Una stima del debito pubblico italiano

Il debito si riduce con la crescita dei consumi e dell’occupazione

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L’Eurostat attraverso il database Ameco prende in considerazione un insieme di variabili le quali fanno riferimento effettivamente alla dimensione macroeconomica dell’economia dei vari paesi dell’Unione Europea. In modo particolare nell’analisi seguente sono state prese in considerazione le variabili relative all’economia italiana nel periodo compreso tra il 1960 ed il 2019. L’equazione stimata è indicata di seguito:

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Le singole relazioni vengono analizzate singolarmente per cogliere degli elementi tipici delle connessioni. Tuttavia si intende che le relazioni poste in essere non sono del tipo causa-effetto, ma sono piuttosto delle associazioni di fenomeni che vengono ad essere determinati su base empirica.

La relazione tra debito lordo delle amministrazioni pubbliche e popolazione totale. La relazione tra debito lordo delle amministrazioni pubbliche è positiva con un valore del p-value significativo a livello statistico. La crescita della popolazione è associata ad una crescita del debito pubblico delle amministrazioni nel periodo tra il 1960 ed il 2018. La crescita del debito delle pubbliche amministrazioni è associata anche ad una crescita della popolazione per il fatto che lo Stato è chiamato a produrre dei servizi come per esempio la scuola, la sanità ed anche i trasporti. L’ammontare complessivo dei servizi pubblici sembra essere rilevante per la crescita del debito pubblico. Pertanto all’aumentare della popolazione cresce anche il debito pubblico delle amministrazioni predisposto per fare fronte ai servizi del welfare state nei confronti della popolazione. Tuttavia è anche vero che una crescita della popolazione dovrebbe segnare in un certo senso anche la riduzione del valore del debito pubblico per il fatto che dovrebbe crescere anche l’occupazione ed il valore aggiunto prodotto. Tuttavia nel periodo analizzato la crescita della popolazione per l’economia italiana ha comportato anche una crescita del debito.

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Figura 1. Relazione tra il debito delle pubbliche amministrazioni e l’ammontare della popolazione. Fonte: Ameco.

Relazione tra il debito lordo delle amministrazioni pubbliche ed il consumo finale a prezzi correnti. La relazione tra il debito della pubblica amministrazione ed il valore finale del consumo a prezzi correnti è negativa. Questa relazione indica che se il consumo finale a prezzi correnti, e quindi comprensivo dell’inflazione, cresce allora il debito della pubblica amministrazione si riduce. La riduzione del debito della pubblica amministrazione attraverso la crescita del consumo può essere considerato come l’impatto dell’imposizione fiscale che incrementa le entrate degli enti pubblici e che quindi riduce la dimensione dell’indebitamento. In modo particolare quando aumentano i consumi aumenta anche l’imposizione fiscale, attraverso il riferimento all’Iva, e nello stesso tempo anche alla crescita delle imposte derivanti dal reddito delle società, oltre che dalla crescita complessiva dei redditi anch’essi tassati. Pertanto una crescita dei consumi tende ad avere un ampio significato in termini di valore aggiunto sottoposto a tassazione e per questa medesima motivazione tende a migliorare la condizione finanziaria degli enti pubblici attraverso l’alleggerimento delle posizioni debitorie. In modo particolare il fatto che crescano i consumi approssima la crescita del prodotto interno lordo ovvero la crescita del reddito e pertanto delle entrate dello Stato.

La relazione positiva tra il debito lordo delle amministrazioni locali e l’indice dei prezzi al consumo armonizzato. Si tratta di una relazione positiva. In modo particolare l’indice dei prezzi al consumo risulta essere una misura dell’inflazione. La relazione mostra una crescita della relazione tra debito delle pubbliche amministrazioni e valore dell’inflazione. Ovvero una crescita dell’inflazione è associata ad una crescita del debito pubblico. Si tratta di una relazione in realtà controfattuale. In effetti la crescita dell’inflazione dovrebbe sostanzialmente migliorare la condizione del debito e pertanto per questa via dovrebbe venire a ridursi anche il valore del debito. Tuttavia l’idea che l’inflazione possa beneficiare nel lungo periodo la condizione del debitore è in realtà parziale perché essa non tiene conto sostanzialmente di due elementi indicati di seguito che sono rilevanti con riferimento al debitore, quando il debitore è rappresentato dallo Stato ovvero:

  • il tasso di interesse: in caso di crescita dell’inflazione anche il tasso di interesse cresce. Infatti il tasso di interesse non è altro che un prezzo, ovvero il prezzo che viene pagato dal debitore. Pertanto nel processo di crescita complessiva dell’inflazione cresce anche il tasso di interesse e per tale via viene ad essere peggiorata la condizione del soggetto che deve prendere a prestito. Ovvero, nello specifico, il debito contratto prima dell’incremento inflattivo risulta essere beneficiante della crescita dell’inflazione, tuttavia il debito contratto a seguito della crescita dell’inflazione in realtà incorpora un prezzo del denaro più alto corrisposto dal debitore a titolo di tasso di interesse.
  • la percezione del peggioramento della condizione complessiva dell’economia: inoltre occorre considerare che la crescita dell’inflazione allarma i mercati internazionali che potrebbero essere indotti a richiedere tassi di rendimento alti sull’obbligazione passiva dello Stato per sottoscrivere il debito delle pubbliche amministrazioni. Pertanto il peggioramento della condizione inflattiva può essere sostanzialmente un onere che verte sullo stato attraverso un peggioramento delle condizioni di accesso al credito internazionale.

Pertanto, per quanto a livello microeconomico ed anche nel settore privato della macroeconomica sia certamente preferibile la presenza di una crescita inflattigva per migliorare la condizione del debitore, per quanto riguarda invece la dimensione dell’economia pubblica, ovvero la dimensione specifica del debito pubblico risulta essere assolutamente indispensabile ridurre l’inflazione per evitare che cresca il tasso di interesse ed il tasso di rendimento richiesto dai creditori-sottoscrittori.

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Figura 2. La relazione tra debito pubblico e inflazione. Fonte: Erustat Ameco. Dati afferenti l’Italia nel periodo 1960-2018.

Relazione tra il debito delle amministrazioni pubbliche ed il consumo finale delle famiglie. La relazione tra il valore del debito della pubblica amministrazione ed il consumo delle famiglie è una relazione negativa. In modo particolare valgono anche in questo caso le considerazioni svolte precedentemente: la crescita dei consumi induce ad una miglioramento del debito delle pubbliche amministrazioni per il tramite della crescita del valore delle imposte ovvero delle entrate pubbliche. La crescita dei consumi induce ad una crescita dell’imposizione fiscale diretta e indiretta ovvero dell’imposta sul valore aggiunto ed anche delle imposte che fanno riferimento al reddito. Il miglioramento delle entrate fiscale migliora l’equilibrio finanziario dello stato e quindi riduce la tensione nei confronti del debito.

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Figura 3. La relazione tra crescita delle imposte e riduzione del debito pubblico. Fonte: Ameco Paese Italia.

La relazione tra il debito consolidato delle amministrazioni pubbliche ed il consumo individuale delle amministrazioni pubbliche. Si tratta di una relazione positiva. Chiaramente le amministrazioni pubbliche attraverso il debito sostanzialmente finanziano la spesa. Quindi la spesa cresce attraverso il debito e viceversa ovvero il debito è prodotto dalla spesa. Per questo molti governi, come per esempio il governo Monti ed i seguenti governi Letta e Renzi hanno inteso di istituire un controllo della spesa pubblica per il tramite della costituzione di una task force dedicata guidata dall’economista internazionale Carlo Cottarelli. In modo particolare la riduzione dell’indebitamento delle pubbliche amministrazioni passa per una riduzione delle spese ovvero per una “interiorizzazione” dell’etica dell’austerity nell’interno delle metodologie di governance. Tuttavia spesso accade l’esatto contrario, ovvero le amministrazioni cercano l’indebitamento per procedere alla spesa. La spesa finanziata attraverso il debito è solo una delle varie forme di “finanza creativa” applicata alla pubblica amministrazione che pure essendo disposte nel tentativo di migliorare la situazione della fornitura di beni e servizi pubblici alla fine finisce per gravare sui cittadini che pure si vorrebbero salvaguardare. Occorre pertanto spezzare il ciclo vizioso costituito da spesa e debito ed introdurre delle metodologie che consentano l’indebitamento solo nel breve e brevissimo periodo e che siano invece rivolte a migliorare il prelievo fiscale, alla lotta all’evasione anche mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici. Pertanto la relazione positiva tra crescita delle spese delle pubbliche amministrazioni e crescita del debito della pubblica amministrazione trova una sua motivazione nel mismanagement della classe dirigente incapace di introdurre elementi di austerità nell’interno del processo di gestione dell’imposizione fiscale.

La relazione tra debito lordo consolidato delle amministrazioni pubbliche e il consumo totale a prezzi correnti. Si tratta di una relazione positiva. In questo caso l’andamento del consumo a prezzi correnti è uno specchio dell’inflazione. Operano pertanto due forze le quali pure essendo giustapposte danno origine ad un effetto complessivo positivo ovvero l’analisi lascia propendere per la predominanza dell’effetto inflattivo rispetto all’effetto consumistico. Il consumo come è stato evidenziato precedentemente è posto in relazione positiva con la riduzione del debito, mentre l’inflazione ha una relazione positiva con la crescita del debito. Pertanto nel consumo a prezzi correnti, che tiene appunto conto dell’inflazione è l’elemento inflattivo a dominare rispetto all’elemento consumistico determinando nel complesso una relazione positiva rispetto alla crescita del debito pubblico.

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Figura 4. Il modello econometrico stimato. Dati Ameco. Paese Italia. Periodo 1960-2018.

La relazione tra il debito lordo consolidato e il reddito nazionale lordo a prezzi correnti. La relazione tra il debito lordo consolidato e il reddito nazionale lordo è una relazione positiva. Il reddito nazionale lordo è una misura della contabilità nazionale che si ottiene attraverso delle modificazioni del Pil in modo particolare sottraendo il reddito che imprese e lavoratori esteri hanno prodotto in Italia e aggiungendo il reddito che imprese e lavoratori italiani hanno prodotto all’estero. La relazione positiva lascia intendere il fatto che la crescita dell’economia privata non abbia avuto alcun impatto positivo sulla situazione debitoria dello Stato. Le motivazioni per questa relazione sono indicate di seguito:

  • la fornitura dei servizi: la crescita dei redditi richiede generalmente anche una crescita degli investimenti realizzati dallo stato a titolo di investimento nell’interno di alcuni settori essenziali quali possono essere per esempio la scuola e la sanità ed anche i trasporti. La necessità di garantire i servizi può fare crescere la spesa dello stato e quindi anche il debito pubblico dello stato;
  • La crescita del reddito per via dell’inflazione: poiché stiamo analizzando un periodo di tempo molto lungo che va dal 1960 al 2018 si viene a creare la possibilità che taluni fenomeni che oggi non sono molto diffusi siano in realtà presenti nell’interno della serie storica. Occorre infatti ricordare che il tasso di inflazione nel corso degli anni 60-70 era molto elevato. Il tasso di inflazione può comportare una crescita del valore del reddito nazionale lordo, ovvero il caso dell’inflazione che produce una crescita dei salari e dei profitti. Come rilevato anche precedentemente la crescita dell’inflazione è un fenomeno associato positivamente alla crescita del debito pubblico. Pertanto è assai probabile che la componente della crescita del reddito nazionale sia in realtà da imputare più alla crescita dell’inflazione che al miglioramento complessivo della capacità produttiva dell’economia italiana.

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Figura 5. LA capacità predittiva del modello. Dati Ameco. Paese Italia. Periodo 1960-2018.

La relazione tra il debito lordo delle amministrazioni pubbliche e le tasse legate alle importazioni e alla produzione. La relazione è positiva. La tassazione delle importazioni e della produzione ha un impatto in grado di aumentare il valore del debito pubblico. Occorre tuttavia scomporre il fenomeno in due diverse attività ovvero importazioni e produzione:

  • Importazioni: il valore delle importazioni risulta essere associato in modo negativo nei confronti del debito pubblico. La presenza di una imposizione fiscale nei confronti delle importazioni induce necessariamente ad una contrazione dei consumi. La contrazione dei consumi induce ad una riduzione del prodotto interno lordo ovvero ad una riduzione delle entrate finanziarie dello stato. La tassazione delle importazioni pertanto ha un impatto duplice: in un primo momento può comportare una crescita del valore delle entrate fiscali, tuttavia in seguito il debito pubblico cresce in relazione ad una compressione dei consumi. La riduzione dei consumi indotta dalla crescita dell’imposizione fiscale sulle importazioni induce ad una riduzione delle risorse finanziarie dello stato e quindi ad una crescita del debito pubblico.
  • Produzione: la tassazione della produzione incentiva le imprese a ridurre il valore del valore aggiunto prodotto. Pertanto nella riduzione del valore della produzione si verifica una compressione dei redditi ed una riduzione dei consumi. La riduzione dei consumi si verifica sia per la riduzione della produzione, sia per l’effetto di sostituzione ovvero per il fatto che le imprese tendono a scaricare il costo dell’imposizione nei confronti dei consumatori. La tassazione della produzione pertanto porta ad una riduzione complessiva dei redditi e dei consumi e quindi ad una riduzione dell’imposizione fiscale, ad un peggioramento della condizione finanziaria dello stato con la crescita del debito pubblico.

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Figura 6. Ellisse di confidenza. Dati Ameco. Paese Italia. Periodo 1960-2018.

La relazione tra il debito lordo consolidato delle amministrazioni pubbliche e l’eccedenza operativa lorda. Il valore del debito lordo consolidato delle amministrazioni pubbliche cresce con la crescita della remunerazione del capitale. Il fatto che il capitale impiegato nella produzione diventi maggiormente operativo non ha alcun impatto sulla riduzione del debito lordo consolidato. La presenza di una condizione positiva può essere trovata sia nel fatto che molto spesso l’acquisizione di capitale nell’interno dell’impresa è sottoposta a degli sgravi fiscali, sia per il fatto che il design dell’imposta è tale da rendere poco redditizio per il sistema fiscale dello Stato la crescita della remuneratività del capitale. Del resto la tassazione della componente stock del capitale impiegato nella produzione ha un effetto riduttivo della capacità di generazione di valore da parte del sistema industriale.

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Figura 7. Fattori di inflazione della varianza. Dati Ameco. Paese Italia. Periodo 1960-2018.

La relazione tra debito lordo consolidato delle pubbliche amministrazioni e la compensazione nominale per dipendente. Si tratta di una relazione negativa. In modo particolare si verifica che la crescita della compensazione nominale per dipendente, ovvero la crescita della componente del lavoro dipendente in termini di prodotto interno lordo ha una capacità di ridurre il debito pubblico. La relazione può essere meglio intesa considerando che la crescita della compensazione dei lavoratori si sostanzia nella crescita della base imponibile e quindi nella crescita delle entrate per lo stato. La crescita delle entrate dello stato può essere associata ad una riduzione del debito pubblico in un miglioramento complessivo della condizione di equilibrio della finanza pubblica.

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Figura 8. Diagnostiche di collinearità. Dati Ameco. Paese Italia. Periodo 1960-2018.

La relazione tra il debito lordo consolidato delle amministrazioni pubbliche e la quota salariale rettificata in percentuale del Pil a prezzi correnti. Si tratta di una relazione positiva. Tuttavia in questa circostanza la relazione positiva è da attribuire alla componente inflattiva più che alla dimensione reddituale intesa come compensazione salariale. Infatti l’inflazione è associata in modo positivo alla crescita del valore del debito lordo consolidato delle amministrazioni pubbliche.

La relazione tra il debito lordo consolidato delle amministrazioni pubbliche e le esportazioni nette di beni e servizi. Si tratta di una relazione negativa. La crescita delle esportazioni nette di beni e servizi sono una misura della capacità di una economia di accedere in modo positivo all’attività di internazionalizzazione. In modo particolare, trattandosi di esportazioni nette, esse vengono computate al netto delle importazioni, e pertanto rappresenta effettivamente la capacità di una impresa di offrire dei beni nei confronti del mercato internazionale. Una economia che cresce nell’interno del contesto internazionale tende ad una crescita anche dei redditi e dei consumi i quali sono associati in modo positivo nei confronti del miglioramento della condizione di finanza pubblica e quindi ad una riduzione del debito pubblico.

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Figura 9. Leverage

La relazione tra debito lordo consolidato delle amministrazioni pubbliche e occupati a tempo pieno. Si tratta di una relazione negativa. In modo particolare si prendono in considerazione gli occupati nel settore dell’agricoltura, nel settore forestale e dei prodotti ittici. La relazione negativa è dovuta al fatto che una crescita degli occupati diventa una crescita del reddito, ovvero dei consumi e quindi del PIL e dunque degli aggregati sottoposti a tassazione con maggiori possibilità per la finanza pubblica di accedere ad una condizione di equilibrio. L’occupazione ha pertanto un impatto positivo nella riduzione del debito, in modo specifico, l’occupazione nel settore primario.

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Figura 10.Analisi della varianza. Dati Ameco. Paese Italia. Periodo 1960-2018.

La relazione tra debito lordo consolidato delle amministrazioni pubbliche e dipendenti nel settore dell’agricoltura e dei prodotti da pesca. Si tratta di una relazione negativa. Valgono per questa relazione le considerazioni svolte per la relazione precedente. La crescita dei dipendenti induce ad una crescita del reddito nazionale, ovvero una crescita dei consumi con il miglioramento della condizione di finanza pubblica.

Equation

Label

Variables

Segno

y_1

BasOnESAAndF1

Debito lordo consolidato delle amministrazioni pubbliche

x_1

Pop1

Popolazione totale

Positivo

x_2

PrivFinConsEx1

Consumi finali private a prezzi correnti

Negativo

x_3

ConPriceIndex1

Indice dei prezzi al consumo armonizzato

Positivo

x_4

ActindFinCon1

Consumo individuale effettivo delle famiglie a prezzi correnti

Negativo

x_5

IndCOnsOfGenGov1n

Consumo individuale delle amministrazioni pubbliche

Positivo

x_6

TotCons1

Consumo totale a prezzi correnti

Positivo

x_7

GNI1

Reddito nazionale lordo a prezzi correnti

Positivo

x_8

TaxImProdSub1

Tasse legate alle importazioni e alla produzione: economia totale

Positivo

x_9

OpSurTotEco1

Eccedenza operativa lorda: economia totale

Positivo

x_10

NomComPerEmp1

Compensazione nominale per dipendente: economia totale

Negativo

x_11

AdjWageShare1

Quota salariale rettificata: economia totale: in percentuale del PIL a prezzi correnti

Positivo

x_12

BalWitheRest1

Esportazioni nette di beni e servizi

Negativo

x_13

EmplFullTime1

Occupati a tempo pieno: agricoltura forestale e prodotti ittici

Negativo

x_14

WageeSal1

Dipendenti: agricoltura e prodotti della pesca (contabilità nazionale)

Negativo

Angelo Leogrande

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