione di tutto il governo a questa azione".

GASPARRI - Per quanto riguarda i documenti allegati, ad ogni modo, sono ammissibili: lo ha deciso il presidente della Giunta, Maurizio Gasparri, che ha lasciato Sant’Ivo alla Sapienza, sede dell’organismo parlamentare, dopo il secondo incontro convocato proprio per decidere sull’ammissibilità.

"Ci saranno tra mercoledì e giovedì prossimo nove ore di dibattito in Giunta, poi vedremo quando farò la mia relazione. Ma entro il venti si vota" ha aggiunto poi il senatore azzurro, aggiornando l’agenda dei lavori per arrivare a decidere sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini.

CONTE - Intanto, nella lettera inviata al ministro dell’Interno, che il vicepremier ha allegato alla memoria presentata in Giunta, Conte scrive: "Di questo indirizzo, così come della politica generale del governo, non posso non ritenermi responsabile, ai sensi dell’articolo 95 della Costituzione".

"Le azioni - sottolinea - poste in essere dal ministro dell’Interno si pongono in attuazione di un indirizzo politico-istituzionale. che il governo da me presieduto ha sempre coerentemente condiviso, sin dal suo insediamento". Sulla vicenda della Diciotti "si è reso necessario porre in essere azioni ispirate al massimo rigore" dice Conte. Azioni con due obiettivi: "Contrastare il traffico di esseri umani e impedire la tragica perdita di vite umane", da un lato, e "promuovere una politica di contrasto dell’immigrazione irregolare quanto più possibile condivisa a livello europeo" dall’altro.

DI MAIO - TONINELLI - Sulla vicenda Diciotti "decisioni frutto di una condivisione politica, quanto alla gestione delle operazioni di salvataggio dei migranti a bordo dell’unità navale" è inoltre il passaggio conclusivo della memoria inviata dal vicepremier Luigi Di Maio e dal ministro per le Infrastrutture, Danilo Toninelli, allegata al testo di Salvini.

Per quanto riguarda il tema del voto online dei 5 Stelle, "non mi risulta questa opzione" dice il senatore Francesco Urraro dei 5 Stelle, entrando a Palazzo Madama.

GIARRUSSO - Mentre il capogruppo 5S in Giunta, Michele Giarrusso, dice che "aspettavamo questi documenti, li esamineremo e decideremo insieme la valutazione da fare, la nostra posizione la conoscerete nei prossimi giorni" afferma, parlando anche alla luce di posizioni espresse da esponenti del Movimento, come Nicola Morra, sull’atteggiamento da assumere sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno.

Decreto semplificazioni è legge

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La Camera ha approvato in via definitiva - con 275 voti a favore, 206 contrari e 27 astenuti - il ddl di conversione in legge del decreto che contiene misure urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione.

ALITALIA: Proroga del termine per la restituzione del finanziamento attribuito ad Alitalia. Il prestito ponte di 900 milioni, che sarebbe scaduto il 15 dicembre, dovrà essere restituito entro il 30 giugno 2019.

NCC: Entra nel decreto legge semplificazioni il provvedimento, varato in fretta e furia dal governo poco prima di Natale, che contiene la riforma del sistema delle auto da noleggio con conducente.

TRIVELLE: Diciotto mesi di tempo per realizzare il ’Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee’. I canoni di concessione dei terreni vengono incrementati di 25 volte.

ROTTAMAZIONE TER: E’ consentito l’accesso anche ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione bis ma non hanno versato entro il 7 dicembre 2018 le rate di luglio, settembre e ottobre.

NO PROFIT: L’aliquota Ires per gli enti del terzo settore torna al 12% (con la legge di bilancio 2019 era salita al 24%).

PMI: Arriva il fondo di garanzia a sostegno della Pmi creditrici delle pubbliche amministrazioni e che, allo stesso tempo, hanno difficoltà a pagare le rate di finanziamenti contratti con istituti di credito.

ETICHETTA ALIMENTI: Diventa obbligatorio indicare nell’etichetta l’origine di tutte le materie prime utilizzate negli alimenti di produzione nazionale.

ZES: Stop all’Iva nelle zone economiche speciali. E’ prevista l’istituzione delle ’’aree doganali intercluse ai sensi del Codice doganale europeo’’ dove sarà possibile ’’operare, per le merci importate e da esportare, in regime di sospensione dell’imposta’’ Iva. Anche le imprese che operano nella zona logistica semplificata (Zls) possono usufruire di tali procedure semplificate.

RIGOPIANO: E’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per quest’anno, in favore delle vittime di Rigopiano e di coloro che hanno subìto delle lesioni.

SISTRI: Viene soppresso il Sistri, Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, che sarebbe scattato il primo gennaio di quest’anno. Al suo posto arriva il nuovo sistema di tracciabilità, organizzato e gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente. Fino all’entrata in vigore del nuovo strumento è prevista l’applicazione dei meccanismi di tracciabilità tradizionali (registri di carico e scarico, formulari di trasporto e Mud)

Tav e re,ddito, Berlusconi pensa a referendum
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Un referendum sulla Tav e sul reddito di cittadinanza. Silvio Berlusconi starebbe seriamente pensando di rilanciare l’idea di una consultazione popolare per dare il via libera all’alta velocità Torino-Lione e per contrastare la misura bandiera del M5S. Schiacciato dai sondaggi che danno Matteo Salvini in ascesa, il Cav vuole uscire dall’angolo e mettere ’l’alleato’ leghista di fronte alla scelta: Matteo dovrà decidere da che parte stare, è il ragionamento che si fa nello stato maggiore di Arcore. Ancora oggi sul Corriere della sera Berlusconi ha previsto che quanto prima il leader della Lega romperà l’alleanza "innaturale" con il M5S.

Il filotto di voti regionali, domenica l’Abruzzo, poi la Sardegna e la Basilicata, potrebbe favorire un ricompattamento del centrodestra, è l’auspicio in casa azzurra. E oggi, a un anno di distanza dall’ultima apparizione pubblica, Berlusconi, Salvini e Meloni saranno di nuovo insieme a Pescara per sostenere il candidato governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio. In questo contesto, il referendum sulla Tav, ipotesi che lo stesso Salvini ha più volte evocato di fronte ai niet dei grillini, potrebbe essere il terreno ideale per ridare fiato a Forza Italia. Berlusconi, spiegano fonti azzurre, sarebbe rimasto impressionato dalle due piazze pro Tav di Torino, dove si è radunato quel popolo moderato, quell’altra Italia come gli piace chiamarla, schierata a favore dell’opera (anche in Piemonte le regionali sono alle porte).

Anche le posizioni di personalità come Vittorio Feltri e Giuliano Ferrara avrebbero fatto riflettere il Cav sulla necessità di dare una ’spallata’. Il referendum tra l’altro troverebbe il favore anche dell’altro alleato, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che già a livello comunale a Torino ha promosso la raccolta delle firme. Nello stesso filone si innesta il no al reddito di cittadinanza, bandiera dei 5 stelle, che Berlusconi non si stanca di attaccare e bollare come ’’incapaci’’. Il referendum, anche in questo caso, avrebbe l’ok di Fdi e tornerebbe a mettere Salvini di fronte al bivio: salvare il governo e la sua avventura con il M5S; oppure tornare a pieno titolo nello schieramento naturale del centrodestra.

Redazione

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