UN PARI (2-2) AL SAN NICOLA CHE RALLENTA LE AMBIZIONI DEL BARI

VIVARINI: “DOBBIAMO IMPARARE A NON GESTIRE LE PARTITE E A DOMINARE DI PIU’”

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Questa volta non prevale la legge del “San Nicola” e così, dopo tre vittorie consecutive, il Bari è costretto a rallentare. Pareggia, infatti, 2-2 contro la Vibonese in una gara che ha segnato un passo indietro sotto l’aspetto del gioco e del risultato. Con questo pareggio, tuttavia, diventano otto i risultati utili consecutivi (4 vittorie e 4 pareggi) ottenuti dal Bari di Vivarini ancora imbattuto. Un risultato giusto, ma anche un’occasione sprecata contro una squadra che aveva dimostrato una certa fragilità soprattutto in trasferta. Non a caso la squadra calabrese ha ottenuto appena 4 punti sui 17 conquistati complessivamente.

LA PARTITA

Con il 3-5-2 il tecnico del Bari, Vincenzo Vivarini, manda in campo: Frattali; Sabbione, Di Cesare, Perrotta; Berra (86’, Kupisz), Awua (76’, Neglia), Schiavone, Folorunsho (67’, Terrani), Costa (65’, Corsinelli); Simeri (76’, Floriano), Antenucci.

Con il 4-3-3, invece, l’allenatore della Vibonese, Giacomo Modica, schiera: Greco, Ciotti, Redolfi, Altobello (7’, Malberti), Mahrous (46’, Tito); Prezioso, Petermann, Tumbarello; Berardi (56’, Pugliese), Bubas (56’, Emmausso) Bernardotto (56’, Taurino).

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Inizia nel migliore dei modi la partita del Bari. Antenucci (5’) approfitta di un pasticcio difensivo tra Altobello (poi costretto ad uscire in barella) e il portiere Greco e dalla lunga distanza piazza un rasoterra che si insacca nella porta calabrese ormai sguarnita. Nonostante il vantaggio sono ancora i biancorossi a rendersi pericolosi. Simeri (12’) si ritrova tutto solo in area, ma il portiere, Greco, respinge incredibilmente la sfera. La Vibonese, però, reagisce e va vicino al pareggio con Berardi (18’) fermato dalla tempestiva uscita di Frattali al limite dell’area e con Bernardotto (25’) la cui conclusione sfiora il palo alla destra del portiere biancorosso. Nel finale di tempo, tuttavia, la gara torna su un piano di maggiore equilibrio. Ma nella ripresa, come già accaduto in avvio di gara, parte meglio il Bari. Antenucci (54’) si libera in area di due avversari ed effettua un diagonale che costringe Greco alla deviazione.

Qualche minuto dopo, tuttavia, la Vibonese giunge al pareggio con Taurino (59’) bravo a ingannare Frattali con un tocco chirurgico. Il Bari subisce il contraccolpo e ne approfitta Emmausso (63’) che subito dopo raddoppia per gli ospiti al termine di un’azione in grande velocità.

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Il tecnico biancorosso, allora, inserisce Terrani (68’) che ricambia immediatamente la fiducia del mister pareggiando con un tocco pennellato che scavalca Greco. Le squadre si allungano e si aprono ampie praterie da una parte e dall’altra. Ancora Bari pericoloso con Perrotta (71’) e Terrani (72’), ma si oppone l’ottimo Greco. Pericoloso ancora Antenucci (80’), ma ancora una volta il portiere ospite è bravo a respingere la sfera. Poi, un finale convulso alla ricerca della vittoria, ma non c’è più tempo.

ANALISI E COMMENTI

Il Bari, dunque, perde una grande occasione per restare agganciato al treno delle prime. Certo ci si aspettava una vittoria, ma non era per nulla scontata. La squadra calabrese, in effetti, nonostante i numeri impietosi (appena 4 punti conquistati e 16 gol incassati in trasferta) gioca un buon calcio fatto di continue sovrapposizioni e di tanto movimento senza palla di chiaro stampo zemaniano. E alla fine la differenza di valori tecnici in campo non si è vista e la squadra calabrese ha meritato il pareggio. Il Bari, dal canto suo, è stato lento e poco aggressivo per gran parte della gara. Solo nel finale la squadra biancorossa ha avuto una reazione nervosa grazie anche alla spinta dei nuovi entrati, ma evidentemente ha patito più del dovuto anche le diverse assenze in mezzo al campo.

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C’è rammarico perché avremmo potuto fare meglio in genere - ha esordito Vivarini nel post partita - ma anche per la classifica. Dobbiamo cercare in questo momento di fare risultato. Temevo questa gara e questa squadra che ha caratteristiche che potevano metterci in difficoltà. E così è stato. In certi momenti della partita non eravamo precisi nelle uscite e così la Vibonese guadagnava campo. Loro corrono tanto e dobbiamo correre anche noi. Questa è una squadra, invece, a cui piace gestire e questo non va bene. Dobbiamo essere bravi ad aggredire e a dominare. Essere pronti alla battaglia e non avere un atteggiamento di attesa. Bisogna giocare di più, dare di più e comandare di più. Mi sono piaciuti molto gli ultimi venti minuti della partita dove la linea difensiva si è alzata e chi è entrato lo ha fatto con lo spirito giusto dando aggressività e spinta in più. Ora testa bassa e lavorare di più per risalire”.

In effetti il Bari può e deve ancora migliorare tanto. E soprattutto, se vuole cercare di limitare lo svantaggio e restare nella scia della Reggina la squadra biancorossa ha l’obbligo di vincere almeno le prossime quattro gare di campionato, di cui tre lontane dal “San Nicola”. Non sarà una passeggiata - come ha dimostrato la gara contro la Vibonese - perché Bisceglie, Paganese, Teramo (unica in casa di questo mini ciclo di partite) e Rende daranno battaglia e proveranno a fermare la corazzata barese, ma il Bari deve per lo meno provarci perché sono squadre decisamente alla portata. Intanto la situazione in classifica comincia a diventare un po’ pesante perché mentre il Bari (23) pareggia in casa contro la Vibonese, le altre dirette concorrenti vincono tutte a partire dalla Reggina (31), così come anche Ternana (26) e Monopoli (25).

Rino Lorusso

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