Unicredit, nel nuovo piano più dividendi e taglio di 8mila posti

Gedi volta pagina e vola in Borsa

ECONOMIA_4_12_19.jpg

Unicredit, nel nuovo piano più dividendi e taglio di 8mila posti

cms_15148/Agenzia_Fotogramma_FGR2755382_(1).jpg

Più cedole, una crescita dell’utile ‘sostenibile’ e una nuova decisa riduzione dei costi. E’ il nuovo piano al 2023 di Unicredit, Team 23, che punta soprattutto sulla remunerazione dei soci: la quota di capitale distribuito rispetto all’utile aumenta dal 20% al 40% nel periodo 2020-2022 fino al 50% nel 2023, per un totale di 8 miliardi tra dividendi cash (6 mld) e riacquisti di azioni (2 mld). Il personale, invece, diminuirà ancora, anche se, come in passato, in modo "socialmente responsabile", assicura il ceo, Jean Pierre Mustier presentando la strategia. Cosa che farebbe presupporre l’utilizzo del fondo esuberi per gli esodi previsti.

La banca prevede da qui al 2023 di tagliare 500 filiali e altri 8mila posti di lavoro, che si sommano quindi ai 14mila del piano precedente, considerando anche le uscite derivanti dalle cessioni di asset (Pekao, Fineco, ecc). Secondo i sindacati, con cui è appena iniziata una trattativa, il grosso dei tagli riguarderà l’Italia, con 6mila uscite, di cui 500 legate ancora al piano precedenti, e 450 filiali chiuse sulle 500 previste.

"Il piano industriale così com’è non può nemmeno essere preso in considerazione", osserva in una dura nota il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. Rincara la dose Massimo Masi, della Uilca: "Gli unici veri esuberi della banca sono il ceo Jean Pierre Mustier e il management, che ha ideato un progetto senza visione industriale e di prosperità".

La riduzione dei costi controbilancia l’aumento degli investimenti: quelli in It crescono del 17% rispetto al piano precedente con un investimento medio di 900 milioni l’anno. In tutto, i costi totali della banca al 2023 saranno di 10,2 miliardi, poco meno rispetto ai 10,3 miliardi del 2018.Il business crescerà, ma non troppo: i ricavi di fine 2019 sono stati confermati a 18,7 miliardi e nel 2023 la banca prevede di aumentarli a 19,3 miliardi, con una crescita annua dello 0,8%. Il trend è più o meno lo stesso per l’utile, che salirà a 5 miliardi dal target di 4,7 miliardi che dovrebbe essere raggiunto a fine 2019.

Le cessioni straordinarie degli ultimi anni dovrebbero essere finite: dopo la cessione di Pioneer, Bank Pekao, Fineco, Mediobanca e della quota del 9% in Yapi Kredi, "siamo contenti del nostro attuale perimetro", ha detto Mustier, e in Turchia "non arriverà nient’altro" sulla partecipazione rimanente nella controllata. Niente grandi fusioni, come previsto, ma solo "piccole acquisizioni aggiuntive", possibili per lo più nell’Europa centro-orientale. "Non abbiamo ancora niente in pipeline, quindi non diamo dettagli", taglia corto Mustier. Un’altra pulizia significativa è attesa sul fronte dei non performing loan: nuove operazioni di derisking, di cui 5 miliardi di cessioni, porteranno il rapporto tra esposizioni deteriorate e crediti totali sotto il 3,8% a fine piano.

I crediti deteriorati totali scenderanno sotto i 20 mld alla fine del 2023. Sono quasi 60 miliardi in meno rispetto alla fine del 2015. La banca conferma il progetto per creare una subholding italiana non quotata "al fine di ottimizzare il requisito Mrel", ovvero il requisito minimo di fondi e passività soggette a bail-in.

Gedi volta pagina e vola in Borsa

cms_15148/JohnElkann_Fg_Ipa_22.jpg

Con l’operazione votata dal cda di Cir, che ha dato il via libera alla vendita per 102,4 milioni della quota di controllo di Gedi, cambia la geografia della stampa italiana: torna al vertice di un grande gruppo editoriale la famiglia Agnelli-Elkann, tramite la holding Exor da essa controllata. E a volere l’operazione l’erede designato dell’Avvocato, John Elkann, per parte di madre nipote di Carlo Caracciolo che fu fondatore e anche presidente del Gruppo editoriale l’Espresso e con cui, dicono i biografi del principe, il giovane che sarebbe arrivato al vertice di Fiat e poi Fca parlava spesso di giornali.

Il cambio della guardia in Gedi, con conseguente strappo (+60%) in Borsa e allineamento al prezzo di vendita delle azioni a Exor da parte di Cir, arriva dopo neanche quattro anni dalla fusione di Itedi (la società editrice dei quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX che faceva capo a Fca) con il gruppo l’Espresso-la Repubblica. Sempre nel 2016 Fca decide il disimpegno da Rcs (’Corriere della Sera’ e ’Gazzetta dello Sport’): al controllo della società editoriale, dopo il lancio di un’opas, arriva Urbano Cairo.

Il gruppo nato dalla fusione di La Stampa e Repubblica, con la Exor presieduta da John Elkann intorno al 6%, non ha una navigazione tranquilla, si infittiscono i rumours della volontà di cessione da parte di Cir ma nessuno si aspetta il colpo di scena con cui lo scorso 13 ottobre Carlo De Benedetti chiede di acquistare il 29,99% di Gedi, controllata appunto dalla Cir presieduta da suo figlio Rodolfo De Benedetti e di cui è azionista anche Marco: l’offerta, al prezzo unitario di 0,25 euro ad azione viene respinta da Cir che la giudica "irricevibile" e "inadeguata" al valore reale della partecipazione.

Carlo De Benedetti in una lettera spiegava il senso dell’iniziativa "volta a rilanciare il gruppo al quale sono stato associato per lunga parte della mia vita e che ho presieduto per dieci anni, promuovendone le straordinarie potenzialità". L’idea dell’Ingegnere era quella di "rilanciare il gruppo Gedi e poi conferire le azioni in una Fondazione".

La sua proposta lascia un segno all’interno della famiglia: "Sono profondamente amareggiato e sconcertato dall’iniziativa non sollecitata ne concordata presa da mio padre - affermava Rodolfo - e il cui unico risultato consiste nel creare un’inutile distrazione, della quale certo non si sentiva il bisogno, rispetto al lavoro delle tante persone impegnate quotidianamente a garantire un futuro di successo al Gruppo Gedi, che da anni opera in un settore dei più sfidanti. I miei fratelli ed io, come azionisti di controllo del Gruppo Cofide-Cir, continueremo a dare il nostro pieno supporto al management in questo percorso".

Redazione

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App