BOLOGNA

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Come diceva Lucio Dalla, nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino, perché ha una struttura a ragnatela e in un modo o nell’altro si finisce per far ritorno da dove si è partiti. Bologna è una città di origine etrusca, come fondazione, poi passata sotto la dominazione dei romani, dei galli, che ne variarono il nome da Felsina a Bonomia, e poi di Napoleone. Bologna, dove non ci si può perdere ma che, come ha scritto John Grisham nell’unico romanzo ambientato nel belpaese, è la città ideale per nascondersi. Pochi visitatori sanno che sotto il suolo scorrono diversi canali, uno tra questi è quello delle Moline, usato per alimentare i mulini ad acqua ancora presenti nei dintorni, e portandosi in via Piella, presso il civico 7, si potrà goderne la vista, affacciandosi da un balconcino aperto sulla strada.

cms_5925/2.jpgBologna è la città delle torri, quella degli Asinelli, su cui, secondo la leggenda, non può salire nessuno studente che voglia terminare gli studi, e poi la torre pendente detta la Garisenda, accanto alla cui porta di ingresso si legge che la torre pende con un fuori piombo di 3,22 metri, poiché durante la sua costruzione si verificò uno sprofondamento del terreno. Se poi si vuol dar retta alle leggende, sarebbe stato il diavolo a costruire entrambe le torri in una notte soltanto, e chissà che non sia colpa di qualche strascico demoniaco se da quelle altezze molte persone hanno deciso di suicidarsi.Prima di proseguire per il tour dei luoghi misteriosi, per chi volesse prendere confidenza con l’esoterismo, al civico n.° 8 della Galleria Marconi si trova la fondazione Biblioteca Bozzano De Boni, il cui patrimonio bibliografico tratta soprattutto, ma non solo, argomenti riguardanti la ricerca psichica, ed altri testi particolari. Recandosi verso Piazza Maggiore ci si troverà a passare sotto la volta del Palazzo del Podestà, il cosiddetto Voltone del Podestà appunto. Particolarità di questo spazio sono le 4 colonne che sorreggono la volta, e se vedrete delle persone che parlano rivolte verso il muro non vi stupite. Infatti sono i curiosi che provano l’effetto incredibile di sentire nitidamente la voce di chi sta parlando all’angolo della colonna opposta, per un particolare fenomeno acustico.Uno dei misteri più noti di Bologna, tuttora insoluto, è quello dell’epitaffio funebre, originariamente iscritto su di una lapide e legato all’Ordine dei Cavalieri Gaudenti. La lapide è ancora visibile nel complesso di Santa Maria di Casaralta, ma l’iscrizione venne fatta ricopiare dal senatore Achille Volta durante alcuni lavori di ristrutturazione della sua villa. Il testo in latino recita

cms_5925/3.jpg“D.M. AELIA LAELIA CRISPIS nec vir nec mulier nec androgyna nec puella nec iuvenis nec anus nec casta nec meretrix nec pudica sed omnia sublata neque fame neque ferro neque veleno sed omnibus nec coelo nec aquis nec terris sed ubique iacet LUCIUS AGATHO PRISCUS nec maritus nec amator nec necessarius neque moerens neque gaudiens neque flens hanc nec molem nec pyramidem nec sepulchrum sed omnia scit et nescit cui posuerit hac est sepulchrum intus cadaver non habens hoc est cadaver sepulchrum extra non habens sed cadaver idem est sepulchrum sibi”. La traduzione la si può trovare ovunque, anche se le ultime tre strofe non sono state riportate nella trascrizione, per motivi ignoti. Secondo alcuni si tratta di un gioco letterario, di uno scherzo, ma per altri questo testo rappresenta un percorso alchemico per arrivare al compimento della Grande Opera. Ultimo particolare misterioso: questa iscrizione compare anche a Padova, all’interno del palazzo S. Bonifacio, in Francia, a Chantilly nel Castello Condé e sopra una lapide conservata al Museo di Beauvais, nella provincia dell’Oise.

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Passeggiando nel Cimitero monumentale della Certosa si trovano raffigurati molti simboli massonici, alchemici, esoterici. Sfingi, lucertole, immagini dell’Ouroburos, il serpente simbolo dell’eternità, e poi ancora caducei e colonne massoniche.Non mancano avvistamenti di fantasmi e spiriti che parlano ai vivi. Chi volesse verificare il brivido, dovrebbe recarsi presso il chiostro nord, annesso a quello Maggiore, a al portico sud del Primo Chiostro, dove si dice siano più frequenti gli avvistamenti. A Bologna inoltre, in via Tagliapietre, si trova il Monastero del Corpus Domini, dove, da quasi 600 anni, viene conservato e osservato dai curiosi, il corpo di Santa Caterina de’ Vigri, ancora oggi visibile dietro una teca in vetro. La decisione di esporlo venne presa quando, esumato, si verificarono degli eventi miracolosi, non da ultimo il liquido profumato che secernevano le sue carni, impregnando le vesti. Gli appassionati di mistero non possono non recarsi a Trebbo, poco lontano dalla città, dove in via Zanardi 449 si erge Villa Clara (o Malvasia), nel cui giardino molte persone affermano di aver visto vagare la piccola Clara, murata viva dal padre nei primi anni del ‘900 perché indemoniata.

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Ed il numero del demonio, 666, è anche quello degli archi presenti nel Portico di San Luca, che con i suoi 3.976 kilometri è il più lungo del mondo. L’estensione fino al Santuario della Madonna di San Luca, ricorda un serpente, ad emblema di quello schiacciato dal piede della Vergine Maria propria dell’iconografia cristiana.

Paolo Varese

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