Umiltà: la bellezza di riconoscere i propri limiti

Umilta__la_bellezza_di_riconoscere_i_propri_limiti.jpg

Mettersi da parte, anche per poco tempo, serve a capire quale percezione hanno gli altri di noi. È sempre utile sperimentare per un attimo il significato della parola umiltà. Quest’ultima da non confondersi con la debolezza, con la povertà di contenuti, con l’essenzialità, con la miseria, ma da considerarsi come qualcosa che ci pone sempre in un atteggiamento di ascolto e di rispetto nei confronti di chi ci circonda. Non sempre chi ha la meglio nelle situazione è colui il quale ha agito con rettitudine.

cms_11397/2.jpg

L’umiltà che fa riferimento all’animo umano, però, non ha niente a che fare con la povertà e allo stesso tempo non riguarda la modestia. E’ qualcosa che si riferisce al cuore, all’animo di una persona pronto a relazionarsi e a lasciare spiragli e spazi da riempire nell’interazione con gli altri. Essere umili non vuol dire essere pieni di sé a tal punto da non riuscire a vedere il buono che c’è intorno. Bisogna invece cogliere tutto ciò che riserbano le situazioni che quotidianamente viviamo, avere occasioni per aprire i nostri orizzonti e mettersi sempre nella condizione di imparare e di non sentirsi mai arrivati. È necessario apprendere sempre, mettere in pratica ciò che teoricamente conosciamo, essere integri e perché no avere un po’ di fortuna… “Io so di non sapere”, diceva il buon Socrate avvallando la sua tesi della “docta ignorantia” che è uno dei doni più preziosi che il filosofo greco abbia lasciato in eredità all’umanità. Si fa fatica ad ammettere ciò, nell’era in cui la comunicazione è totale, ci si sente tutti arrivati ed all’apice del successo…

cms_11397/3.jpg

Incuriosirsi spesso con lo stupore disarmante di un bambino è garanzia per schiudere le porte della conoscenza, è garanzia per cogliere le sorprese nascoste fra le cose più semplici. Adagiarsi sui facili allori ci spinge a non progredire e a vivere di rendita. Ogni giorno invece bisogna conquistarsi il proprio posto nel mondo con l’impegno e la costanza di chi riconosce di essere sempre proteso a mettersi in discussione per cercare di dare il meglio di sé, riconoscendo i propri limiti. Smettiamo la corsa al perfezionismo perché siamo essere umani pieni di fragilità e contraddizioni, ma non per questo privi di logica e di sincerità.

La nostra umiltà sarà quella di non sentirsi inferiori, ma non per questo capaci di giungere ad una nuova umanità che ci permette di crescere e di migliorare. Tutti possono insegnarci qualcosa perché in ognuno di noi c’è qualcosa di buono. Ci sentiamo ricchi per quel poco che abbiamo e non per quello che vorremmo avere. L’ostilità che gli altri possono mostrare nei nostri confronti ci farà sperimentare cosa vuol dire umiltà il fatto cioè di riconoscere i nostri limiti e le nostre fragilità che ci aiutano a crescere ed ad arricchirci interiormente. Rimanere umili e capire che in ogni circostanza c’è sempre qualcosa da imparare è una cosa fondamentale per progredire. E non dimentichiamo che è bene essere umili, ma non umiliati…

Ester Lucchese

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su