UNA SOCIETA’ DI PLASTICA

Verso una produzione e consumo più sostenibile

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Ogni anno vengono disperse negli ecosistemi cento milioni di tonnellate di plastica, di cui più di centocinquantamila riversate negli oceani, le quali rappresentano una minaccia letale per la biodiversità e la salute del nostro pianeta. Le grandi multinazionali degli alimenti e delle bevande predominano sull’utilizzo di packaging usa e getta, posizionandosi in vetta alla lista dei maggiori contribuenti dell’inquinamento ambientale da plastica. In seguito ai dati raccolti da un rapporto stilato da Greenpeace, nell’Ottobre dello scorso anno, sull’utilizzo di plastica monouso da parte di undici grandi aziende - Coca-Cola, Colgate-Palmolive, Danone, Johnson e Johnson, Kraft Heinz, Mars, Nestlé, Mondelez, PepsiCo, Procter & Gamble e Unilever-, l’elevato uso di plastica e lo scarso riciclo delle multinazionali in questione, viene messo sotto accusa: i loro imballaggi si trovano con maggior frequenza fra i rifiuti di tutto il mondo. Così dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace Italia: “L’intero settore, oltre a non affrontare la grave crisi ambientale dell’inquinamento da plastica, prevede l’incremento delle vendite di prodotti imballati in plastica usa e getta che potrebbe aggravare la contaminazione negli anni a venire. Bisogna sfatare il mito” – aggiunge Ungherese – “Che tutti gli imballaggi immessi in commercio possano essere raccolti e riciclati e di questo le grandi multinazionali devono prenderne atto e smettere di ingannare i consumatori”.

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Tuttavia la maggior parte delle aziende non ha voluto condividere i dati relativi alla quantità di imballaggi prodotti. In controtendenza, la Coca Cola Company ha ammesso, alla Ellen MacArthur Foundation, organizzazione che da anni si batte contro l’inquinamento da plastica, di produrre ben tre milioni di tonnellate di plastica all’anno, equivalenti a duecentomila bottiglie al minuto. La multinazionale americana, inoltre, ha dichiarato di impegnarsi a produrre utilizzando maggiormente materiali riciclati: “Entro il 2030, il sistema Coca-Cola mira anche a produrre bottiglie con una percentuale media di contenuto riciclato del 50%. L’obiettivo è stabilire un nuovo standard globale per il packaging delle bevande” si legge nel comunicato ufficiale. Secondo la Ellen MacArthur Foundation: “La decisione di oltre 30 società di comunicare pubblicamente i volumi annuali di imballaggi in plastica nella relazione è un passo importante verso una maggiore trasparenza. Ci complimentiamo con le aziende che pubblicano questi dati e incoraggiamo tutte le aziende che producono e usano la plastica a divulgare la propria impronta ecologica”. Durante la quarta Assemblea delle Nazioni Unite sull’ambiente, svoltasi dall’11 al 15 marzo a Nairobi, in Kenya, i ministri di oltre 170 Stati membri dell’ONU si sono impegnati a promuovere l’adozione di modelli di consumo e produzione sostenibili. per definire la nuova agenda ambientale globale. Si tratta di un nuovo patto non vincolante, non sostenuto dagli Stati Uniti che, nel caso della plastica monouso, hanno esercitato pressioni sul posticipare di 5 anni la data del termine del testo finale, fissata al 2025.

Nicòl De Giosa

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