USA: 2000 MILIARDI DI MOTIVI PER SPERARE

Trump firma un pacchetto da 2 bilioni e chiede la produzione di ventilatori

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2 bilioni. 2000 miliardi di dollari, 2 milioni di milioni. Esiste un’infinità di modi per definire la cifra approvata da Donald Trump, che ha firmato la legge sugli aiuti di emergenza. Il pacchetto di stimoli è il più ingente finanziamento della storia degli Stati Uniti. Ma si sa, situazioni straordinarie richiedono misure straordinarie.

In tempo record l’America ha superato tutti per numero di contagi, oltre 100 mila, e ciò ha fatto scattare il Defense Production Act. Consiste in una norma che permette agli Stati Uniti d’America di chiedere alle aziende di produrre beni necessari. “Ho invocato il Defense Production Act per costringere General Motors a produrre e a dare priorità ai contratti federali per i ventilatori” fa sapere il tycoon.

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Il presidente a stelle e strisce aveva accusato il colosso automobilistico di tergiversare nelle trattive prolungate sulla realizzazione dei ventilatori. “Gli ospedali non hanno molti ventilatori, ma ora stiamo scoprendo che dobbiamo produrre grandi numeri”. GM si era difesa rivendicando di aver lavorato giorno e notte per fronteggiare questa urgente necessità.

Trump ha aggiunto che paesi come Regno Unito, Germania, Spagna e Italia necessitano fortemente questo genere di attrezzature, e l’America è disposta a produrne ed esportarne anche in quantità industriale. “Siamo in grado di farlo e faremo molto di più” assicura.

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La speranza risiede in un piano condiviso con tanti paesi europei, come la Germania e la Francia: aiutare i lavoratori e le imprese più a rischio. L’idea, sempre più concreta, è quella di erogare 1200 dollari a ciascuno dei contribuenti, a patto che abbia un reddito inferiore ai 75 mila dollari. Le famiglie, inoltre, otterrebbero 500 dollari per figlio, fino a un tetto massimo di 3 mila dollari. Il contributo scende leggermente per il reddito oscillante tra i 75 mila e i 99 mila dollari, per poi annullarsi se si sale ancora. Anche questo punto è in fase di approvazione.

E non è tutto. “Ho sentito Xi Jinping, – continua Trump – ho grande rispetto per lui ma sono anche arrabbiato per questa vicenda, i cinesi avrebbero dovuto informarci prima”. Che siano all’orizzonte nuove controversie internazionali?

(foto dal web)

Francesco Bulzis

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