Terrore in Calabria per una sparatoria avvenuta in spiaggia

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Spari e attimi di terrore nella spiaggia di un camping in Calabria. Alle ore 15:30 di domenica scorsa, a Nicotera, in provincia di Vibo Valentia, un uomo a volto scoperto, dopo alcuni spari ripetuti, ha ucciso Francesco Timpano, di 43 anni, nella spiaggia di proprietà del camping “Il Gabbiano”. Al momento dell’aggressione, l’uomo è stato visto anche da altre persone in spiaggia, che si sono subito allarmate. Secondo i carabinieri della Compagnia di Tropea, che sono subito accorsi sul posto, si sarebbe trattato di un agguato intenzionale ai danni della vittima, che era stata già arrestata in precedenza per possesso di droga. Inoltre, lo stesso Francesco Timpano era il fratello di Pantaleone Timpano, ferito l’11 maggio scorso durante un agguato. In quell’occasione il fratello della vittima era rimasto ferito durante la sparatoria avvenuta in un bar. Il colpevole fu Francesco Oliveri, associato alla cosca dei Mancuso di Limbadi, un paesino in provincia di Vibo Valentia. Quel giorno, lo stesso Oliveri, precedentemente, aveva aperto il fuoco anche contro Vincenzo Timpano, altro fratello della vittima. In quell’occasione erano morte due persone, Giuseppina Mollese e Michele Valarioti, in una vera e propria strage avvenuta tra Nicotera e Limbadi. Successivamente, dopo tre giorni di latitanza, Francesco Oliveri si era costituito.

cms_9965/2.jpgSecondo ulteriori indagini, tutti questi omicidi, avvenuti nell’arco di quest’anno nella stessa zona, sarebbero riconducibili ad un’unica scia di sangue. Infatti, tutto farebbe parte di un piano di una rivendicazione messa in atto dallo stesso Francesco Oliveri per la morte del giovane fratello Mario Oliveri, a cui avevano sparato mentre era in auto nel 1997.

Più di una volta nel vibonese, soprattutto nel comune di Limbadi, si sono verificati omicidi a sangue freddo in strada, tra i passanti. I nuclei antimafia calabresi da anni stanno indagando nella zona per arrestare i membri delle cosche mafiose che vi operano, gestendo traffici di armi e droga. Purtroppo, però, come dimostrato da quest’ultimo episodio, i membri di queste famiglie non hanno alcuna difficoltà e paura a imporre un clima del terrore in paesi come Limbadi, con gesti e mattanze sempre più eclatanti.

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Già il 25 giugno scorso, durante un’operazione della squadra antimafia di Vibo Valentia, sono stati arrestati ben 6 membri della famiglia Mancuso, tra cui la matriarca Rosaria Mancuso, in merito a un’inchiesta sulla morte del giovane Matteo Vinci, avvenuta il 9 aprile scorso durante un’esplosione. Questo perché il giovane e la sua famiglia si erano rifiutati di vendere i propri terreni ai Mancuso.

Francesco Ambrosio

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