VOCI DALLA LIBIA

Turchia, “UE non ha autorità”; Russia, “Rischiamo lo scenario peggiore”

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In quel della Libia continua la “baldoria”, se così si può definirla. Di certo si è alzato un polverone che non accenna a diradarsi. Dopo l’annuncio della nuova missione navale UE per garantire l’embargo di armi, il presidente turco Erdogan sfida l’Unione Europea. “Non ha alcuna autorità per prendere una decisione sulla Libia” dichiara al gruppo parlamentare del AKP ad Ankara. Aggiunge di essere pronto a sostenere un’offensiva contro Haftar se non si troverà un accordo giusto attraverso i negoziati. Proprio Haftar è stato incontrato dal ministro della Difesa russo Shoigu, che ha ribadito “la necessità di attuare gli accordi presi alla conferenza di Berlino”. Questi accordi riguardavano l’embargo delle armi e la volontà di trovare una soluzione pacifica alla crisi. Shoigu e Haftar hanno concordato che le differenze in Libia possono solo essere risolte attraverso “un processo politico e che “l’integrità territoriale del Paese va rispettata”.

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Ci vuole tempo, in fin dei conti. Chi tempo sembra non averne a sufficienza e non darne ai colleghi è il capo di stato turco, che non si è fatto mancare una risposta netta e diretta contro Haftar, riguardo il bombardamento con razzi del porto di Tripoli. Tre le persone morte, oltre a un capannone e altre installazioni incendiate. Inoltre alcune navi commerciali, tra cui una “gasiera” della NOC turca, sono state costrette a lasciare il porto.

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In realtà la risposta di Erdogan è la seconda parte a quella di Serraj, secondo cui “era impossibile far finta di avere un dialogo mentre lui continua ad assediarci e a bombardare il centro della città”. Per cui Tripoli ha interrotto bruscamente i colloqui della “commissione militare congiunta 5+5”, un organismo istituito nel piano d’azione dell’ONU per provare a consolidare la tregua e passare ad un vero e proprio cessate-il-fuoco. “È stato un passo importante – dichiara il presidente turco – la Turchia continua a restare dalla parte del governo legittimo della Libia a Tripoli”. Indi per cui “se un accordo giusto non potrà essere raggiunto attraverso i negoziati internazionali, sosterremo la legittima amministrazione della Libia nel prendere dell’intero Paese”. Praticamente Erdogan appoggia la decisione del governo Serraj di ritirarsi dai colloqui del comitato militare. Come dire che Ankara sarebbe pronta ad un’offensiva militare contro le postazioni tenute da Haftar. Che sarà ospite del Ministero della Difesa della Russia, da cui arriva un secco “sarebbe lo scenario peggiore”, in riferimento alle parole dalla Turchia.

Francesco Bulzis

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