URBANISTICA E DINTORNI

Leggi, norme, regolamenti e la diversificazione nelle realtà di altri Paesi

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L’urbanistica è il complesso sistema di leggi, norme, regolamenti, previsioni demografiche, nonché tutela ambientale, prevenzione, sicurezza e altro, con cui si definisce e si attua l’identità topografica dei centri urbani. Questo sistema si sviluppa tra l’assetto esistente è quello di espansione futura, attraverso strumenti urbanistici, preventivamente studiati ed elaborati da tecnici progettisti di settore, che, nel rispetto di taluni parametri, determinano e impongono le norme, le regole e il sistema dell’attuazione.

Nel nostro paese le norme urbanistiche sono al quanto restrittive e, in alcuni casi, vessatorie, tanto da condizionare lo sviluppo urbano ed edilizio, anche per la complessità del rilascio delle relative autorizzazioni (concessioni, permessi di costruire), da parte degli enti preposti, in un tourbillon frenetico, che rende difficile anche le cose semplici, provocando ritardi e allungamenti dei tempi.

I parametri da rispettare sono tanti, di cui alcuni legittimi e importanti per assicurare l’uniformità, la sicurezza e la razionalità (allineamento stradale, altezza e volumetria massima consentita, in funzione della tipizzazione di zona, con relativo indice di fabbricabilità, aree a verde pubblico, spazi e aree condominiali a parcheggio, viabilità adeguata); altri, invece, si rivelano tendenzialmente vessatori e non al passo con i tempi, provocando impedimenti e allungamento dei tempi inutili e controproducenti.

Sarebbe opportuno che in futuro prevalga un orientamento più elastico e permissivo, sia per l’impatto visivo più moderno e gradevole sia per uno snellimento dell’iter burocratico per l’espletamento delle specifiche autorizzazioni dei programmi urbanistici.

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Pur riconoscendo la legittimità e l’importanza delle leggi e regolamenti urbanistici del nostro paese, sarebbe opportuno confrontare il nostro sistema con quelli di altri luoghi nel mondo e rendere praticabile quello che di buono e innovativo si può riscontrare altrove, ripensando in termini più moderni l’assetto e lo sviluppo urbanistico, puntando anche all’originalità e alla bellezza, in modo tale da produrre un’attrattiva turistica e di riflesso crescita sociale, economica, culturale.

Questo non vuol dire favorire la “cementificazione” selvaggia a discapito del verde (come si ribadiva in una canzone di qualche decennio di un nostro grande artista) ma, semplicemente favorire un assetto urbanistico più moderno, con il giusto equilibrio tra l’edificato e il verde, nonché servizi e infrastrutture adeguati a sostegno della vivibilità.

Questo contesto è riscontrabile in diverse realtà sociali nel mondo che sono, inconfutabilmente, di esempio e che ci fanno rimanere allibiti per l’ammirazione che si meritano. Ci sono luoghi esclusivi laddove i grattacieli sono parte integrante di una realtà urbana, perché la loro presenza è contestuale a quella di grandi aree a verde attrezzato, ampi parcheggi internati e quant’altro necessario per assicurare la vivibilità, la bellezza, l’esclusività, con il benessere, l’agiatezza di cui è sempre meglio godere anziché passivamente e tristemente desiderare.

Naturalmente, tutto ciò non è un sogno a cielo aperto ma realtà riscontrabile per chi ha la possibilità di concedersi viaggi-vacanze all’estero. E allora, giusto per segnalare qualcosa (purtroppo non visivo ma solo di apprendimento conoscitivo) a chi non ha questa possibilità, citiamo alcuni luoghi urbanisticamente tipizzati in questa ottica: a) le grandi capitali nel mondo, come New York, Tokyo, Hong Kong, Shangai, che hanno avuto una espansione forse un po’ esagerata di cementificazione, ma con tanti servizi e infrastrutture; b) Dubai, che è una metropoli creata nel deserto è sul mare e dove tutto è da record e privato; c) Singapore, che, probabilmente, è il posto più attrattivo perché, contestualmente ai grandi fabbricati di bell’aspetto, c’è anche tanto verde con grandi parchi tra un grattacielo e l’altro, molteplici piani interrati per parcheggi e tutto funzionale e curatissimo; d) Copenaghen, capitale della Danimarca, che ha adottato un sistema davvero innovativo e singolare per risolvere il problema della congestione del traffico cittadini e, contestualmente, migliorare l’equilibrio e la tutela ambientale, nonché rendere più gradevoli e meno onerosi gli spostamenti dei cittadini, ovvero la circolazione sul mare, attraverso specifici canali predefiniti, con mini barche e canoe mono-biposti (chiamate yakay) alimentate con energia solare, in alcuni casi in uso gratuito per chi raccoglie e consegna bottiglie di plastica riciclabile per la realizzazione delle stesse barche canoe e, ancora, bar, posti ristoro, ristoranti, luoghi d’intrattenimento, sempre sul mare: così, la vita per i cittadini scorre davvero piacevolmente...

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Si potrebbero elencare tanti altri posti di questo genere, ma è meglio fermarci qui per non rischiare di seminare invidia verso gli altri, mentre la nostra realtà è ben diversa. Auguriamoci, invece, un futuro migliore, tenendo conto, purtroppo, della nostra condizione sociale, economica, politica. Poiché la speranza è l’ultima a morire, l’auspicio è quello che ciascuno, a cominciare dai nostri politici amministratori, faccia qualcosa di buono per migliorare, nei limiti del possibile, la nostra condizione e credibilità. Facciamolo con un look più raffinato, ricordandoci che una volta la nostra fama nel mondo, nonostante il disagio economico di allora, era quella del “bel paese”.

Antonio Iasillo

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