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007 Usa: “Rischio conflitto mai così alto da Guerra Fredda”

007 Usa: “Rischio conflitto mai così alto da Guerra Fredda”

cms_8432/Daniel_Coats_Afp.jpgIl rischio di un conflitto non è mai stato così alto dalla fine della Guerra Fredda“. E’ il messaggio che Daniel Coats, direttore della National Intelligence, consegna nell’audizione davanti alla Commissione Intelligence del Senato. Il riferimento è al “crescente uso di armi di distruzione di massa da parte di stati e di altri soggetti”.

Quanto alla Corea del Nord e Kim Jong-un, secondo Coats, rappresentano in particolare una minaccia per l’esistenza degli Stati Uniti e si avvicina, a Washington, il momento delle decisioni. Inutile illudersi: lo show ’olimpico’ offerto da Kim Yo Jong, la sorella di Kim Jong-un, non rappresenta una svolta nella linea di Pyongyang.

La Corea del Nord è una minaccia potenziale all’esistenza degli Stati Uniti“, ha detto Coats. “Sappiamo che Kim decide da solo, la natura provocatoria e l’instabilità che ha dimostrato costituiscono una minaccia significativa per gli Stati Uniti”, ha ribadito. “Il momento di prendere una decisione si avvicina. Il nostro obiettivo è un’intesa pacifica. Stiamo esercitando pressione massima sulla Corea del Nord in diversi modi, ma dobbiamo considerare che questo, potenzialmente, è un problema per l’esistenza degli Stati Uniti”, ha aggiunto.

“Kim Yo Jong è al vertice del Dipartimento Propaganda, non ci sono cambiamenti strategici relativi alla volontà di Kim Jong-un di mantenere il programma nucleare per minacciare gli Stati Uniti”, ha osservato Mike Pompeo, direttore della Cia.

“Se Kim Jong-un pensa di creare divisioni nella relazione tra Stati Uniti e Corea del Sud, si sbaglia di grosso”, è intervenuto l’ammiraglio Michael Rogers, direttore della National Security Agency, facendo riferimento alla linea varata dal regime di Pyongyang sin dall’inizio dell’anno, con toni più concilianti verso Seul. Il generale Robert Ashley, direttore della Defense Intelligence Agency, ha completato il quadro evidenziando che non c’è “nessuna modifica nei suoi calcoli strategici” della Corea del Nord. “C’è un’attività di preparazione molto più pronunciata”, rispetto al passato.

Scandalo Oxfam, sotto accusa il numero uno

cms_8432/Mark_Goldring_Oxfam_Afp.jpgSi aggrava lo scandalo intorno all’Ong britannica Oxfam che – dopo le rivelazioni su festini a luci rosse ad Haiti da parte di suoi operatori – è di nuovo sotto accusa per abusi sessuali denunciati da una ex dirigente dell’organizzazione, Helen Evans, che parla di una vera e propria “cultura di abusi sessuali“. Nel mirino finisce anche il numero uno di Oxfam, il chief executive Mark Goldring, che – secondo il Times – era stato messo a conoscenza in prima persona di altri abusi segnalati in tempi più recenti dalla Evans, ex garante interna per la tutela delle norme di comportamento, incarico ricoperto dal 2012 al 2015.

Evans rivela infatti diversi casi di violenze, tra cui quella di un ex operatore umanitario accusato di aver costretto con la forza una donna ad avere rapporti sessuali in cambio di aiuti umanitari. L’ex dirigente cita poi un’indagine realizzata da Oxfam in tre paesi, tra i quali il Sud Sudan, dalla quale risultava che circa il 10% dei componenti del personale umanitario era stato vittima di una violenza sessuale o testimone di uno stupro o di un tentativo di stupro da parte di un collega. Evans ha affermato che Mark Goldring e il suo team di leadership aveva annullato un incontro per discutere le sue preoccupazioni proprio sugli abusi che coinvolgevano i dipendenti Oxfam.

In risposta alle accuse della ex dirigente, Oxfam ha sostenuto che alla luce delle indagini da lei condotte aveva adottato misure concrete per migliorare la gestione dei problemi di “protezione”. “Ci dispiace di non aver reagito più rapidamente e più efficacemente alle segnalazioni di Helen”, ha replicato l’Ong in un comunicato, precisando di aver raddoppiato il suo personale nelle équipe di ’protezione’, passato da due a quattro operatori.

Venerdì scorso il quotidiano londinese The Times aveva rivelato che alcuni operatori umanitari sarebbero andati con prostitute utilizzando i fondi della Ong durante la missione ad Haiti dopo il terremoto del 2010 che fece circa 300.000 morti. Da parte sua Oxfam ha negato di aver tentato di insabbiare il caso. Ieri poi sono arrivate le dimissioni della vicepresidente di Oxfam, Penny Lawrence che, esprimendo il proprio “rammarico” e “vergogna” per il “comportamento dei dipendenti in Ciad e Haiti, incluso l’uso di prostitute”, si è assunta “la piena responsabilità” di quanto accaduto.

Il governo britannico, da parte sua, ha minacciato di ritirare il sostegno all’organizzazione umanitaria. La ministra della Cooperazione internazionale, Penny Mordaunt, ha affermato che il governo sospenderà i finanziamenti, pari a 32 milioni di sterline l’anno (36 milioni di euro) se l’organizzazione non assumerà tutti i provvedimenti necessari per evitare in futuro nuove situazioni analoghe.

Germania, Schulz lascia guida Spd

cms_8432/Schulz_Martin_Ftg.jpgMartin Schulz lascia la presidenza della Spd con effetto immediato. Venerdì, Schulz aveva formalizzato la rinuncia alla carica di ministro degli Esteri nel governo tedesco.

La giunta direttiva del partito ha nominato all’unanimità Andrea Nahles, la leader del gruppo parlamentare, candidata alla presidenza del partito in vista del voto che si terrà il 22 aprile, quando il Congresso della Spd si riunirà a Wiesbaden.

In attesa del voto in programma tra 2 mesi, sarà il sindaco di Amburgo, Olaf Scholz, ad assumere la guida provvisoria del partito.

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14 Febbraio 2018