VEZZI VIZI E VIRTU’ - LA STORIA RACCONTATA DAI VENTAGLI

UN VENTAGLIO REALISTA

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Questa volta trattiamo di un ventaglio della fine del XVIII secolo, assai raro, cosiddetto “Realista”, o “Monarchico”. La sua peculiarità consiste nel fatto di essere unico nel suo genere, e di distinguersi da tutti quelli appartenenti a questa tipologia perché, in piena epoca rivoluzionaria, inneggia apertamente al Re ed alla sua famiglia e, soprattutto, quando egli è ancora in vita. Gli esemplari conosciuti di norma svelano le figure dei reali guardandoli controluce, o aprendoli inparte, sfruttando giochi di immagini apparentemente innocue. In questo caso il ventaglio è di fattura francese, ha montatura in palissandro, una placca in avorio coprente il rivetto, e una pagina doppia in garza color vinaccia, con l’applicazione al centro di un medaglione in carta incisa alla maniera nera o mezzotinto. Essa rappresenta Luigi XVI, Maria Antonietta ed il delfino Louis-Charles, con la scritta: “DOMINE SALVUS (sic) FAC REGEM, REGINAM ET DELPHINUM”. L’autore dell’opera è Aubin de Saint Augustin, incisore del re, della famiglia dei Saint-Aubin, tutti incisori e disegnatori. Egli nacque a Parigi il 3 gennaio 1736 ed ivi morì il 9 novembre 1807. Fu ricevuto all’Accademia Reale di pittura nel 1775. Da notare che l’incisione sul ventaglio si presenta rovesciata rispetto all’originale e con l’aggiunta della scritta, di un drappo gigliato e di due corone, mentre il re indossa il "cordon bleu" con la croce dell’Ordine di Santo Spirito, il cui scopo era di proteggere il sovrano in quanto sacro.

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Il fronte è ricamato con paillettes che rappresentano i gigli di Francia e con la scritta: ”TOUT PUISSANT JE L’AIME MALHEREUX JE L’ADORE.DOMINE SALVUM FAC REGEM”(O Onnipotente, io l’amo, sfortunato, io l’adoro. Signore, salva il Re).

Il tenore delle scritte ci fa dedurre con certezza che quando il ventaglio fu creato tutta la famiglia fosse imprigionata al Tempio ma ovviamente ancora viva, vista l’esortazione a Dio di salvarli. La natura dell’invocazione, così accorata, così intima e diretta, ci fa altresì pensare che il ventaglio sia appartenuto a qualcuno molto vicino al Re, se non addirittura a Maria Antonietta o alla sorella minore di Luigi XVI°, Elisabeth Philippine Marie-Hélène de Bourbon. Bisogna tener conto del fatto che oltre all’esodo generale dei nobili dalla Francia, anche i fratelli di Luigi XVI fuggirono in Inghilterra, dove organizzarono la Resistenza Monarchica contro i rivoluzionari liberali.

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Si è sempre pensato che ventagli con simili caratteristiche fossero prodotti in Inghilterra, ma posso sostenere che questo esemplare fu prodotto in Francia, probabilmente nella boutique di Madame Despeaux, in Rue de Gramont a Parigi, come citato da Blondel, che riporta un annuncio del "Journal des Hommes libres de l’an IV°" (1796). Ivi si sostiene che questi ventagli fossero della specie più ricercata e costosa. ( Vedi anche: "Autant en porte le vent - Eventails, histoire du gout" - pag.66 n°77). L’equivoco, secondo me, è sorto dalla circostanza che tale M.me Despeaux trasferì la sua attività in Inghilterra in seguito all’espatrio forzato dei nobili dalla Francia.

Luigi XVI, nato a Versailles il 23/8/1754 e morto a Parigi il 21/1/1793,fu Re di Francia dal 1774. Nipote di Luigi XV, era figlio del delfino Luigi e di Maria Giuseppina di Sassonia. Alla morte del padre nel 1765 divenne delfino a 11 anni e Re di Francia con il nome di Luigi XVI. Nel 1770,sedicenne,sposò Maria Antonietta, quindicenne, figlia dell’Imperatore Francesco 1° e di Maria Teresa d’Austria. Ella nacque a Vienna il 22/11/1755 e morì a Parigi il 16/10/1793. Fin dall’inizio M. Antonietta suscitò scarsa simpatia presso i sudditi, sia perché era straniera, sia per la sua frivolezza. Allo scoppio della Rivoluzione si schierò con la nobiltà più intransigente e reazionaria, spingendo il marito ad opporsi ai rivoluzionari più moderati, come Mirabeau e Lafayette. Luigi XVI ebbe tre figli: Maria Teresa Carlotta, poi più nota come Madame Royale; Luigi-Giuseppe(l’erede al trono che morirà a soli 8 anni nel 1789, un solo mese prima dello scoppio della Rivoluzione francese) e Luigi-Carlo che, alla morte del fratello diverrà, a quattro anni, il nuovo delfino di Francia.

cms_3609/DP828979.jpgQuando Luigi sposò M. Antonietta, la Francia era già gravata da debiti ed impoverita. Egli cercò di ridurre le tasse e di introdurre riforme, ma aveva un carattere troppo debole per fronteggiare la resistenza della nobiltà. Al contrario dei suoi predecessori, egli non ebbe nemmeno la fortuna di attraversare un periodo di prosperità, ma anzi finì con l’isolarsi e l’estraniarsi dai reali problemi dello stato. Da finanziari essi divennero ideologici, e l’ostilità non smise mai di crescere, favorita dall’aggancio fra borghesia e popolo, che tendeva all’elaborazione di una politica economica in linea con i tempi della rivoluzione industriale, che in Inghilterra stava già facendo i primi passi.

Nel 1788 Luigi convocò gli Stati Generali. Riuniti con i loro “Cahiers de Doleances” si trasformarono in Assemblea Nazionale Costituente. Il Re tentò di opporsi, poi di corrompere i deputati. Alla fine, la notte fra il 20 e il 21 Luglio 1791,fuggi’ con tutta la famiglia. Fu arrestato e ricondotto a Parigi, ma comunque salvato dall’Assemblea, che gli concesse di assumere le funzioni di Re Costituzionale. Il Re, quindi, aveva giurato fedeltà alla nuova Costituzione, ma segretamente continuò a manovrare contro la rivoluzione. Fu così che egli venne accusato di tradimento ed imprigionato al Tempio con la moglie e i due figli. La Repubblica venne proclamata il 21 Settembre 1792. Egli venne processato e ghigliottinato il 21 Gennaio 1793.Pronuncio’,con voce ferma, la frase: ”POPOLO, MUOIO INNOCENTE”. M. Antonietta fu giustiziata il 16 Ottobre. Il piccolo Luigi-Carlo e Madame Royale restarono prigionieri del governo rivoluzionario. Madame Royale otterrà poi la libertà grazie ad uno scambio di prigionieri con l’Austria, mentre per il bambino le cose sono più difficili. Con la morte del padre, il delfino è ormai diventato Luigi XVII, un prigioniero piccolo e ingombrante per gli uomini del sanguinario Robespierre. Ufficialmente, fu la tubercolosi a togliere dall’imbarazzo gli uomini della Rivoluzione. Fu questa, sembra, la causa di morte del bambino-re,l’8 Giugno 1795.Ma da quel giorno è iniziato un giallo storico, ancora irrisolto dopo due secoli. ll mancato ritrovamento del corpo di Luigi XVII ha alimentato varie storie, fra le quali quella che fosse stato fatto sparire dai rivoluzionari o che fosse riuscito a fuggire. Resta il fatto che, caduto Napoleone, la Francia vide tornare un Borbone sul trono. Il nuovo Re era fratello di Luigi XVI, e zio di Luigi XVII.E visto che del nipote ufficialmente non si sapeva nulla, preferì farsi chiamare Luigi XVIII.

Luigi XVIII ebbe vari scontri con il Duca di Berry, Carlo Ferdinando d’Artois, cugino di Luigi XVII, di cui era più grande di sette anni. Egli era fratello di Luigi-Antonio di Borbone Duca d’Angouleme e della piccola Contessa d’Artois, poi detta Mademoiselle.

Il Duca di Berry sostenne favorevolmente le ragioni di un certo Carlo-Guglielmo Naundorff, c he nel 1818 cercò di dimostrare di essere Luigi-Carlo di Borbone. Forse anche Luigi XVIII aveva qualche sospetto che il nipote fosse ancora in vita, ma aveva ottime ragioni per tacere: il suo trono sarebbe stato messo a rischio. E forse anche per questo il Duca di Berry fu messo a tacere per sempre, ucciso all’uscita del teatro il 13 Febbraio 1820,a Parigi.

Anna Checcoli

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